TORRI EDWARDS RITORNA DAL DOPING

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Era una Torri Edwards tutto sommato serena quella scesa in pista sabato scorso 18 febbraio, nel meeting di Birmingham.
La ragazza tornava da uno stop di 15 mesi, poichè pescata positiva allo stimolante nikethamide durante un meeting caraibico nelle prime gare primaverili del 2004.

Ora la Edwards si ritrova ad avere 29 anni, una carriera tutt’altro che finita, la volontà di tornare tra le più veloci del pianeta quanto prima.
E la stagione che le si presenta davanti potrebbe essere quella giusta per risorgere. Senza grandi avvenimenti mondiali, saranno i meeting al centro dell’attenzione, occasioni che consentiranno di gareggiare parecchio e per un lungo periodo, l’ideale per chi deve riprendere la condizione e l’abitudine alle gare di alto livello.

A Birmingham Torri Edwards ha chiuso al quarto posto nel 60 che la vedeva di fronte a Christine Arron, Zhanna Block (Pintusevich), la belga Kim Gevaert.

Vecchie conoscenze tutte finite avanti all’americana, che ha chiuso in un discreto 7”21, cinque centesimi di peggio della Arron vincitrice della gara. L’allieva di Smith, nonchè rappresentante del gruppo HSI, non è poi così lontana dal 7”12 ottenuto sulla stessa distanza nel periodo precedente alla squalifica, sebbene i meccanismi non siano ancora perfezionati al meglio.

Da un’americana al rientro ad un connazionale costretto a fermarsi per un lungo periodo.
Si tratta del lunghista Savante Stringfellow, l’incarnazione della sfortuna, una carriera falcidiata dagli infortuni per un talento del salto in lungo, capace di balzare 8,52 nel 2002 ed 8,46 nel 2003.

Sino a quando nel 2004 saltò il tendine d’Achille durante una gara di salto in lungo, evento questo che non gli consentì di prendere parte alle Olimpiadi di Atene. Una delusione infinita per Savante, l’occasione perduta di coronare un sogno, quello di partecipare all’Olimpiade con la quasi certezza di portare a casa una medaglia pregiata.

Dopo lo stop nell’anno olimpico e la lunga fase di riabilitazione, finalmente il ritorno alle gare nella primavera 2005, con misure logicamente lontane dai bei tempi. La stagione la chiude in 8,02, ma va bene comunque perchè si trattava comunque di un anno di transizione, in cui il periodo preparatorio ed i lavori di forza sono stati per forza di cose più leggeri. Il tutto per cercare di ritornare nel 2006 ai livelli di un tempo.

Ed il meeting di Birmingham doveva essere una tappa verso il ritorno, con Stringfellow opposto a gente del calibro di Gaisah, Gregorio, Martinez, Sdiri.

Ma la giornata, iniziata con un primo salto valido a 7,63, si è chiusa nel peggiore dei modi quando Stringfellow, nella fase di atterraggio del secondo salto, ha messo male la gamba, sollecitando oltre il dovuto il ginocchio. Un dolore immenso, le lacrime, l’ennesimo brutto colpo, forse il decisivo stop alla sua carriera.
Rottura del tendine rotuleo la diagnosi, un infortunio grave che richiederà un altro periodo enorme di recupero, soprattutto per chi su quelle gambe deve saltarci, dovendo sopportare sollecitazioni e carichi notevoli su tendini e legamenti.

Una storia triste questa, un atleta che speriamo si rialzi presto ed abbia la volontà di recuperare ed andare ad afferrare con un gran salto il suo sogno chiamato Olimpiadi.

fonte: ESPN; Foto: www.nrk.no

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