CAMPIONATI INDOOR STATUNITENSI: BUONA LA PRIMA

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Reese Hoffa, quello abituato a far da comprimario ai ben più blasonati colleghi, quest’anno sembra voler interpretare ben altro ruolo: lo ha dimostrato anche ieri sera nal bel palazzetto di Boston, in una gara affollata di campioni, dai livelli degni di una finale del campionato del mondo.

Hoffa per nulla in soggezione ha svolto al meglio il suo lavoro scagliando il peso a metri 21,61, misura che gli ha consentito di far sua la gara al penultimo lancio, scavalcando Christian Cantwell, autore di 21,10 fino a quel momento. Terzo John Godina con 20,50, mentre solo al quarto posto è finito il campione mondiale Adam Nelson, segno che i trials anche d’inverno non guardano in faccia nessuno.

La prestazione di Reese Hoffa è sottolineata anche dall’ultimo suo lancio di 21,54, anch’essa misura di assoluto valore quest’anno, e dal valore globale della serie di lanci di cui il più corto ha fatto segnare 20,67.

Ciò a conferma del ruolo di leader mondiale della specialità che in questa prima parte di stagione compete all’energumeno americano di colore. Proprio Hoffa detiene infatti le tre migliori prestazioni mondiali dell’anno, di cui la prima è il 21,65 ottenuto ai Millrose Games qualche settimana fa.

Anche in campo femminile il peso ha regalato buone prestazioni. E’ infatti scaturita la terza prestazione all time americana ad opera di Camarena, pesista 23enne, in grado di lanciare sino a 19,26. Un’impresa notevole quella della giovane americana, che appena cinque mesi fa aveva deciso di passare alla tecnica rotazionale. Finora sembra proprio che la cosa stia pagando, e se tali misure diverranno un vizio saranno dolori un po’ per tutte.

Nel salto in lungo donne si attendevano i balzi di Tianna Madison, è arrivata invece l’impresa di Akiba McKinney, una ragazza di 26 anni, sconosciuta ai più, ma già presente alle finali dei trials estivi del 2004 e 2005. Nel 2004 arrivò terza ma fu costretta a saltare le Olimpiadi poiché non aveva ottenuto il minimo di partecipazione, nel 2005 conclusa al quarto posto, rimanendo fuori dal team per i mondiali.

In questi trials finalmente la soddisfazione di una vittoria, per di più alle spede di una fresca campionessa mondiale come la Madison. La vittoria è arrivata all’ultimo salto, con un buon 6,62, per la gioia del suo nuovo allenatore Al Joyner, uno che di salti e saltatrici se ne intende.
Seconda Tianna Madison in 6,59, terza un altro nome conosciuto, Grace Upshaw, con 6,49.

A Walter Davis per far suo il triplo è sufficiente un 16,87, mentre nell’alto maschile la spunta Adam Shunk a sorpresa con 2,25, davanti a Tora Harris con pari misura. Delusione per Jamie Nieto fermatosi a 2,22, che gli vale il quarto posto finale.
Storia differente nell’alto femminile dove Chaunte Howard rispetta i pronostici e vince la gara in 1,95. Prevedibile seconda Amy Acuff in 1,89.

Bella gara nell’asta maschile, competizione nella quale erano presenti diversi campioni. Tra questi alla fine è emerso quello che meglio ha fatto da un anno a questa parte, ossia Brad Walker.

Misura vincente è stata un buon 5,75m, altezza inarrivabile sia per Jeff Hartwig che per Toby Stevenson, fermatosi a 5,60.
Ancora a bocca asciutta Tim Mack, autore di tre errori a 5,60 e non paragonabile al campione olimpico del 2004.

Per la velocità erano di scena le eliminatorie, assolutamente prive di sorprese. Sono passati tutti i migliori, con il miglior tempo nei 60 metri uomini per Leonard Scott con 6”56, seguito da Joshua Norman con 6”60 e Jason Smoots con 6”61.
Terrence Trammell si qualifica facendo l’accoppiata con i 60 hs nei quali ottiene anche il miglior tempo con 7”60.

Tra le donne ha primeggiato MeLisa Barber con 7”16, qualche centesimo meglio di Lauryn Williams (7”19) e Torri Edwards (7”21).

Molta attesa era per l’esordio nei 400 uomini di Wallace Spearmon. Il ragazzo non si è fatto pregare ed ha concluso il turno eliminatorio con il miglior tempo di 46”59.
Dietro di lui LaShawn Merritt con 46”87 e Jamel Ashley in 47”01. Tra le donne Sanya Richards fa il vuoto, chiudendo le qualificazioni in 51”76, con quasi due secondi di margine tra sé e le avversarie e realizzando il miglior crono americano dell’anno.

fonte: IAAF; Usatf

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