VERSO I CAMPIONATI MONDIALI INDOOR DI MOSCA 2006

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Il 1987 verrà ricordato dal mondo dell’atletica per due grandi avvenimenti: la prima edizione dei campionati mondiali indoor e la seconda di quelli open, che si disputarono quattro anni dopo il battesimo della manifestazione partorita dalla fervida mente di Primo Nebiolo, avvenuto a Helsinki.
L’anno che andiamo a celebrare fu anche quello che vide dare l’addio alle piste di una delle più grandi atlete che la storia dell’atletica ricordi:Marita Koch, la donna che in carriera collezionò ben 32 medaglie d’oro, 7 d’argento e 1 di bronzo nelle più importanti manifestazioni dei nostri tempi.
I primi mondiali indoor si disputarono dal 6 all’8 marzo nell’avvenieristico Hoosier Domedi Indianapolis; essi a differenza di quelli open, vennero subito programmati con cadenza biennale. Si iscrissero 419 atleti in rappresentanza di 85 Paesi.
Due anni prima nel 1985 (18 e 19 gennaio) al Palais Omnisports di Parigi-Bercy (Francia) si era svolta in modo informale una première (I.A.A.F. World indoor Games) che era servita da banco di prova per i mondiali prima del debutto ufficiale della manifestazione.
Due personaggi emersero su tutti nella manifestazione in terra americana che vide realizzati ben sei primati mondiali al coperto: il canadese Ben Johnson (poi depennato dall’albo d’oro per i noti fatti di Seul) si aggiudicò i 60 metri piani in 6.41 (primato del mondo) battendo gli americani Lee McRae (6.50) e Mark Witherspoon (6.54). Nel rimpasto della classifica, dopo la squalifica di Ben, il bronzo andò al nostro Piefrancesco Pavoni (6.59), che era giunto quarto davanti all’altro azzurro Antonio Ullo. Due italiani in finale in uno sprint mondiale: roba d’altri tempi!
La seconda atleta che si mise in evidenza fu la tedesca dell’est Heike Drechsler, che si impose nel salto in lungo con la misura di m. 7.10 e nei 200 nel tempo di 22.27, tempo con il quale tolse il mondiale al coperto alla connazionale Koch.
Gli italiani, oltre alla medaglia postuma di Pavoni, portarono a casa un argento con la marciatrice Giuliana Salce, seconda sulla distanza dei 3 km (12:36.76 dietro alla sovietica Krishtop), e un bronzo con Giovanni Evangelisti (m. 8.01 alla terza prova davanti al primatista europeo Emmyan) nella gara di salto in lungo vinta dallo statunitense Larry Myricks (8.23).
Nel medagliere complessivo l’Unione Sovietica con 15 medaglie (6+5+4), precedette la Repubblica Democratica Tedesca (6+3+0) e gli Stati Uniti, padroni di casa (5+3+3).

Budapest, la capitale magiara, ospitò dal 3 al 5 marzo 1989 la seconda edizione dei campionati mondiali indoor, che si disputarono allo Sportcsamok.
Sessantadue nazioni con un totale di circa quattrocento atleti risposero all’iniziativa della I.A.A.F. di Primo Nebiolo, ancora sotto choc per i fatti di Seul 1988, che avevano sconvolto le tabelle dei primati mondiali della velocità e delle classifiche degli ultimi eventi.
Anche in questa edizione due nomi su tutti: quello di Paul Ereng (Kenia),autore di una imperiosa galoppata sugli 800 metri, conclusa in 1:44.84 davanti al brasiliano Barbosa (1:45.55) ed al nostro coraggioso Tonino Viali (1:46.95), e del cubano Javier Sotomayor salito imperiosamente a m. 2.43, misura che uguagliava il primato all’aperto ottenuto a Salamanca l’8 settembre 1988.
Ancora i velocisti azzurri Pavoni e Ullo nella finale dei 60 metri piani vinta dalla “pulce” cubana Simon Gomezin 6.52 davanti al ghanese John Myles-Mills) (6.59). Bronzo conquistato questa volta sul campo per il nostro Pavoni (6.61), mentre il piombinese d’adozione Ullo fu ancora quarto (6.63),in una finale insolita in quanto priva di atleti statunitensi.
Gran duello anche nella finale dei 60 metri ostacoli uomini con Roger Kindom(Usa)primo in 7.43 sul britannico Colin Jackson(7.45) e il sovietico Kazanov (7.59).
In campo femminile successo dell’olandese Nelly Cooman nei 60 piani in 7.05, davanti all’americana Torrence (7.07) ed alla giamaicana Ottey (7.10).
Nove italiani su undici ebbero accesso alle finali. La marcia femminile per merito di Ileana Salvador, portò all’Italia il terzo bronzo.
La classifica per nazioni vide ancora l’Unione Sovietica al comando con 13 medaglie (4+5+4), davanti agli U.S.A. che ne collezionarono 11 (4+3+4), davanti alla Rep. Democratica Tedesca che questa volta si fermò a 8 (2+2+4).

Campionati mondiali indoor numero tre a Siviglia dall’8 al 10 marzo 1991 al Palacio de los Deportes, con 530 atleti iscritti in rappresentanza di 82 Paesi.
Rientrò Ben Johnson nella velocità ma non era più lo stesso. Finì infatti al quarto posto (6.61 contro il 6.41 – poi annullato, di Indianapolis) nella finale dei 60 metri vinta dall’americano Andrè Cason(6.54)sul britannico Linford Christie (6.55). Nessun italiano questa volta raggiunse la finale nello sprint.
Sei metri furono valicati al secondo tentativo da Sergey Bubka nella gara di asta, che poi andò invano all’attacco del mondiale a m. 6.10.
Terzo nome in risalto nella rassegna spagnola fu quello dello statunitense Hollis Conway che, a dispetto dei suoi 1.83 metri di altezza, riuscì a “issarsi” a m. 2.40 nella gara di salto in alto, lasciandosi alle spalle il primatista del mondo Sotomayor.
Duelli al femminile nella velocità dove Irina Sergeyeva (poi Primalova)eMarlene Ottey si dettero battaglia, ripartendosi i successi (60 piani alla russa e 200 alla giamaicana) a spese di nominativi di prestigio come Allen, Torrence, Krabbe e Breuer.
Un argento e tre bronzi per la spedizione azzurra.
Giovanni De Benedictis fu secondo nella gara di marcia sui 5 km vinta dopo uno sprint al galoppo dal sovietico Mikkail Shchnnikov, mentre Giovanni Evangelisti (vedi foto) continuò i suoi appuntamenti con le medaglie (terzo nel lungo con m. 7.93). La seconda medaglia di bronzo arrivò della marciatrice Ileana Salvador che salì sul gradino più basso del podio a seguito della squalifica, a gara terminata, di un’altra azzurra, Annarita Sidoti. L’ultimo bronzo fu conquistato dalla staffetta 4 x 400 (Vaccari, Petrella, Aimar e Nuti) giunti alle spalle di Germania e Stati Uniti in 3:05.51.
Ancora l’Unione Sovietica al comando nel medagliere per nazioni con 18 medaglie (8+6+4), davanti alla Germania unificata seconda con 9 medaglie (6+1+2) e agli Stati Uniti con 7 (4+1+2).

Questi i risultati delle tre edizioni dei Campionati prese in esame:

Uomini

60 metri:
1987 – Lee Mc Rae (Usa) 6.50 WR (Ben Johnson – Can – 6.41 – squalificato)
1989 – Andrés Simon (Cub) 6.52
1991 – Andre Cason (Usa) 6.54

200 metri
1987 – Kirk Baptiste (Usa) 20.73
1989 – John Regis (Gbr) 20.54
1991 – Nikolay Antonov (Bul) 20.67

400 metri
1987 – Antonio McKay (Usa) 45.98
1989 – Antonio McKay (Usa) 45.59
1991 – Devon Morris (Jam) 46.17

800 metri
1987 – José Luiz Barbosa (Bra) 1:47.49
1989 – Paul Ereng (Ken) 1:44.84 WR
1991 – Paul Ereng (Ken) 1:47.08

1500 metri
1987 – Marcus O'Sullivan (Irl) 3:39.04
1989 – Marcus O'Sullivan (Irl) 3:36.64
1991 – Noureddine Morceli (Alg) 3:41.57

3000 metri
1987 – Frank O'Mara (Irl) 8:03.32
1989 – Said Aouita (Mar) 7:47.94
1991 – Frank O'Mara (Irl) 7:41.14

60 metri ostacoli
1987 – Tonie Campbell (Usa) 7.51
1989 – Roger Kingdom (Usa) 7.43
1991 – Greg Foster (Usa) 7.45

Salto in alto
1987 – Igor Paklin (Urs) 2.38
1989 – Javier Sotomayor (Cub) 2.43 WR
1991 – Hollis Conway (Usa) 2.40

Salto con l'asta
1987 – Sergey Bubka (Urs) 5.85
1989 – Rodion Gataullin (Urs) 5.85
1991 – Sergey Bubka (Urs) 6.00

Salto in lungo
1987 – Larry Myricks (Usa) 8.23
1989 – Larry Myricks (Usa) 8.37
1991 – Ditmar Haaf (Ger) 8.15

Salto triplo
1987 – Mike Conley (Usa) 17.54
1989 – Mike Conley (Usa) 17.65
1991 – Igor Lapshin (Urs) 17.31

Getto del peso
1987 – Ulf Timmermann (Gdr) 22.24
1989 – Ulf Timmermann (Gdr) 21.75
1991 – Werner Gunthor (Sui) 21.17

Marcia km 5
1987 – Mikhail Shchennikov (Urs) 18:27.79 WR
1989 – Mikhail Shchennikov (Urs) 18:27.10 WR
1991 – Mikhail Shchennikov (Urs) 18:23.55 WR

Staffetta 4 x 400
1987 – Non disputata
1989 – Non disputata
1991 – Germania 3:03.05 WR

Donne

60 metri
1987 – Nelli Cooman (Ned) 7.08
1989 – Nelli Cooman (Ned) 7.05
1991 – Irina Sergeyeva (Urs) 7.02

200 metri
1987 – Heike Drechsler (Gdr) 22.27 WR
1989 – Merlene Ottey (Jam) 22.34
1991 – Merlene Ottey (Jam) 22.24 WR

400 metri
1987 – Sabine Busch (Gdr) 51.66
1989 – Helga Arendt (Frg) 51.52
1991 – Diane Dixon (Usa) 50.64

800 metri
1987 – Christine Wachtel (Gdr) 2:01.32
1989 – Christine Wachtel (Gdr) 1:59.24
1991 – Christine Wachtel (Gdr) 2:01.51

1500 metri
1987 – Doina Melinte (Rom) 4:05.68
1989 – Doina Melinte (Rom) 4:04.79
1991 – Lyudmila Rogachova (Urs) 4:05.09

3000 metri
1987 – Tatyana Samolenko (Urs) 8:46.52
1989 – Elly van Hulst (Ned) 8:33.82 WR
1991 – Marie-Pierre Duros (Fra) 8:50.69

60 metri ostacoli
1987 – Cornelia Oschkenat (Gdr) 7.82
1989 – Yelizaveta Chemyshova (Urs) 7.82
1991 – Lyudmila Narozhilenko (Urs) 7.88

Salto in alto
1987 – Stefka Kostadinova (Bul) 2.05 WR
1989 – Stefka Kostadinova (Bul) 2.02
1991 – Heike Henkel (Ger) 2.00

Salto in lungo
1987 – Heike Drechsler (Gdr) 7.10
1989 – Galina Chistyakova (Urs) 6.98
1991 – Larisa Berezhnaya (Urs) 6.84

Salto triplo
1991 – Inessa Kravets (Urs) 14.44 WR

Getto del peso
1987 – Natalya Lisovskaya (Urs) 20.52
1989 – Claudia Losch (Frg) 20.45
1991 – Sui Xinmei (Chn) 20.54

Marcia 3000 metri
1987 – Olga Krishtop (Urs) 12:05.49 WR
1989 – Kerry Saxby (Aus) 12:01.66 WR
1991 – Beate Anders (Ger) 11:50.90 WR

fonte: Redazione Atleticanet

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