PARALIMPIADE E ALTRO

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Il primo marzo 2006, è stato nuovamente acceso il sacro fuoco di Olimpia, in Italia, contemporaneamente a Roma e sul Monterosa, per poi passare a Torino.

L'avvenimento è passato quasi inosservato, i giochi, quelli ufficiali, sono già passati nel dimenticatoio, rimane qualche polemica: la patetica ridicolizzazione di Rocca ad opera delle Iene…chiamate Tomba, che meno simpaticamente li avrebbe mandati in ospedale lanciandogli qualcosa.
Rimane il vice capo della delegazione Russa misteriosamente in coma in Ospedale a Torino.
Rimangono le comparsate della squadra di curling, ancora loro, a Sanremo, e quella dei nostri ragazzi d'oro, che, viste le premesse, possono pensare anche ad un futuro canoro…e basta con le critiche all'italiano spigoloso degli altoatesini, Panariello pensa che la sua “c” strascicata sia tanto più piacevole?

Siamo stati nuovamente calpestati dal calcio: Totti a Sanremo, non se ne può più…non è che la Roma in Italia abbia un seguito così numeroso rispetto ad altri club, non è che lui sia così simpatico dopo la sua metamorfosi in lama nel corso degli ultimi europei, non è che siamo obbligati a credere che la bella bambolona di nome Hilary fosse all'oscuro di tutto…poi si lamentano che il festival non decolla!
In compenso il famoso wrestler, John Cena, con la sua maglietta “lotta, lealtà, rispetto”, sul palcoscenico più profumato d'Italia, (non quest'anno), ha fatto una figura da piccolo lord: belle parole, bel modo di porsi, e soprattutto l'inchino ed il ringraziamento al pubblico sono sembrati sinceri; è il suo lavoro, lo so, ma altri ospiti sono sembrati più altezzosi.

E poi la farsa dell'amichevole: 4 gol, per carità, complimenti, ma se si guardasse oltre si capirebbe che i teutonici vogliono disfarsi dell'allenatore, e quale migliore occasione di una innocua amichevole con l'antipatico popolo italico? Nel calcio mica è come negli altri sport: non sei obbligato a remare tutti insieme nella stessa direzione, puoi prenderti il lusso di far saltare un allenatore, il preparatore atletico, un compagno…tanto ti pagano miliardi, in ogni caso.
La giusta legge degli sponsor…se uno sport ha tanto seguito è giusto che abbia tanti soldi, non me ne vogliano i “disubbidienti” che hanno contestato la coca cola, lo sport vive di sponsorizzazioni, (e di gruppi sportivi militari).

Torniamo a noi.
Torino si sta preparando per cercare di non fare brutte figure, il kit di adeguamento, una pedana “salta gradino” all'ingresso di ogni esercizio, è stato dimezzato di prezzo…speriamo in bene.

Arriva la valanga di chi è nato “sfigato” o di chi la “sfiga” l'ha conosciuta sotto il nome di incidente o malattia.
La valanga di coloro che vivono più o meno consapevolmente il loro disagio, di coloro che sfidano la vita ogni giorno.
Per loro la vita stessa assume i connotati di una gara, non per sentirsi o far finta di essere normodotati, adeguati, ma una gara per esserci e basta.
Non è una questione di definizione, diversamente abili piuttosto che handicappati, è una questione di rispetto, un rispetto che deve prescindere dalle occasioni ufficiali.

Ammetto di avere problemi a relazionarmi con la loro diversità, chi non ce l'ha?, il mio è un problema eziologico: perché?
Perché è stato deciso che loro, piuttosto che io o voi, debbano vivere una vita così difficile? Una vita che molto spesso diventa un vero e proprio calvario, per loro e per le famiglie.
A volte accade che sulla pista su cui mi alleno arrivi il locale gruppo sportivo di disabili, per lo più psichici: come diventano piccoli i crucci di ogni giorno, gli acciacchi, la fatica, nel vedere la loro gioia di essere lì, all'aria aperta, a godersi la primavera.
La tenerezza che si prova nel vedere i loro sorrisi quando li si saluta e si chiacchiera con loro, quando da sugli autobus ti riconoscono mentre fai la “sgambata domenicale” e si sbracciano e gridano per salutarti.

Mi pare che ci sarà una staffetta di tedofori anche per questa manifestazione, ma non se ne sa molto.
Poi il 10 marzo inizieranno le Olimpiadi , fino al 19, si prevedono concerti, ma anche su questo niente di certo, si sta discutendo anche sull'eventualità di ripetere la notte bianca, speriamo che l'organizzazione si dimostri ancora più all'altezza di quanto fatto per i giochi appena conclusi.

Ma perché non accendere il braciere ufficiale, quel serpentone di tubi intrecciati, anche per i giochi dei disabili? Non è che magari lo meriterebbero più degli altri?
Strano a dirsi, ma se non erro, l'Italia è una delle prime nazioni ad aver riconosciuto un gettone monetario ai vincitori di medaglie paralimpiche, finalmente un bel primato.

In bocca al lupo, atleti!

fonte: Atleticanet

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