ITALIANI INDOOR 2006 – IL COMMENTO DI LORENZO LOCATI

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Arrivo ad Ancona venerdì mattina con il morale alle stelle e molta paura. Il chirurgo che mi ha operato in ottobre (ho reciso due tendini della spalla sinistra) non credo approverebbe la scelta di partecipare al Pentathlon (MM50) ma in puro spirito master me ne faccio un baffo!
Mi presento a questo appuntamento senza aver provato gli ostacoli, il lungo, l’alto e il peso.
In compenso per la rieducazione alla spalla ho nuotato tantissimo, ho corso lentamente e ho usato molto la bicicletta. Mi viene il dubbio di aver sbagliato prova multipla, forse avrei fatto meglio ad iscrivermi ad una gara di triathlon!
Ogni dubbio e paura spariscono quando entro nel Palaindoor: la struttura è stupenda, finalmente una sede prestigiosa e ben fatta.
La tensione cresce alla pari con la voglia di cominciare.
Mi accompagna l’amico Pino Pilotto vero innamorato dell’atletica e delle prove multiple in particolare che, con la sua dupplice nazionalità e con la carica di responsabile nazionale dei master svizzeri, dà un tocco di internazionalità a questi campionati italiani.
30 i pentathleti scesi in campo e di questi 8 appartengono alla mia categoria (MM50), la più rappresentata.
Alle 15.00 si aprono le danze dopo un riscaldamento interrotto dalle strette di mano e dalle pacche sulle spalle di amici che non vedevo dallo scorso anno.
Due mezzofondisti Comuzio da Pavia e Trevaglino da Palermo sono della partita accolti con piacere da chi le prove multiple le mastica da tempo.
Ho ritrovato Feliciani in gran forma come al solito schivo, taciturno e concentrato.
I 60hs vedono tutta la nostra categoria schierata in un’unica batteria. Partenza valida, trovo subito il ritmo e dietro ad un velocissimo Feliciani (10”27) chiudo in 10”56 stabilendo il mio personale.
Pilotto, il nostro personal computer, sfodera le tabelle ufficiali I.A.A.F., una calcolatrice e si appresta ad inserire tempi e punti, su appositi moduli preparati in precedenza, con precisione svizzera. Per tutta la giornata sarà assillato da atleti che in tempo reale volevano conoscere il proprio punteggio nelle varie gare. Grazie Pino a nome di tutti.
Male per tutti nel lungo con misure in tono minore rispetto ai propri personali.
Forse ha giocato il fatto di dover staccare da una riga posta ad un metro dalla buca e senza assicella di battuta. L’assicella, per contro, faceva bella mostra di se sporgendo di qualche centimetro e costituendo un rischio inutile a soli due metri dalla riga di stacco.
Feliciani guida, io seguo terzo Dotto.
Mi prendo una rivincita nel peso passando al comando, Feliciani non molla la ruota Dotto terzo. Lontani i mezzofondisti relegati in sesta e ottava posizione.
L’alto vede una dupplice battuta d’arresto in testa alla classifica provvisoria con Feliciani che sbaglia malamente il 1,45 dopo aver dimostrato di valere molto di più passando senza difficoltà e con molta “luce” il 1,42 e il sottoscritto costretto a dover saltasre con le scarpe da jogging per un fastidioso male al tallone del piede di stacco, si ferma a 1,48. Invariate le prime tre posizioni.
Fino a questo momento nulla da dire sulla tempistisca e sulla competenza e disponibilità dei giudici, tutto è filato liscio. Tanto è vero che appena finito l’alto ci hanno chiamato per i 1000.
Chiedo ed ottengo alcuni minuti di rinvio per cambiare le scarpe e mi presento con gli altri 7 compagni d’avventura alla linea di partenza.
Il giudice chiama e scopre che sul tabulato in suo possesso c’è anche il nome di Hubert Indra.
Faccio gentilmente presente che Hubert è ancora per un anno (ahimè!!!) MM45 e che sta iniziando a saltare. Tutti capiscono che si tratta di uno sbaglio tranne il giudice! Parte deciso con il foglio va in segreteria, torna comunicandoci che Indra è un MM50 e che siamo noi in torto. A nulla sono valse le nostre assicurazioni: “guardi che per nostra fortuna quel mostro gareggia con i giovani”, “si fidi, ecco vede ha superato l’1,63 e ha appena iniziato” Niente da fare tutti fermi e l’attesa si è protratta per quasi un’ora! Inspigabilmente, non si sa per merito di chi, alla fine si è convinto e, rifatto l’appello ci ha fatto partire.

Inutili i 111 punti di vantaggio accumulati nelle ultime due gare e il personale migliorato di 6” secondi, Feliciani superstar, dando fondo a energie che non sapeva di possedere, chiude i 1000 in 3’17”14 e si aggiudica meritatamente il titolo italiano.
Bellissima la rivincita del Pavese Camuzio che si prende una meritata rivincita correndo i 1000 metri in 3’00”63 che gli valgono, grazie ai 921 punti guadagnati, la medaglia di bronzo.
Molto curioso constatare che le tre migliori prestazioni in termini di punteggio provengono dai 1000 metri: 921 punti Camuzio, 765 punti Feliciani e 739 punti Travaglino.
Molto belli i commenti che ho raccolto oggi dai due pentathleti per caso: Comodio “Voi siete matti! Non mi prendete più!” Travaglino: “Mi facevano male anche i muscoli del collo, sono distrutto!”
Il simpatico duello Feliciani-Locati iniziato a Genova l’anno scorso si conclude quindi in pareggio 1 vittoria per ciascuno. Dal prossimo anno e ragionevolmente per i prossimi 5 anni nella categoria MM50, si gareggerà per la seconda posizione dato che passa di categoria l’asso pigliatutto Indra!!!
Arrivederci a Linz.

Nella foto Lorenzo Locati – Foto R. Marchi

fonte: Lorenzo Locati per Atleticanet

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