CUSMA E GIACONI DUE SPERANZE ITALIANE AI MONDIALI INDOOR DI MOSCA

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Elisa Cusma in vista dei mondiali parte a testa bassa, il suo tecnico Claudio Guizzardi vuole da lei più di un semplice risultato, vuole che la giovane atleta di Castelfranco Emilia sì meriti la sua presenza nella competizione mondiale. La gara sarà molto equilibrata, da gestire in tre turni e se Elisa saprà gestirsi bene, potrebbe accedere benissimo in semifinale, la finale naturalmente è il sogno nel cassetto che non si può confessare. La sensazione è che stia bene, ci dice Claudio Guizzardi, il tecnico della Cusma praticamente da sempre, “ho voluto che ai campionati indoor d’Ancona l’atleta sì meritasse la sua presenza ai mondiali, “Non sono per le cose facili” ci dice quasi impassibile, “per questo ho voluto che prendesse parte ai 1500 metri invece che alla gara degli 800 metri, le avversarie presenti a quella gara erano in grado di dare battaglia alla Cusma allenandola a reagire, rinforzandola dall’interno, un’atleta deve costruire il risultato partendo da dentro di se è deve meritarsi quello che riceve. Rimane comunque sulle spalle della giovane atleta una responsabilità pesante che può essere amplificata a volte da banali mali come un influenza o un raffreddore, vanificando così mesi di lavoro, comunque l’obiettivo rimane quello di fare meglio dei mondiali all'aperto dello scorso anno Helsinki 2005.
Andrea Giaconi, dopo il sesto posto al fotofinish, nella gara dei 60 ostacoli in Coppa Europa, dove è rimasto fuori dal podio per un solo centesimo, pensa ai mondiali russi come a un traguardo importante. Le sue parole raccontano meglio d’ogni altro quello che è successo “Una brutta partenza sui 60 ostacoli indoor non ti da margini di recupero come nei 110 ostacoli, poi un pò di sfortuna non guasta mai, in quattro in un centesimo ed un sesto posto che senti di non meritare” l’aver fatto il minimo lo rassicura un po’ sulle sue possibilità, certo la Fidal non è stata di manica larga dopo le promesse iniziali, a suo dire ha mescolato un po’ le carte, creando un clima d’ulteriore insicurezza che unita a qualche acciacco fisico non creano condizioni ottimali in un’atleta. In ogni modo Giaconi ha un’impostazione positiva sulla sua condizione, infatti afferma ”Voglio dare il meglio di me, il 7”72 stabilito a Modena questo anno mi rassicura sulle mie possibilità, non è ancora il 7”e 66 di Budapest 2004, ma punto a passare le batterie ed inserirmi nella finale dove darò il massimo, certo in questa gara si fa presto a finire fuori per un solo centesimo, ma l’obiettivo è di fare un buon mondiale per rifarsi dopo questa ventata di sfortuna.

fonte: AtleticaNet

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