ITALIANI INDOOR 2006 – IL COMMENTO DI NATALE PRAMPOLINI

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Andiamo ad Ancona con la mia auto: l’anno scorso a Genova era stata soprannominata l’ambulanza. Rosa Marchi si prese uno strappo al polpaccio e tornò zoppa, Lucia Pierobon si ruppe il tendine d’achille e tornò via ospedale di Pavia… Io e Paola Pascon invece portammo a casa le magliette tricolori. A luglio mi sono operato anche io al tendine d’achille, con il mitico prof. Orawa, considerato il migliore per queste patologie: adesso verifichiamo se ha fatto un buon lavoro.

Il Palaindoor è veramente bello, organizzazione buona, giudici precisi ma non fiscali: direi complessivamente un’ottima manifestazione. Gli altri numeri e commenti li potete leggere dai redattori ufficiali, Werter Corbelli e Rosa Marchi. Werter si è operato assieme a me con Orawa ed è anche in pedana nel salto in alto: una prestazione direi tutto sommato promettente, anche se un po’ timida.
Rosa invece mira in alto per questa estate, e si limita a fare giornalista e fotografa: si stanca più che a fare quattrocento a nastro!!
Il venerdì sera rimpatriata con gli amici: siamo pronti: Lucia è già tesa come se fosse dietro i blocchi, non si riesce a tenerla ferma/zitta/tranquilla. Io e Franco Pizzi stemperiamo l’emozione nella birra.

Sabato mattina alle 9 in pista. Nel salto in alto vengono preparate due pedane, per sveltire la gara. Io finisco con i vecchietti, che cominciano dai 55 anni. Ho così modo di vedere il primo grande vecchio, Ottavio Missoni che si esibisce nel salto in alto.
Poi tocca a me: gara prudente 1,42, 1,48, 1,54 alla prima con ancora la calzamaglia. I 18° non invitano a spogliarsi. Rimango solo, e qui pecco di orgoglio. Chiedo l’1,58, che sarebbe il record italiano, mi tolgo la calzamaglia, e me la faccio sotto come un bambino. Il fisico saprebbe cosa fare, ma la mente è la grande mistificatrice!! Mi emoziono e butto via tre salti.
Mi rilasso sui sacconi, in attesa delle gare del pomeriggio, e mi ritrovo a parlare con Bruno Sobrero, altro grande vecchio: che piacere, queste persone lucide, intelligenti e pieni ancora di voglia di vivere. Sono gli esempi, i modelli per tutti noi.

Al pomeriggio mi preparo per i 60Hs. L’ultima volta che li ho corsi era febbraio 2002, a Ponticelli: mi lacerai il tendine alla discesa del terzo ostacolo.
Parto prudente (che fifa…), provo a reagire e a spingere, al terzo ostacolo mollo e finisco in calando. Arrivo terzo, ed è la mia gara!! Antonio Mortaruli e Giorgio Curtolo mi battono, ma non è grave, siamo amici, andremo tutti a Linz e il collaudo è stato positivo.
Aspetto la premiazione dell’alto, ma non mi chiamano. Che succede? Non si sono accorti del mio risultato, premiano dal secondo come se fosse il primo, e così a seguire. Ma Giorgio Curtolo è un amico e avversario corretto, si rifiuta di indossare una maglietta non vinta, mi avverte e sistemiamo l’inconveniente. Non ho festeggiato sul podio, ma non è grave. Ci posso riuscire ancora…

Adesso mi rilasso e posso guardare le gare degli altri: qualche impressione alla spicciolata.
Lucia Pierobon finalmente è dietro i blocchi: parte a frequenze altissime, tiene fino alla fine. Vince, ad un centesimo dal primato italiano, ad un anno dalla rottura completa del tendine. Grandissima!!
Max Clementoni atleta dal grande passato agonistico, atletica e bob, corre con le scarpe da riposo, non può mettere le chiodate perché un tendine artificiale non glielo permette. Vince con grande eleganza e compostezza i 60. Nei 200 si distrae e all’attacco dell’ultima curva si trova dietro al concorrente nella corsia interna: mette su una faccia da cattivo da film western, supera all’esterno, e vince. Bravo Max!!
Paolo Zadrosi trova all’esterno sui 200, tira tutta la gare e alla fine viene infilato all’interno: che rabbia, la sfogherà nella staffetta.
Paola Pascon vince alla grande i 400. Il giorno dopo negli 800 parte forte, fa gara di testa, poi cala e viene superata. Brava comunque, non sempre si può vincere, e c’è sempre da imparare, sei più giovane di noi.
Francesca Ragnetti (Etabeta per i forumisti) fa un grande 800: dietro per tre giri, quasi inciampa sulla seconda, parte con un gran cambio di ritmo, guadagna metri e regge fino in fondo. Una vera rivelazione.
Claudio Rapaccioni nei 200 si tuffa per agguantare il podio, ci riesce ma cade. Lussazione della clavicola, purtroppo. Tanti auguri Claudio, si guarisce.

Come potete vedere, quest’anno sono particolarmente sensibile agli incidenti e infortuni: devo dire che è veramente bello vedere tutte queste persone cadere e rialzarsi con sempre maggior determinazione. E’ un privilegio avere questo tipo di amici.
Adesso qualche giorno per rifinire la forma: prossime comunicazioni da Linz, Austria.

(Nella foto Nani Prampolini – Foto R. Marchi)

fonte: Nani Prampolini per Atleticanet

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