ITALIANI INDOOR 2006 – IL COMMENTO DI FRANCO PIZZI

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

La preparazione
L’avvicinamento a questi italiani era stato davvero promettente. Non che avessi cambiato poi così tanto l’allenamento rispetto allo scorso anno (beh, qualche esercizio diverso, un po’ più di velocità nella recondita speranza di poter correre qualche indoor, …) ma già nelle prime due uscite indoor nel mese scorso ero riuscito a far meglio di tutte le gare del 2005, anche se quasi ero stupito del perché. Tutto questo fino al disgraziato giovedì prima degli italiani quando nell’ultimo allenamento che avevo definito di “rifinitura” mi sono fatto male alla schiena facendo degli strappi, quegli stessi strappi che, sebbene non fossero un esercizio che avevo fatto in passato, non mi avevano mai dato problemi durante l’inverno. Insomma, una disdetta: dal “gasamento” della gara imminente a cui tenevo tanto, alla depressione ed al pensiero di non andarci nemmeno.

La partenza per Ancona
Son partito lo stesso, almeno vedo gli amici master, sempre più numerosi. La posizione in auto, con il mal di schiena, è terribile! Dopo pochi chilometri ho cominciato letteralmente ad urlare dal dolore e quasi volevo tornare indietro (e ne dovevo fare 400 di chilometri! …). Decido di passare per Perugia invece che per Bologna, in ricordo di qualche gita motociclistica da quelle parti e, di lì a poco, nemmeno l’avessimo fatto apposta, mi sento con Rosa Marchi che stava giustappunto partendo anche lei da Perugia. Ci incontriamo … beh, per meglio dire, Rosa aspetta pazientemente che io mi “estragga” lentamente dalla macchina per salutarla e procediamo insieme. La schiena duole ancora ma la piacevole compagnia ed il clima “gara” mi distraggono un po’. Arriviamo ad Ancona e ci fiondiamo dentro il palazzetto. Inutile dire che Rosa si perde subito fra le mille public relations che, alla fine, la distruggeranno più delle sue ripetute sui 600 in allenamento (ma sono sicuro con la stessa soddisfazione di aver fatto una grande gara) ed io vado a vedermi Patrick Ottoz alle prese con un improbabile getto del peso nel pentathlon mentre mi stupisco ancora di come sia Hubert Indra sia sempre in forma: a Linz penso e spero faccia un’ottima figura. Incontro alcuni amici come Stefano e Pierangelo Avigo, Lorenzo Locati, Lyana Calvesi ed il gruppo valdostano fra cui troneggia il mio pazzo co-provinciale Alessandro Cipriani e do finalmente anche una voce ed un volto al primo dei master che ancora non conoscevo e con cui ho colmato questa lacuna ad Ancona e cioè Nani Trampolini con il quale, insieme a Rosa ed altre colleghe master andiamo ad ingannare l’attesa (io ancora non so per cosa, cioè se per la gara oppure per la semplice visione da spettatore) in una pizzeria di Ancona.

Il sabato
Il risveglio ma soprattutto la “discesa” dal letto la mattina del sabato è stata un’impresa. Mai quanto l’allacciamento delle scarpe … e chi c’arriva laggiù in fondo con un blocco di marmo al posto della schiena? Vado al palazzetto ma so già che ci proverò. Ho troppa voglia di gareggiare. Comincio a scaldarmi conscio anche del fatto che l’eventuale dolore nel riscaldamento verrà centuplicato la sera “a freddo”. Beh, tutto sommato il fastidio è limitato e decido che almeno i lanci di riscaldamento li proverò senz’altro. Così faccio. Quelli da fermo non sono malaccio e vedo che, al di là del vincitore annunciato Edmund Lanziner, c’è la speranza che anche così facendo un secondo posto sia ancora alla mia portata. Cominciano i lanci. Vado in pedana abbastanza carico di adrenalina. Mi piego per il caricamento e la schiena mi ricorda che sì, ci sarà anche l’adrenalina, ma anche il dolore non scherza. Provo a velocizzare un po’ l’azione e viene fuori un lancio niente male: 12.79 Incredibile: il miglior lancio negli ultimi 10 anni! Ma allora mi devo far male più spesso! Lanziner passa in testa con 13 e finirà con 13.07 e quindi nemmeno poi troppo lontano visto che due anni fa la distanza fra me e lui era di oltre i 2 metri! Inutile dire, la contentezza della misura fa passare in second’ordine il rammarico di non essere al 100%. Decido che provo un altro lancio e poi smetto per non rischiare ancora ma so già che la testa (e la saggezza?) mi dice di non esagerare. Rinuncio agli altri a vantaggio di una doccia calda e mi predispongo a fare lo spettatore da quel momento in poi.
Mi dispiace molto rinunciare al tentativo di provare i 60 metri che avrei voluto veramente correre. I test della settimana non erano poi così male ma temo che dovrò rimandare al prossimo anno (e pensare che avevo comprato un nuovissimo paio di scarpe chiodate per l’occasione: chissà quanti anni erano che non le mettevo più!).

Il dopo gara
Beh, con un buon risultato alle spalle, nonostante il fastidio dell’infortunio, il dopo gara scorre meglio. Sto un po’ con il mio vecchio amico Massimo Fiorini che continua ad accompagnarmi anche nelle avventure master (ci conosciamo da più di 30 anni!) e mi metto a vedere le gare degli altri. Riesco anche ad organizzare insieme a Locati e Cipriani la prossima avventura che ci aspetta e cioè i mondiali di Linz con il camper! Dalla lista di cibarie che abbiamo intenzione di portar su mi sa che le gare saranno un optional e credo che metteremo su un hospitality degna della più fornita Casa Italia delle Olimpiadi!
Incontro anche il mito della statistica, Werter Corbelli, e poi Marco Giacomantonio, Marco Segatel con la moglie Luisa finalmente vincitrice nel lungo e tanti altri.
La sera del sabato vado in convento. Beh, il convento esisteva davvero ma non stavo attraversando un periodo mistico: sono stato semplicemente invitato dall’allegra compagnia dell’atletica Calvesi di Aosta in cui spiccavano un paio di personaggi che non pensi mai possano albergare in un convento (Alessandro e Alba, dico a voi, eh!). Meglio così, eh, perché la serata è scorsa bene ed in un modo molto simpatico. Al ritorno in albergo faccio un giro largo per godermi la bella serata e le luci dei dintorni che rilevano quanto belli possano essere alcuni paesaggi di quelli parti.

La ripartenza
Giorno delle ultime gare, delle staffette e dei saluti. Riparto alla volta di casa decisamente più contento e rilassato di quando son partito. Beh, di lì a poco ricomincia il concertino di urla dato dalla postura della mia povera schiena in macchina, ma è il prezzo che ho dovuto pagare per un ottimo fine settimana, come sempre mi succede nelle mie ultime esperienze con i master.
L’impatto con il ritorno alla “civiltà” è duro (ma è “civiltà” lavorare dietro ad una scrivania tutti i giorni fin oltre le 9 di sera?) ma il pensiero della ripartenza per Linz previsto per la settimana prossima mi stampa il solito sorriso ebete sul viso. Ieri, poi, ho riprovato a far qualcosina (non certo gli strappi, eh!) … beh, penso proprio ci sarò anche lì!
P.S. Alessandro, visto che mi hai chiamato ieri sera per misurare i tuoi tempi sui 40 con i miei, perché non organizziamo una bella sfida dai blocchi a Linz? 😉

(Nella foto Franco Pizzi – Foto R. Marchi)

fonte: Franco Pizzi per Atleticanet

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