ITALIANI INDOOR 2006 – UNO SPETTACOLO DI GARE E ATLETI (DI R.MARCHI)

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Uno spettacolo di gare e atleti

Secondo Ugo Sansonetti, l'ottantaseienne velocista romano che ebbi il piacere di intervistare lo scorso anno, “nelle gare assolute lo spettacolo è la gara, nelle gare master il vero spettacolo sono gli atleti”. Ma ad Ancona, durante i Campionati Italiani Indoor – che hanno visto la presenza di circa 1.500 atleti/gara dai 35 ai 91 anni – ho pensato che Sansonetti forse ha ragione a metà: a mio parere, nelle gare master lo spettacolo è costituito sia dalle gare che dagli atleti.
Si sono viste gare spettacolari dal punto di vista agonistico e tecnico, e si sono visti atleti che sono uno spettacolo essi stessi, spinti come sono da un entusiasmo irrefrenabile, l'energia contagiosa che alimenta il motore del movimento master.
La gara più spettacolare è stata la finale dei 60 m, categoria M40. Mario Longo ha vinto con 6”97, tempo che gli sarebbe valsa la semifinale ai recenti Campionati Italiani Assoluti Indoor e miglior prestazione italiana “over 40”. Dietro di lui uno scatenato Enrico Saraceni che, in una gara tutta in recupero, con 7”13 migliora addirittura il suo record personale assoluto. Terzo (e felicissimo) Giancarlo d'Oro , al suo record di categoria con 7”24, seguito a soli 2 centesimi dal bravo Marco Ceriani.
E' stato invece uno spettacolo vedere in azione Vittorio Bertoldo, classe 1915, che con il suo passo regolare ha inaugurato il record italiano M90 nei 1.500 e 3.000 m. E' tesserato con la G.S. Alpini Valsesia, ha una vista di falco (la sua patente è appena stata rinnovata per altri 3 anni) e divora 1 kg e mezzo di gelato alla settimana. Nel corso del 2005 è stato molto assiduo nella partecipazione alle gare su strada, con ben 52 presenze. Quando l'ho incitato, durante la gara dei 1.500 m, si è educatamente girato nella mia direzione per dirmi “Grazie”. “Pensi a correre, forza!” gli ho replicato sorridendo.

La gioa di partecipare

Condivido con il consigliere nazionale Giuseppe Scorzoso quello che è per me lo spirito dei Master in gara: la gioia di esserci, di poter partecipare, prima ancora della soddisfazione per un buon risultato. Scorzoso è invece rimasto colpito dal senso di profondo rispetto degli atleti master nel confronto della premiazione, da parte degli atleti sul podio. Secondo lui è una situazione che difficilmente si riscontra durante le premiazioni dei campionati italiani delle altre categorie.

L'impianto e l'organizzazione

I master hanno potuto apprezzare la bellezza del Palaindoor di Ancona (con doppie pedane di alto e lungo) e una buona organizzazione, con alcuni aspetti decisamente a cinque stelle: una gestione eccellente della segreteria, con computer collegati in rete che inviavano i risultati dalle pedane e dai rilievi cronometrici, maxischermo per la proiezione delle gare e dei risultati, presenza di giudici di livello internazionale (con tanto di divisa e cravatta), risultati pubblicati tempestivamente su internet.
Ho inoltre notato un'ottima disponibilità di tutti i giudici e addetti alla segreteria verso gli atleti master.
Spesso, al di là della rigida applicazione della norma, è prevalso il buon senso. Un esempio significativo è stata la prima partenza della gara degli 800 m M70. Qualcuno non ha sentito lo sparo, qualcuno ha rallentato, qualcuno si è fermato indeciso sul da farsi. La gara era palesemente compromessa, ma di fatto nessuna falsa partenza era stata assegnata. Un giudice, coadiuvato dalle urla “fermi, fermi” di tutto il pubblico (o forse l'iniziativa è partita dal pubblico, a cui ha fatto seguito l'azione del giudice?) è riuscito comunque a bloccare tutti gli atleti riportandoli sulla linea di partenza.
Alcune cose, però, a mio avviso si sarebbero potute gestite in maniera migliore. E' vero che ritardi di 30', 40' sul programma orario possono considerarsi tutto sommato “contenuti”, ma è davvero impossibile impostare degli orari che possano essere rispettati in un Campionato Italiano Master?
Niente di grave, comunque, rispetto ai disservizi a cui spesso i master sono stati abituati. L'importante è farne tesoro per l'edizione del prossimo anno, considerato che la gestione di un Campionato Master su pista è quanto di più complesso possa esistere nel Calendario Fidal.
Nel mio lavoro, quando si termina un progetto, c'è un momento in cui ci si siede intorno al tavolo per le “lessons learned”. Senza remore si cerca di capire che cosa poteva essere fatto meglio, quali errori sono stati commessi e cosa sarebbe servito per evitarli. L'obiettivo è condividere le esperienze effettuate al fine di non ripetere gli errori commessi.

Interpretazioni

In tutti gli ultimi Campionati Italiani Indoor Master sono sempre state previste 3 prove di qualificazione e 3 prove di finale per i concorsi. In realtà il Regolamento era carente su questo aspetto, ma è sempre prevalsa l'analogia con quanto previsto per i Campionati Italiani Outdoor Master. In questa edizione è stato invece deciso di adottare le 4 prove per tutti gli atleti. “In mancanza di una regolamentazione del numero di prove – ha spiegato Pierluigi Migliorini, consigliere nazionale responsabile del settore Master – abbiamo optato per un'interpretazione che snellisse lo svolgersi della manifestazione, visto l'elevato numero di partecipanti”.
Però i saltatori in triplo e lungo ed i lanciatori del peso ci sono rimasti molto male, e qualcuno ha anche sostenuto che, a conti fatti, il numero totale delle prove anziché diminuire fosse addirittura aumentato.
Certo che le 4 prove nei concorsi, la disputa delle gare in serie anziché in batterie e finali e l'attribuzione della categoria di appartenenza di una staffetta non in base alle norme internazionali ma alla media dell'età dei concorrenti, allontanano questa manifestazione dai criteri di un Campionato Internazionale Master e da quelli di un qualsiasi altro Campionato Italiano individuale.

Primati?

Nell'area Master della Fidal sono stati finalmente pubblicati i record italiani indoor aggiornati.
L'ottimo lavoro, curato da Claudio Rapaccioni, non è però stato sfruttato nel suo potenziale. Se una copia dei primati fosse stata consegnata alla speaker, molto prodiga nei commenti di tutte le gare, i numerosi record migliorati nel corso della manifestazione avrebbero potuto avere una maggior cassa di risonanza.

Nuove regole per le staffette

Il “caos” si era già verificato durante i Campionati Italiani Assoluti Indoor. La nuova regola internazionale prevede che, per il secondo e terzo cambio della staffetta 4×200, l'ordine degli staffettisti non rispetti l'ordine d'arrivo del compagno portatore del testimone, ma l'ordine di assegnazione delle corsie.
Una norma molto discutibile ma sconosciuta alla maggior parte degli staffettisti master. Così si sono assistite a scene poco edificanti con un giudice che, pur mosso dalla buona intenzione di evitare la squalifica alla concorrente, strattonava l'atleta al fine di impedirle il cambio di posizione.
Forse una chiara spiegazione della nuova regola, magari tramite lo speaker prima della gara, avrebbe potuto evitare questa incresciosa situazione.

Arrivederci a Linz

Mentre avvengono le ultime premiazioni delle staffette, il Palaindoor è quasi deserto. Tanti foglietti bianchi sono sparsi per terra, nella zona della partenza. Sono il retro dei numeri adesivi adottati per l'identificazione delle corsie. Che fatica però staccarli!!! Diversi atleti hanno chiesto aiuto alle mie unghie 🙂
Sono state tre giornate davvero molto intense. Pur nel ruolo di fotografa e giornalista, mi sono divertita con la stessa gioia di una bimba alle giostre.
Il prossimo appuntamento sono i Mondiali Indoor di Linz, dal 15 al 20 marzo. Un grosso in bocca al lupo a agli oltre 300 azzurri impegnati!

(Nella foto Vittorio Bertoldo – Fotosports.it)

fonte: Rosa Marchi per Atleticanet

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