CONCLUSA LA PRIMA GIORNATA DEI MONDIALI INDOOR DI MOSCA 2006

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Una incertezza dello starter nell’applicazione del regolamento ha causato, volontariamente o forse anche involontariamente un suo mutamento comportamentale che ha sicuramente influenzato le semifinali delle gare di velocità.
Se lo starter avesse sanzionato la falsa partenza alla Jones (tardiva richiesta “al tempo”) nella prima delle tre semifinali, invece di assegnarla e poi ritirarla (influenzato dal coordinatore o dall’arbitro?), avrebbe avuto la consapevolezza di aver agito correttamente e non sarebbe dovuto ricorrere invece a partenze “frettolose” per non incorrere in una serie di false, causate dal nervosismo che ormai si era impadronito delle ragazze prima e dei ragazzi subito dopo.
Ancora la statunitense Lauryn Williams ha dimostrato di essere la favorita della gara, correndo in 7.10 ed aggiudicandosi la sua seminale davanti ad una sempre positiva Gevaert (7.13). Subito dopo di lei in bella evidenza la francese Arron, che ha fatto sua la seconda semifinale in 7.11, battendo la Bolikova (7.16), capolista stagionale con 7.04. Grande impressione ha suscitato anche l’altra americana, Barber, che ha fatto sua la terza semifinale (7.12) risultata la più lenta delle tre.
Williams, Gevaert, Arron, Bolikova, Barber e Kruglova si sono qualificate per la finale insieme alle ripescate Mballa Eloundou e Block.
Buona difesa della Blonska nel getto del peso del pentathlon (13.43 contro i 14.62 della vincitrice della prova, Svetlana Ladokhina), che consolidava la sua posizione di leader raggiungendo i 2849 punti, sufficienti a tenere a debita distanza l’olandese Karin Ruckstuhl (2785).
Tempi di pausa inaccettabili fra il pronti e lo sparo anche nella semifinali dei 60 metri uomini.
Ne faceva le spese il nostro Francesco Scuderi che, nonostante un accettabile tempo di reazione (0.135), non mostrava la reattività che in batteria gli aveva permesso di comandare la gara fino sul traguardo per essere poi bruciato dal ritorno di Trammell.
Scuderi limava un centesimo al tempo del mattino (6.69) e pur uguagliando il suo stagionale al coperto, veniva eliminato dalla corsa per la finale.
Per la finale si prenotavano invece il russo Andrei Yepishin (6.59), che nella prima semifinale aveva ragione dello sloveno Osovnikar (6.62), l’americano Terrence Trammell (6.58), autore di un vivace duello con il primatista europeo Ronald Pognon (6.63), l’altro americano Leonard Scott (6.50), che ha migliorato il suo limite stagionale (6.52) e il nigeriano Olusoji Fasuba (6.55). Ripescati il cubano Vizcaino (6.63) e il brasiliano Vicente De Lima (6.60).
Maria Mutola ha dimostrato di essere ancora affamata di titoli al coperto (sei ori e un argento), vincendo la sua batteria degli 800 metri nel miglior tempo della giornata (2:02.33), battendo Tetyana Petlyuk (2:02.40), una tenace ucraina che ricorda molto la slovena Ceplak.
Per la finale da tenere d’occhio la russa Olga Kotlyarova, capolista stagionale con 1:57.51, che di fronte al proprio pubblico potrebbe trovare gli stimoli per battere la veterana mozambicana.
Stesso discorso per Yuriy Borzakovskiy che si è imposto con grande autorità nella prima batteria degli 800 in 1:48.08. Miglior tempo delle batterie quello realizzato dal lituano Dmitrijs Milkevics nella seconda batteria vinta nel tempo di 1:47.19 sul marocchino Amine Laalou (1:47.36).
Sorpresa nelle batterie dei 400 uomini. Nell’ultima delle cinque batterie il favorito della gara, lo statunitense LaShawn Merritt, ottavo nella graduatoria stagionale, veniva squalificato (regola 163.3) per rientro anticipato alla corda.
Vinceva così la batteria il giamaicano Davian Clarke in 46.37, tempo che rimaneva uno dei più veloci del primo turno di questa gara.
Il più veloce in assoluto era quello realizzato nella prima batteria dal botswaniano California Molefe (45.74). La gara è comunque molto aperta e potremo azzardare un pronostico dopo la disputa delle semifinali di domani.
Grande equilibrio nelle batterie dei 400 donne. Le favoritissime russe hanno vinto due delle quattro batterie. Natalya Nazarova e Olesya Krasnomovets, capolista stagionali, hanno realizzato rispettivamente 51.77 e 51.18 sul doppio giro di pista, ma il miglior tempo è stato quello fatto segnare dalla bulgara Vania Stambolova (51.04), vincitrice della prima batteria.
Prima della ultima gara del pentathlon, gli 800 metri, la classifica vedeva al comando l’ukraina Lyudmila Blonska, che aveva rafforzato la sua posizione a 3856 punti con una convincente prestazione nel salto in lungo dove ha ottenuto la misura di m. 6.50.
La seguiva a soli 118 punti l’olandese Karin Ruckstuhl. La prova degli 800 sembrava fatta apposta per l’oalndese per scavalcare la rivale.
La Blonska invece, pur rendendo all’avversaria quasi tre decimi, limitava lo svantaggio a 40 punti e quindi poteva laurearsi meritatamente campionessa mondiale, con 4685 punti che costituiscono il suo primato personale. Seconda a soli 78 punti l’olandese.
Al secondo lancio di finale lo statunitense Reese Hoffa, nativo di Evans in Georgia (1.82×133 kg), studente presso la università del suo stato, ha portato agli Stati Uniti la prima medaglia d’oro di questi campionati.
Infatti dopo il 21.41 d’apertura che già gli avrebbe assicurato la vittoria, l’americano, che lancia con una efficacissima “trottola”, ha scagliato l’attrezzo a m. 22.11, portandosi al quarto posto della graduatoria “all time”, scavalcando il finlandese Halvari, che oggi non era della partita.
L’argento è andato al bielorusso Andrei Mikhnevich con m. 21.37, mentre il bronzo è stato appannaggio del danese Jaochim Olsen (21.16), che alla vigilia dei campionati figurava fra i favoriti della gara con lo stesso vincitore Hoffa.
Il tempo di far disputare tre batterie dei 1500 metri uomini e poi lo spettacolo della prima giornata si concludeva con le due finali della velocità e l’ultima prova (800 metri) del pentathlon.
Il miglior tempo del turno eliminatorio dei 1500 era quello ottenuto dal keniano Daniel Komen nella prima batteria (3:39.64); gli altri due vincitori erano l’ukraino Ivan Heshko (3:41.49) e l’irlandese James Nolan (3:44.67).
La finale, in programma domani, si presenta molto equilibrata, anche se il primatista stagionale Daniel Komen, quarto nella graduatoria all time della specialità (3:33.08), si presenta con i favori del pronostico.
Si era conclusa nel frattempo anche la qualificazione dell’asta femminile.
Sei atlete si sono fermate a m. 4.50 (lo standard di qualificazione era a 4.55). In testa a tutte le due russe Feofanova (un nullo a 4.35) e Isinbayeva. La primatista mondiale è entrata in gara a 4.50 ed ha fallito la prova. Meglio è andato il secondo tentativo. Primato nazionale per la spagnola Naroa Agirre, salita anch’essa a m. 4.50.
Ed eccoci alle due finali.
La statunitense Me’Lisa Barber, classe 1980, vantava il secondo tempo stagionale (7.05), ma non godeva certo del pronostico, tutto concentrato sulla campionessa mondiale all’aperto Lauryn Williams.
La Barber è stata autrice di una partenza fulminante. Nei primi metri di gara ha saputo dare spinta e forza alla sua corsa dando l’impressione di poterla dominare agevolmente in virtù di una accelerazione eccezionale.
Ai 50 metri è rinvenuta fortissima la Williams che ha dato l’impressione di recuperare proprio sotto le foto cellule il vantaggio accumulato dalla compagna di squadra. Arrivo incertissimo e tutti gli occhi delle concorrenti rivolti allo screen-vision per analizzare il finale della gara. Infine il responso: 7.01 per entrambe, ma vittoria per la Barber!
Al terzo posto quel “mostro” di regolarità e rendimento che è la belga Kim Gevaert, arrivata al primato nazionale indoor (7.11).
Fuori dalla lotta per le prima posizioni Christine Arron (quarta in 7.13) che tanto bene aveva impressionato nei turni eliminatori. Deludenti la Bolikova, leader stagionale, e la Block.
Era ora il momento degli uomini.
Lo statunitense Leonard Scott, classe 1980, da Zachary, Luisiana, studente di sociologia all’Università del Tennessee, vantava i favori del pronostico in virtù del miglior tempo stagionale (6.52). In calo i favori per il francese Pognon, non dato al meglio della forma. Ottima impressione aveva destato nei turni eliminatori il russo Yepishin, atteso ad una grande prestazione davanti al pubblico amico.
Pausa velocissima dello starter, ma avvio regolare. Scott ha il miglior tempo di reazione (0.124), ma sposta velocemente la sua massa muscolare (1.81×84), dando l’impressione di dominare la gara.
Rinviene però fortissimo il russo Andrei Yepishin che da l’impressione di affiancarlo e di poterlo anche superare. Scott reagisce da par suo e si getta fra le cellule con due centesimi di secondo di vantaggio (6.50) sul russo che ottiene il nuovo primato nazionale (6.52). Al terzo posto il velocista-ostacolista americano Terrence Trammell (6.54). Primato nazionale anche per lo sloveno Osovnikar (6.58), autore di un sorprendente quarto posto. Solo sesto il primatista europeo Ronald Pognon (6.61), che ottiene il suo primato stagionale.
Si è conclusa così la prima giornata di questi Campionati Mondiali Indoor. Domani altri protagonisti. Speriamo che fra questi ci possa essere spazio anche per gli azzurri.

fonte: Redazione Atleticanet

ALLEGATO: ANet_news_Risultati_del_giorno_10_10.3.2006.zip (14 Kb)

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