MAFFEI: “MI RITIRO…

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Con una nota di dolore misto a rabbia, Beppe Maffei, siepista azzurro, da prematuramente l'addio all'attività agonistica puntando il dito contro l'ambiente federale. Ecco un'intervista che lo stesso Maffei ha rilasciato e ci ha inviato.

Intervista di Silvestro Pascarella

…Critiche alla Federazione che abbandona i talenti…

Il raduno in Sud Africa, poi i Societari di cross e il meeting di Valencia indoor. Sembrava una stagione come tutte le altre, invece Giuseppe Maffei ha deciso di dire basta. Dopo anni e anni di onorata attività ha appeso le classiche scarpette al chiodo. Decisione irrevocabile, la sua. Un addio che non è frutto di un colpo di testa ma che l'atleta di Induno Olona ha medito a lungo. Ecco come lo spiega.

Giuseppe, quando hai deciso di alzare bandiera bianca?
Ho maturato questa scelta durante lo stage in Africa. In verità era una sensazione che sentivo da diverso tempo: da dopo il 2000 ho cominciato a soffrire perchè sono ventue a mancare alcune condizioni. La Snam ha chiuso, il gruppo di cui facevo parte si è disfatto. Tanti episodi che mi hanno fatto riflettere.

Ti sei laureato, hai cominciato a lavorare, ti sei sposato. Anche questi sono fattori che influiscono.
Si, ma la motivazione e la passione per l'atletica non è mai venuta mento. Purtroppo, però mi sono accorto che in Italia non c'è la possibilità di fare atletica a livello professionistico. Tutto è lasciato ai singoli.

Con queste prospettive hai partecipato comunque a due Olimpiadi.
Ho avuto il mio anno di grazia nel 1999. Poi sono andato avanti così così per alcune stagioni. Nel 2004 mi sono messo d'impegno e ho fatto un'altra bella annata: campione italiano, miglior tempo dell'anno (8'23 sui 3000st), terzo in Coppa Europa. Insomma lavorando con costanza i risultati sono arrivati. Però mi è sempre mancato qualche solido riferimento federale.

C'è polemica in teste parole
Anno dopo anno tutto il sistema atletica si è trasformato. Tutti chiedono i risultati in fretta ma, appena metti un passo falso, ti scaricano. Poca gente ha creduto in me, la famiglia, gli amici, l'allenatore e anche voi della Prealpina. Tanti mi hanno abbandonato.

Se messo in condizioni saresti rimasto ad alto livello?
Ne sono convinto. Negli allenamenti di gennaio in Sud Africa con un marocchino da 8'16 nei 3000 siepi, uno svedese molto forte e un gruppo di altri buoni atleti, riuscivo a stare con i migliori. Diciamo che mi mancava il 20-30 per cento per eccellere. Ma l0avrei costruito in questi mesi.

A maggior ragione non era il caso di ritirarsi proprio adesso.
Ma come facevo? Avrei dovuto fare da sponsor a me stesso. E' da un po' che andavo avanti in questo modo e poi c'è il lavoro che mi impegna. Se aspetto troppo è difficile trovare una collocazione.

Da quando non corri più?
Dal meeting di Valencia sono uscito a correre un sola volta. Sono fermo ma mi manterrò in forma.

Atletica basta?
Se la mia società (la Libertas Cento Torri Pavia -nda) ha bisogno non mi tiro indietro ma l'atletica intesa come agonismo è finita tre settimane fa. Ora faccio l'atleta della domenica.

Lo stato d'animo?
Mi sento leggero. Ma ho un po' di rimpianto perchè con una struttura federale più attenta e con una visione più lungimirante avrei potuto fare di meglio.

Quindi che futuro ha l'atletica in Italia?
Nessuno.

fonte: Giuseppe Maffei / Intervista di Silvestro Pascarella / Foto: atene2004.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *