MONDIALI DI MOSCA RESOCONTO DELLA SECONDA GIORNATA

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Un grande Howe Andrew, porta all’Italia l’unica consolazione in questi mondiali con il terzo posto nel salto in lungo con la misura di 8 metri e 19, suo record personale, la gara va al ghanese Ignisious Gaisah che vince con la misura di 8 metri e 30, dietro di lui il panamense Irving Saladino con 8 29, entrambi imprendibili per il forte Howe che però ha il merito di riscattare con la sua medaglia la magra presenza dell’atletica italiana a questi mondiali. La lotta è serrata fin dai primi salti, il ghanese Gaisah solo al quarto salto blocca il risultato a suo favore, dopo che nel terzo tentativo il panamense Saladino lo aveva raggiunto uguagliando la sua precedente misura con 8 e 27, la gara, infatti, si anima dal quarto salto in poi, quando Howe riesce a pregustare il podio saltando 8 e 08, un terzo posto che terrà migliorando nel quinto e sesto salto con 8 e 14 e 8 e 19 fino alla fine.
In questi mondiali il pentathlon si mette in evidenza con una storia che ha quasi dell’incredibile. L’atleta ucraina di 28 anni di età Lyudmila Blonska, vince stabilendo il suo record personale con 4685 punti, alle sue spalle l’olandese Ruckstuhl Karin, lontana dall’ucraina con 4607 punti, mentre al terzo posto l’atleta della madre patria Russia, Levenkova Olga, con 4579. L’atleta ucraina madre di due figli, spera ora di rinnovare il suo successo anche ai prossimi europei, ho sempre avuto degli ottimi risultati all’aperto al caldo non mi aspettavo di primeggiare così anche al coperto in questo periodo così freddo che non amo, molta gente chiede alla giovane mamma come mai continui a gareggiare ora che è mamma di due figli e che questi non le possono permettere di avere ottimi risultati, la Lyudmila invece vuole provare che tutto questo non è vero si può essere mamme conservando la propria umanità ed essere dei campioni allo stesso tempo.
Dal salto con l’asta fumata nera per Giuseppe Gibilisco, che sbaglia i suoi salti d’entrata finendo eliminato, la finale sarà orfana dell’ex campione del mondo, con le continue e insistenti voci che parlano di crisi con il suo allenatore Petrov, la causa avrebbe un nome e cognome, Yelena Isinbayeva. I pretendenti al trono nella finale maschile che andrà in scena Domenica saranno l’americano Walzer Brad, accreditato di un 5 metri e 96 e l’ucraino Yurchenko Denys con 5 metri e 85. In campo femminile Yelena Isinbayeva regola le sue avversarie vincendo la gara con la misura di 4 metri e 80 battendo Svetlana Feofanova e Anna Rogowska, le due avversarie iniziano a perdere colpi dopo che l’asticella è posta sulla misura di 4 metri e 60, Feofanova sbaglia la prima volta a questa misura mentre la polacca inizia a 4 metri e 70. La Isinbayeva da campionessa navigata fatta la sua entrata a 4 metri e 60, passa fino alla misura di 4 e 75, quando ormai le sue avversarie si sono già date battaglia, poi le bastano due salti al primo tentativo a 4 e 75 e 4 e 80 per mettere la parola fine alla gara. Tre tentativi mancati al record del mondo a gara ormai vinta a 4 metri e 93 fanno quasi parte dello spettacolo e siglano la vittoria di questa stupenda atleta. Altra grand’atleta della grande madre Russia è Tatyana Lebedeva che vince la finale del salto triplo praticamente al primo salto con 14 metri e 95, lasciando inutilmente la sua connazionale Anna Pyatykh l’arduo compito di insidiarla, la Pyatykh si ferma a due soli centimetri dalla Lebedeva, stabilendo il suo nuovo record con la misura di 14 metri e 93, al terzo posto la sudanese Yamilé Aldama con 14 e 86 anche lei al suo nuovo primato.
Nei 60 ostacoli l’americano Terrence Trammell dopo un’infezione batterica che ha colpito anche le due nostre atlete la sera prima delle gare Elisa Cusma e Alexia Oberstolz entrambe fuori Venerdì dalle batterie degli 800 metri, Trammell non sembra aver perso lo smalto, né la grinta, infatti continua a ripetere “voglio l’oro non il bronzo, e il risultato gli da naturalmente ragione, oro con 7.43. Soddisfatto a meta Andrea Giaconi che riesce a passare il turno accedendo in semifinale, ma cede nel turno successivo finendo al settimo posto nella seconda batteria con il tempo di 7.81.
Nei 1500 metri femminili è sfida aperta tra la russa Yuliya Chizhenko con un personale di 3’58 e l’ex atleta etiope Zenebech Tola ora atleta naturalizzata del Bahrain con il nome di Maryam Yusuf Jamal, accreditata di 3’56, entrambe hanno controllato la loro batteria giungendo ai primi due posti separate da un solo centesimo, la medaglia d’oro a meno di eventuale outsider, se la contenderanno loro. Nel salto triplo basta un salto e fatto bene per dare la certezza al brasiliano Gregorio Jadel di accedere alla finale, qualificato al secondo tentativo dopo un nullo a 17 metri e 46, alle sue spalle continua a sognare il romeno Oprea Marian qualificatosi al primo tentativo con 17 e 25, fuori i due italiani Paolo Camossi fermatosi a 15 metri e 96 e Fabrizio Donati con 16 metri e 35, per entrambi gli atleti due nulli dopo il primo salto buono. Nei tremila metri femminili l’etiope Meseret Defar archivia la gara ed il titolo con il tempo di 8’38″80, la russa Liliya Shobukhova, detentrice del record indoor sulla distanza, prova a controllare la gara ma fa il gioco dell’atleta etiope che controlla la gara vincendo con facilità sulla russa, seconda con 8:42.18 quest'ultima deve anche subire nel finale il forte ritorno della polacca Lidia Chojecka, al bronzo con 8:42.59. La dura legge delle qualifiche vede negli ottocento metri femminili, nella seconda semifinale, una lotta serrata tra le atlete, la prima a pagarne le conseguenze nonostante l’ottimo tempo è la russa Tsyganova Natalya che con 2:00.46 è fuori di 4 centesimi dalla finale, passano la vincitrice della batteria, la jamaicana Sinclair Kenia, autrice di un passaggio ai 400 metri in 59”45 con il tempo finale di 2.00.06, suo record personale, alle sue spalle la mozambicana Maria de Lurdes Mutola 2:00.29 al suo personale, terza la francese Grousselle Elisabeth anch’essa al record personale con 2:00.42. Relativamente tranquilla la prima serie con la vittoria della marocchina Benhassi Hasna con 2.03.59. Non convince Giulio Ciotti che si ferma a 2 metri e 26 nella gara vinta dal russo Rybakov Yaroslav con il record mondiale dei campionati di 2 metri e 37, al secondo posto il suo connazionale il russo Andrey Tereshin secondo con 2 metri e 35 terzo lo svedese Thörnblad Linus con 2 metri e 33. Qualche rimpianto per l'altista azzurro che con 2.31 stabilito il 21 gennaio a Hustopeče all'interno del Moravia Indoor Tour aveva fatto ben sperare. I gemelli Ciotti a conti fatti escono dai campionati con misure piuttosto modeste.

fonte: Iaaf,

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