LE PAGELLE DEGLI AZZURRI…E NON SOLO

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Atleta per atleta, in ordine di apparizione. ecco cosa è emerso dalla partecipazione degli azzurri ai Mondiali indoor di Mosca 2006:

Francesco Scuderi: Voto 7
Premesso che solo per la presenza al mondiale meriterebbe un 10 dopo quanto passato, il siciliano è uno dei pochi azzurri a salvarsi. Qualche settimana fa una sua partecipazione al mondiale era tutt’altro che scontata, ma già agli Italiani era arrivata la stupenda notizia di un suo ritorno in grande stile. Dopo il periodo nero della sindrome che ne aveva messo in dubbio non solo la sua vita sportiva, Ciccio è ritornato quello di sempre, combattivo e determinato. Raggiunge le semifinali così come dichiarato alla vigilia, correndo in 6”70 e 6”69, eguagliando il suo limite stagionale. Un po’ di rammarico per non aver limato qualche altro centesimo, ma lo spirito è quello giusto, da nazionale.

Giulio Ciotti: Voto 6,5
Quello che non va bene al gemello Nicola, riesce invece a Giulio. Passa la qualificazione con 2,24 facilmente e combatte a viso aperto per la finale. Peccato però che in tale occasione non pesca niente dal cilindro e si ferma piuttosto presto rispetto alle sue possibilità. C’è il rammarico di non aver potuto fare di più, un settimo posto mondiale è comunque meglio di niente, soprattutto alla luce degli ultimi due anni passati nell’ombra dei vari Talotti, Bettinelli e Nicola. Discreta soddisfazione.

Nicola Ciotti: Voto 5
Strana la sorte. Il caso ha voluto che proprio il migliore dei due gemelli abbandonasse prima la scena alla rassegna mondiale, il tutto per un solo salto in più sbagliato. Una beffa per Nicola, uno che in questa stagione al coperto aveva dimostrato di valere con sicurezza oltre i 2,30. Ci saremmo e si sarebbe aspettato decisamente di più, nulla di fatto, peccato. Speriamo in una maggior fortuna sotto il cielo estivo di Goteborg. Certo che nel complesso dal gemellone di Rimini doveva arrivare qualcosa di meglio…

Andrew Howe: Voto 8
Che era un talento noi italiani lo sapevamo da tanto tempo, il mondo lo ha capito un paio di anni fa con i due ori mondiali junior di Grosseto. Il bronzo assoluto è un bel promemoria per ricordare a tutti che Andrew non si è fermato e sta continuando a migliorare. 8,19 rappresenta il suo nuovo limite personale, che, ne abbiamo tutta l’impressione, non durerà molto. Ottenerlo all’ultimo salto è prova della sua grinta oltre che della sua capacità di concentrazione. Il bronzo, a soli 11 centimetri dall’oro, significa già tanto, ed incorpora in sé i tanti sacrifici dei mesi passati, il periodo lontano da casa negli States, la perseveranza di mamma Renee, e la voglia di rivincita dopo la brutta stagione dell’anno passato. Andrew sembra cresciuto davvero, meno sbarazzino e più professionista, se continua così saranno dolori per tutti agli Europei. Bravo!

Simona La Mantia: Voto 4
La ragazza ha completamente bucato la gara. Esce subito alle qualificazioni con un misero 13,61. Che dire? Assolutamente non commisurabile a quanto di buono fatto vedere in altre occasioni. Deve rimanere un episodio sfortunato in carriera, può capitare. Ectoplasmatica.

Alexia Oberstolz: Voto 4
Mai in gara, chiude addirittura con il peggior tempo delle qualificazioni. Tutti sono ancora alla ricerca della forte altoatesina di qualche settimana fa. Il 2’07”62 non le appartiene, ma forse neanche l’esperienza internazionale. Subito ad inseguire, ha pagato probabilmente l’inesperienza dei grandi eventi. Non si deve scoraggiare, andrà meglio alla prossima, è un talento giovane ed ha il tempo dalla sua. Deludente.

Elisa Cusma: Voto 6-
Non raggiunge la sufficienza solo perché ci aveva tanto illuso con il suo 2’01 di inizio stagione, che ci sarebbe piaciuto vederla in finale con le migliori. E così quasi sarebbe stato se avesse avuto quel poco in più di lucidità sul finale, che le avrebbe consentito di scovare il passaggio giusto per ultimare la volata. Il 2’04”95 lascia l’amaro in bocca perché con qualche centesimo in meno sarebbe stata tra le finaliste. Peccato davvero, la finale la meritava.

Christian Neunhauser: Voto 5,5
L’altoatesino rasenta la sufficienza, se non altro per il coraggio mostrato nel fare gara di testa davanti ad una manica di esperti marpioni e campioni. La differenza è però evidente ed il crollo dell’ultimo giro ne è stata la conferma. Fa davvero sensazione vedere il distacco rispetto ai primi ed allo stesso tempo pensare al divario che c’è tra l’azzurro e gli avversari nelle gare nazionali. Significa che il mezzofondo italiano se la passa davvero male. Diligente.

Giuseppe Gibilisco: Voto 4
Un disastro che salta. E’ il Gibilisco di questi tempi, completamente fuori giri, deconcentrato, non ne azzecca una. La disfatta a Donetsk nel meeting voluto da Sergey Bubka, non era un caso, il campione siciliano si sta perdendo e quanto prima la Federazione ed il suo gruppo sportivo dovranno intervenire per rimetterlo in carreggiata. Le liti, più volte esacerbate dai media, con il suo allenatore Vitaly Petrov, a causa della probabile gelosia con Yelena Isinbayeva, a questo punto sembrano qualcosa di più di semplici pettegolezzi, e sembrano aver già dato effetti nefasti sul nostro superman nazionale, al di là dei problemi muscolari che lo hanno condizionato negli ultimi tempi. Irriconoscibile.

Chiara Rosa: Voto 5,5
Non le diamo la sufficienza solo perché anche lei come Cusma ci aveva illuso di una presenza in finale e poi sul più bello ci ha lasciato con un palmo di naso. Le sarebbe bastato ripetere una prestazione sulla falsa riga di quella agli Italiani di Ancona per passare con sicurezza la qualificazione, e invece c’è stato da soffrire fino all’ultimo turno di lanci, quando la tedesca Lambert e l’americana Camarena, hanno pescato dal cilindro il lancio qualificazione ai danni dell’azzurra. Il 17,85 con il quale lascia il mondiale di Mosca è apparso comunque perfettibile ed al di sotto delle sue possibilità. Occasione sprecata.

Andrea Giaconi: Voto 6
Conquista la sua sufficienza il simpatico ostacolista autodidatta delle Fiamme Gialle, grazie al passaggio del turno nei 60hs. La semifinale non è che fosse cosa impossibile, di certo però finire tra i migliori 8 del mondo non è cosa semplice e da improvvisare. I tempi non sono stratosferici, un po’ di delusione rimane.

Antonietta Di Martino: Voto 7
Una sorpresa direi di no, però una notizia confortante sì. E’ sempre cosa gradita ritrovare un’azzurra nella finale dell’alto, quando è dai tempi di Antonella Bavilacqua che ciò non accade. Ci pensa la napoletana Di Martino, quest’anno in stagione di grazia e concentrata al punto giusto nelle occasioni che contano. Ottiene il personale stagionale con 1,96, finisce al quinto posto in finale, secondo miglior piazzamento azzurro, e si toglie anche lo sfizio di eliminare Acuff e Mendia. Fa la sua figura, ed è sembrata avere sulle gambe il record italiano.

Fabrizio Donato: Voto 4-
Assolutamente inguardabile, quasi irritante, il triplista delle Fiamme Gialle ha completamente deluso. Da lui ci si aspettava addirittura una medaglia iridata ed invece neanche si qualifica saltando non più di 16,35 e rimediando due nulli. Pessima figura e puntuale ridimensionamento per un atleta dagli alti e bassi troppo marcati. Il record italiano prima, e la bella prestazione ad Ancona sia pur con leggera distorsione a fargli interrompere la gara, avevano alimentato le aspettative di successo. Niente di più sbagliato, torniamo tutti con i piedi per terra. Il peggiore in termini di prestazioni dell’intera squadra azzurra, desolante.

Paolo Camossi: Voto 5
Prende un voto e mezzo più del compagno solo perché è sul finire di carriera ed è già tanto ritrovarlo in nazionale a saltare dopo i tanti problemi tendinei patiti. Di sicuro il 15,96 non gli appartiene, alla luce del 16,85 di appena un paio di settimane prima. La domanda sorge spontanea: ma che si è mangiato la sera prima con Donato? Incomprensibile.

La RAI: voto 4
Cambiano gli eventi, cambiano i tempi, ma la Rai per l’atletica è sempre la stessa: ossia lavora nel modo peggiore, materializzando delle chicche in negativo non da poco. Stacca il collegamento durante le qualificazioni degli 800 con due italiane in gara, ignora la finale dei 60 hs maschili e soprattutto non mostra l’8,19 di Andrew Howe, solo perché durante la differita del sabato un qualche incompetente tecnico garzone di Viale Mazzini taglia e rimonta le immagini sugli ultimi salti della Isinbayeva. Risultato? Che se non fosse stato per una tv bulgara al canale 298 personalmente avrei perso la splendida prestazione dell’azzurro e di Terrence Trammell sulle barriere.
Vogliamo poi parlare delle notizie al televideo, con unica menzione tra le “brevissime”, mentre nella pagina 260 “Altri Sport”, comparivano, con tutto il rispetto, i risultati settimanali di Pallamano, Pallanuoto e serie A2 di pallavolo? Va bene che su Eurosport c’era il collegamento completo, ma si può pagare la salatissima SKY solo per qualche gara all’anno di atletica? D’altronde la tv di stato si becca già 100 Euro all’anno per offrire disservizi di questo tipo…. assolutamente inadeguata, non me ne voglia l’incolpevole Franco Bragagna!

fonte: Redazione Atleticanet

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