MONDIALI DI MOSCA: TERZA GIORNATA

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Sembrava irrimediabilmente avviata sul viale del tramonto, dopo due stagioni che l’avevano vista fallire prima le Olimpiadi e poi i Mondiali, sempre arenata nel rettilineo finale, incapace di sprigionare la potenza del suo rush, ma oggi i riflettori sono tornati ad accendersi su Maria Mutola, che a 33 anni inanella il settimo iride indoor negli 800 m. Miglior prestazione stagionale (1’58”90), sei decimi sulla seconda, la giamaicana Kenia Sinclair ed una condotta di gara che l’ha vista in testa a controllare fin dall’inizio, per spezzare le ambizioni della padrona di casa Olga Kotlyarova: Maria ora guarda in avanti per una stagione di riscatto.

Non so come tradurreste voi “fun run”, ma questo ha dichiarato del suo titolo indoor Kenenisa Bekele, per cui ormai scarseggiano gli aggettivi. Se lui – bonta’ sua – si e’ divertito, non altrettanto i suoi avversari, che l’hanno visto andar via con facilita’, ad una velocita’ insostenibile per tutti nell’ultimo giro dei 3000 m., chiusi in 7’39”32, due secondi davanti a Shaheen e a Kipchoge.

Gara uccisa al primo salto nella finale del lungo femminile, quando Tatiana Kotova, incurante delle sue 30 primavere, ha piazzato una misura da 7,00 m, ad un solo cm dal suo personale. Si e’ decisa all’ultimo salto invece la finale dell’asta maschile, in cui l’americano Brad Walker ha valicato solo alla terza prova la misura di 5,80 che gli e’ valsa limite stagionale e titolo mondiale.

Non e’ andata come il pubblico casalingo si attendava la finale degli 800 m maschili, in cui Yuryi Borzakovskyi – uno degli atleti russi piu’ attesi – non ha trovato lo spunto finale per superare il duo di testa Bungei-Mulaudzi. L’ha spuntata Wilfdred Bungei che in 1’47”15 ha sopravanzato di un solo centesimo il sudafricano.

Duello ad alta quota fra Yelena Slesarenko e Blanka Vlasic nella pedana dell’alto. La croata aveva messo in difficolta’ l’atleta russa passando due misure e valicando le altre tutte alla prima prova, cosi’ da collezionare un minor numero di salti. Ma a 2,02 la Slesarenko supera l’asticella al primo tentativo e la Vlasic no. Inutile la decisione della croata di conservare due prove alla quota successiva, insuperabile per entrambe le ragazze. Ottimo quinto posto per Antonietta Di Martino che eguaglia il proprio personale a 1,96 , siglando forse la migliore performance della spedizione italiana dopo il bronzo di Andrew Howe.

fonte: IAAF

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