17 MARZO – GLI APPUNTI DI VIAGGIO DI FRANCO PIZZI (3)

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Terzo giorno e stessa solfa dei precedenti, almeno per quanto riguarda il tempo (ma anche per le proteste di Alessandro, per il concerto che sincronicamente portiamo avanti io e Lorenzo ogni notte: ormai ha tutte le nocche sbucciate, a forza di battere sulla paratia del camper!). Lorenzo ci butta letteralmente giù dal letto, visto che ha la partenza dei 60hs del pentathlon molto presto. Stavolta la colazione al camper Casa Italia vede il top delle presenze.

Riceviamo Pino Pilotto, a cui si aggiungono Curtolo con moglie e Veronesi, con il quale scambiamo anche degli interessanti ricordi storici. A parte la babele degli accenti fra noi italiani, un campionato mondiale è anche un interessante confronto di culture di sicuro accrescimento personale (per chi sa ricevere, ovviamente).

Ripenso ad un commento del nostro architetto-insegnante-filosofo-scrittore Pino (la cui poliedricità è pari alla somma delle sue varie origini) durante una cena precedente: nel suo italiano, con forte accento dei cantonese Uri, citava Wittgenstein il quale, a sua volta, affermava che “i confini del mondo di una persona sono i confini della sua lingua”. E’ proprio vero: più conosci, più ti apri la mente e più ami.

Vabbé, lasciando da parte le meditazioni trascendentali, cerco di raggiungere la tenda del riscaldamento per una breve corsa, per ricordare al mio corpo che è venuto lì anche per mettersi in moto. Dopodiché comincia la spasmodica ricerca di una presa di corrente per ricaricare Pc e cellulare e, con grande sorpresa, riesco anche a trovare un access point wireless da cui riesco a mandare un po’ di foto e queste report in Italia, dove un’efficientissima organizzazione, con a capo Rosa Marchi e Werter Corbelli, riesce a mettere in linea notizie di tutti i tipi, report personali e risultati, in un battibaleno. E’ una grande cosa, che dimostra che anche una organizzazione amatoriale come la nostra può rivelarsi molto efficiente, se il tutto è condito da una grande passione.

Oggi c'è in programma il Pentathlon che vede la presenza degli amici Lorenzo Locati e Pino Pilotto negli M50 e Nani Prampolini e Curtolo negli M55, e poi una serie interminabile di serie di Marcia. Ne approfitto anche per farmi massaggiare la schiena dolorante. Scopro che il fisioterapista messo a disposizione dalla Federazione è nato a 20 km da dove sono nato io, anche se ha passato 23 anni in Svezia! Beh, al momento mi sento un po’ meglio e spero che l’effetto duri abbastanza, anche se temo che il dolore si ripresenterà presto.

Mentre Lorenzo accusa un po’ di dolore al piede durante la prova del lungo e Nani si riprende da un non proprio impeccabile esordio dai 60hs, cominciano anche le serie degli 800.
Nel frattempo ci raggiunge Giancarlo Ballico che ci rivela del suo tentativo fallito di raggiungere Praga nella sua gita programmata per oggi: è stato bloccato subito dopo la frontiera per una bufera di neve ed ha preferito tornare indietro! Ci riteniamo quasi fortunati ad essere all’interno del palazzetto con “semplicemente” 0 gradi esterni e qualche fiocco bianco che scende ancora.

Scendono in pedana anche i triplisti ed il mio interesse si ridesta perché il triplo è una specialità che mi ha sempre affascinato e che avevo colpevolmente dimenticato essere in programma per oggi.

Dall’esterno del palazzetto incrocio anche la mia corregionale Maria Letizia Bartolozzi che mi comunica di aver finalmente raggiunto una medaglia nel martellone (bronzo, a pochi centimetri dalla prima) dopo essere stata troppe volte al quarto posto.

Ora è il turno di Lorenzo nel peso del Pentathlon ed è doverosa la presenza per incitarlo ma la sua serie di lanci non è brillante. Mi pare che abbia “sentito” troppo la gara e non sia riuscito ad esprimere la scioltezza dimostrata durante i lanci di riscaldamento.

Nel frattempo pare che la marcia ci abbia portato, al solito, qualche soddisfazione e qualche medaglia. Ma i componenti di Casa Italia dovranno ora occuparsi di alcune questioni logistiche: c’è da riempire il serbatoio dell’acqua e del gasolio, altrimenti stasera niente spaghettata e l’hospitality potrebbe avere un calo di prestigio che, a questo punto, dobbiamo per forza evitare.

Nei vari frammenti di gare e di vita, un paio di altre considerazioni sulla vita incontrata da queste parti: l’estrema attenzione e differenziazione prestata al riciclo dei rifiuti (che crea non pochi problemi all’organizzazione del nostro camper, visto la scarsa disponibilità di spazio per il riciclo, e che ci forza nottetempo a cercare di “occultare” il nostro sacchettino omnicomprensivo dei nostri scarni rifiuti nei vari cestini accanto alle fermate dell’autobus qui nei dintorni del palazzetto); poi, stavolta come segno negativo, l’alta percentuale di fumatori e, ahinoi (ma anche ahiloro), l’alta concentrazione delle “zone fumo” in tutti i locali incontrati, sia nelle varie birrerie e pub che all’interno del palazzetto stesso. Notavamo ieri sera, con Alessandro, che nel pub che abbiamo visitato due austriaci stavano bellamente fumando giusto sotto il cartello di “divieto fumare” nella parte dedicata ai non fumatori. Considerazione personale, certo, ma il fatto di essere ormai abituati in Italia a non dover più lottare con tosse indotta e occhi rossi per il fumo nei locali nostrani mi diminuisce la piacevolezza di una serata dentro un locale austriaco. E sì, per stavolta, cara civiltà mitteleuropea, l’Italia è un passo avanti!

Tamponata l’emergenza acqua per il camper, torniamo al palazzetto giusto in tempo per applaudire il grande triplista tedesco M45 Knabe, che è ancora uno spettacolo per gli occhi. Ha veramente una tecnica sopraffina ed è ancora in grado di rimbalzare durante i salti come se gli anni fossero ancora verdi. Ricordo che Knabe è stato in grado, durante gli scorsi mondiali a San Sebastian, di mettersi dietro l’ex-primatista mondiale Willie Banks, dimostrando che il tempo, alle volte, può invertire ciò che sembrava aver già stabilito vent’anni prima.
Per quanto riguarda la bellezza del gesto atletico, non posso non citare il greco Andreadis , che nel pentathlon M50 sfodera ancora una meravigliosa tecnica “straddle” o ventrale. Anche questo è un segno dei tempi: per noi over 45, quella è una tecnica che ancora provoca qualche nostalgia.
Bando ai ricordi, dobbiamo pensare al presente e alla cena di stasera. In attesa di Pino e Lorenzo che, nel frattempo, hanno concluso l’ultimo 1000 dell’interminabile pentathlon (partito alle 9 e concluso alle 22!), raggiungiamo il camper e cominciamo a preparare. Stasera abbiamo tutto “full-booked”: con l’ausilio di una sedia presa in prestito dal palazzetto (con il benestare dei collaborativi austriaci) mettiamo a sedere, oltre ai componenti stabili di Casa Italia, Pino, Giancarlo ed il fresco campione mondiale Hubert Indra.
Un’ultima considerazione sull’organizzazione prima di chiudere il racconto della giornata di oggi: tutto perfetto, ok, però, devo dire, le premiazioni sono troppo relegate in un angolo interno del palazzetto, senza la giusta ribalta della presenza del pubblico dalle tribune. In questo modo il programma delle gare scorre sicuramente più veloce, ma un’altra collocazione avrebbe dato qualche soddisfazione in più ai premiati.

(Nella foto Lorenzo Locati e Pino Pilotto – Pentathlon M50 – Foto F.Pizzi)

Link agli altri appunti di viaggio di Franco Pizzi:

  • 15 marzo (1)
  • 16 marzo (2)
  • 18 marzo (4)
  • 19 marzo (5)
  • fonte: Franco Pizzi per AtleticaNet

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