18 MARZO – GLI APPUNTI DI VIAGGIO DI FRANCO PIZZI (4)

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La nottata stavolta presenta il brivido dell’imprevisto. Eh già, proprio di brivido si tratta, in quanto a metà notte finisce la bombola del gas per la stufa del camper. Non essendo abituato a dormire nel camper, nel pieno dormiveglia non realizzo immediatamente cosa possa essere successo, ma comincio improvvisamente a sentire un freddo alla testa (e non è difficile pensare che quella è la mia prima parte colpita) come se dormissi fuori a zero gradi. Fortunatamente, dopo essermi infilato la testa sotto le coperte, Lorenzo interviene ed il tepore viene ristabilito.
Usciamo, dopo la solita comoda colazione, per vedere Carla Forcellini nell’asta W45. Supera 3.20, ma a 3.30 ha una battuta d’arresto ed arriverà solo seconda.
Faccio la conoscenza del nostro grande campione Luciano Acquarone che si prepara, mi auguro, a vincere lunedì il suo terzo titolo mondiale di questa edizione austriaca. Nel frattempo cominciano le batterie dei 60, che annunciano già importanti sfide per la sera.

Oggi, con i miei compagni, ce la prendiamo comoda e torniamo al camper per un lungo pranzo. Nel pomeriggio va in scena il triplo femminile: la nostra Elisa Neviani si ferma a pochi centimetri dal record mondiale W40. Nel frattempo, io e Lorenzo andiamo a vedere una eccellente gara di peso M40 con alti contenuti tecnici: vince alla grande un kazako con 17.80. Avevamo scorto, giorni prima, l’enorme massa di questo lanciatore: aveva proporzioni enormi. Chissà se riesce ad entrare negli M45 prima che io ne esca: non vorrei certo averlo come avversario!

Nella zona premiazioni faccio la conoscenza del nostro grande astista M80 Amelio Compri, che aveva appena vinto pari-merito la gara dell’asta con 2.00. Era soddisfatto della vittoria, certo, ma si rammaricava di non aver continuato a causa di un infortunio patito durante la gara: peccato, con la sua tenacia sono sicuro avrà un’altra occasione per dimostrare il suo valore. Insieme a lui c’è anche Sergio Valente, decimo nel pentathlon M65, che è autore di una nota curiosa: nella preparazione delle borsa da training, partendo dall’Italia non si era accorto di aver messo un paio di scarpe chiodate con due “destri”! Ha dovuto correre i 60hs con una scarpa chiodata ed una da jogging!
Di lì a poco, incrocio anche il grandeGuido Müller, atleta tedesco della categoria M65. Nel 2004 è stato premiato dalla Iaaf come miglior atleta master dell'anno. E’ un uomo di una semplicità e di una piacevolezza straordinaria, come solo i grandi campioni sanno essere. Sembra pura retorica, ma è proprio così. Parla un italiano comprensibilissimo ed è sempre attento a chiederti di te e a non parlare di sé: veramente una grande icona del mondo master!
Nella zona bar mi fermo a parlare con altri atleti italiani. Per tutti, una nota importante di quest’anno è anche la presenza effettiva di un fisioterapista messo a disposizione, seppur per le sole “urgenze”, da parte della federazione italiana. Sono molti gli atleti che ne parlano in modo positivo e mi auguro tanto che la voce che ho sentito per cui sarebbe addirittura pronta per lui una nota di richiamo, quasi fosse troppo disponibile, da parte dei vertici della federazione non trovi poi fondamento: sarebbe semplicemente paradossale.
Torniamo alle gare e alle finali dei 60: va in scena il primo duello annunciato e riguarda proprio l’Italia. I due nostri vecchietti terribili, Sobrero e Sansonetti, si sfidano fra gli M85. Bruno Sobrero vince, a pochi centesimi dal mondiale, con un ottimo 10”03, lasciando a 4 decimi Ugo Sansonetti. Si scende giù giù di categorie ed ammiriamo ancora una volta la corsa regale di Bill Collins fra gli M55 che, partendo in piedi, corre a suon di record mondiale in 7”34. Niente da fare per il nostro Antonio Rossi anche se, contro tale potenza, non ha affatto sfigurato. Ci sono gli M45: la mia attenzione sale, visto che è la mia categoria. I nostri Salvino Tortu e Massimo Clementoni si dividono la quinta piazza finale con lo stesso tempo di 7”52. Negli M40 c’è grande attesa per il nostro Mario Longo che corre a fianco del favorito Anthony Noel. La gara, però, ha un’evoluzione tanto diversa quanto emozionante: vince un tedesco con 6”97 per un solo centesimo dal nostro Longo. Peccato, ma è stata una corsa veramente bella da vedere, anche perché abbiamo portato in finale altri due italiani, Giancarlo D’Oro e Marco Ceriani. Alla fine dei 60 M35, stravinti dal favorito belga in 6”83 e dove il nostro Alessandro Palla si è piazzato quinto, ci spostiamo vicino alla pedana dell’asta, dove Hubert Indra prova ad inserirsi per una medaglia.
La quota di selezione arriva a 4.20, che Hubert supera alla seconda prova garantendosi una ottima medaglia di bronzo. La vittoria va ad un tedesco che gioca d’azzardo, avendo totalizzato due nulli a 4.40 e riservandosi l’ultima prova per i 4.50, visto che il suo avversario americano aveva già superato quella quota. L’azzardo riesce magnificamente e lo spingerà ancora più in alto, chiudendo con 4.60.

Terminiamo la giornata con l’ultima cena al camper Casa Italia, visto che Lorenzo dovrà partire presto il giorno dopo ed io ed Alessandro ci eravamo già garantiti la permanenza di ulteriori due giorni presso un confortevolissimo ostello della gioventù, proprio a due passi dal palazzetto.

Stavolta c’è il gruppo “storico”, con noi tre e Pino a cui poi si aggiunge, per un breve saluto, anche Hubert che ringrazia del supporto prestatogli e saluta così anche il suo ultimo appuntamento mondiale da M45: temo che per gli M50 del prossimo anno saranno dolori!
Alla fine della cena ci accomiatiamo calorosamente anche da Lorenzo: è stato un ospite magnifico e abbiamo passato giorni splendidi in piena serenità. Inutile dire che dobbiamo ripetere l’esperimento alla prossima occasione utile. Tutti a nanna, ora, che domani è giorno di gara.

Link agli altri appunti di viaggio di Franco Pizzi:

  • 15 marzo (1)
  • 16 marzo (2)
  • 17 marzo (3)
  • 19 marzo (5)
  • fonte: Franco Pizzi per AtleticaNet

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