18 GIOCHI DEL COMMONWEALTH

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Sono iniziati i giochi dell’altra meta del cielo con la classica cerimonia d’apertura, presenziata dalla regina d’Inghilterra, Elisabetta II, che ha dichiarato aperta questa 18 edizione dei giochi del Commonwealth. Quella che sembra una copia dei giochi olimpici con tanto di torcia che ha attraversato i vari paesi che appartengono al Commonwealth, una delle ultime vestigia dell’impero britannico, vede 4500 atleti provenienti da 53 nazioni, praticamente da tutti e cinque i continenti del globo, sfidarsi in tutte le discipline del programma olimpico e tra queste l’atletica.
Tra le prime gare della regina degli sport, vi è stata la maratona vinta dal tanzaniano Samson Ramadhani Nyonyi, che si è imposto con il tempo di 2 ore 11 minuti e 29 secondi sul keniano Fred Mogaka Tumbo e sull’inglese Daniel Robinson giunto terzo. Samson Ramadhani è riuscito a meta gara a prendere il sopravento sui suoi avversari, nonostante fossero presenti i soliti imbattibili keniani, Ramadhani, è riuscito, come ha affermato a fine gara, a far prevalere sulla forza la sua mente, riuscendo ad aver la meglio contro i suoi temibili avversari.
La maratona femminile è stata la gara che ha fatto trepidare di più gli spettatori di questi 18 giochi del Commonwealth. L’australiana Kerryn McCann ha vinto la gara con il tempo di 2 ore 30 minuti e 53 secondi, mettendo alle sue spalle la giovanissima atleta del Kenia, Hellen Cherono Koskei. Uno stadio affollato all’inverosimile ha accolto con un boato le due atlete che si sono date battaglia per la medaglia d’oro fino agli ultimi metri della gara. McCann si sarebbe accontentata della medaglia d’argento, pensando ad uno dei soliti finali dove gli atleti dell’africa nera prendono il sopravento della gara battendo gli avversari nello sprint finale, ma il boato della folla ha spinto l’australiana a giocare il tutto per tutto tanto da farle affermare, “ Non ero io in quegli ultimi 300 metri, se la gente non fosse stata lì ad incitarmi non avrei mai vinto l’oro. Hellen Cherono Koskei, poco ha potuto contro l’ultimo guizzo della McCann, e sì è dovuta accontentare di un ottimo secondo posto
Nel lancio del giavellotto femminile l’atleta del Sud Africa, Sunette Viljoen, ha vinto l’oro con un lancio da 60 metri e 72 centimetri, la campionessa uscente, l’atleta delle Bahamas Laverne Eve, sì è dovuta accontentare della seconda piazza con la misura di 60 metri e 54 a soli 18 centimetri dalla Viljoen. Il bronzo è andato alla jamaicana Olivia McKoy, con 57 metri e 07 centimetri, misura stabilita al primo lancio. Nella velocità è atteso il record man del mondo, il giamaicano Asafa Powell, che nei primi turni di qualifica è passato senza troppa fatica in 10 e 29 e 10 e 53, tempi da jogging per il forte sprinter jamaicano. Il più veloce delle qualifiche è stato l’atleta della Nigeria Uchenna Emedolu, che ha fatto fermare i cronometri a 10 e 15, fuori a sorpresa Jason Gardener, per problemi di sciatica, finito fuori nel secondo turno di gare. Altra atleta attesa ai nastri di partenza di questi giochi è la mozambicana Maria Mutola, che dopo l’ennesima vittoria dei campionati indoor del mondo si appresta ad unirsi ad altre star dell’atletica presenti a questi giochi. Mutola si dice positiva per le sue condizioni, dopo la vittoria di Mosca l’atleta sì sente molto motivata, nessuna altra atleta ha mai vinto cinque titoli consecutivi, a cercare di fronteggiare le ambizioni dell’atleta del Mozambico ci sarà la medaglia di argento degli 800 metri di Mosca la jamaicana Kenia Sinclair, che dopo il suo record nazionale di 1.59.54, ambisce alla medaglia d’oro di questi giochi di Melbourne. Paula Radcliffe dopo un infortunio in allenamento, non prenderà parte a questi giochi, attesa nella gara dei 10.000 metri la forte atleta inglese avrebbe dovuto dare battaglia alle atlete keniane, ma dopo l’incidente, la Radcliffe ha preferito non gareggiare riservando le sue energie per la maratona di Londra.

fonte: Iaaf. Melbourne 2006

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