MONDIALI DI LINZ – GLI APPUNTI DI VIAGGIO DI NANI PRAMPOLINI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Giovedì passo a prendere Carla Forcellini all’aeroporto di Verona. Le aste sono in viaggio con il camper di Paolo Zadro, per fortuna. Altrimenti barre sul tetto, lacci, elastici ecc. Così viaggiamo leggeri e veloci, per arrivare entro le otto di sera a Linz, termine ultimo per ritirare le buste. La mia me la ritira Lorenzo Locati, gli amici servono sempre. Arriviamo in tempo all’Arena per incontrare i tre moschettieri di Casa Italia: Lorenzo Locati, Franco Pizzi e Alessandro Cipriani. Grandi feste, foto e via in albergo.

Al mattino sveglia presto, alle 8.30 in campo. Incontro i miei due compagni di avventura, Giorgio Curtolo e Silvio Marcelli. Siamo 22 concorrenti nel pentathlon M55, tre superman e tutti gli altri uomini normali. Mi sono operato al tendine di achille sinistro a luglio e voglio vedere se mi sono rimesso a posto. La preparazione forse non ha curato tutte le gare (in realtà nessuna…), ma nelle prove multiple il divertimento è assicurato. Si parte con i 60hs. Corro controllato, tre passi ritmati, mi sembra di essere andato bene, sono secondo in batteria dietro al belga. Ma il tempo non è buono, sono solo 9°.
Comincia la sfida con Lorenzo Locati, anche se è nella categoria M50: 1-0 per lui.
Adesso si passa al lungo: sono previste due pedane. Vengo messo nel gruppo dei meno forti (scarsi…) in quanto non ho dichiarato nessuna misura in iscrizione. Saltiamo quindi nel tendone che serve da zona di riscaldamento, su una pedana rialzata. L’effetto di queste pedane è di sballare la ricorsa, ho già fatto questa esperienza: 18 febbraio 1968 (non scherzo…) Modena, tre nulli!
Per fortuna qui ci sono Susanna Tellini, e gli altri lunghisti italiani che mi aiutano a registrare la ricorsa. Primo salto 4.66. Buone sensazioni, manca un po’ di forza. Mi accontenterei, ma gli amici mi spingono a migliorare. Secondo salto da dimenticare, terzo 4.69. Vabbè. Adesso sono 7°, con Lorenzo 1-1.
Lorenzo e Silvio patiscono il lungo, uno dei favoriti si infortuna e deve abbandonare: le prove multiple sono impegnative!!
Lancio del peso, sempre nel gruppo degli scarsi. Arrivo ultimo, con 6.38. Tutti si impegnano a darmi consigli e suggerimenti, ma la lotta tra i miei 65 kg e i 6 kg di ferro sono impari. Sembra piombo, evito solo di darmela sui piedi. 2-1 per Lorenzo.
Adesso c’è un bell’intervallo di tempo con la prossima gara, mangio un boccone con Max Clementoni, e ci concediamo una pausa di riflessione. Andiamo in sala muscolazione e ci sdraiamo sui materassini. Ci addormentiamo subito, meno male che non russiamo!
Salto in alto, nell’Arena, sempre nella pedana dei meno forti: ho paura per il tendine, passo da Oriano che mi fa una manipolazione per mobilizzarlo. Grazie a Oriano vado in pedana deciso, 1.42, 1.48, 1.54 alla prima, 1.57 alla seconda. Alla quarta gara eguaglio il mio record italiano di salto in altoindoor. Non male!
Il belga che era in testa fa tre nulli a 1.48, buca la gara e addio alle medaglie. Mi dice che ha avuto paura…
Sono primo nell’alto e risalgo al 7° posto. 2-2 con Lorenzo.
Siamo in ritardo, finalmente alle 9.30 si parte per i mille. Adesso sono nel gruppo dei 10 più forti, corro quindi nella seconda serie. Sono tutti scatenati, si lotta per le medaglie. Provo a seguirli, il bicipite femorale sinistro dice basta, mi viene un crampo a rischio contrattura, decido di arrivare in fondo piano piano. Silvio, nella serie precedente, si era dovuto fermare. Mi doppiano, arrivo in 4”45. Sono 11° complessivamente, su 22. Ancora nella prima pagina della classifica. Veramente una bella esperienza. Giorgio Curtolo arriva 4°, e perde il bronzo per 17 punti. 3-2 per Lorenzo, d’altra parte è più giovane…
Sono le 22, sono in campo da 13 ore, a Linz i ristoranti sono tutti chiusi. Carla mi ha pazientemente aspettato, riusciamo a trovare ancora una pizzeria aperta solo per noi.
Vado a dormire stanchissimo, nella notte mi vengono crampi a tutti i muscoli delle gambe. Mi rotolo nel letto, mi alzo per cercare di sbloccare i crampi. Forse ho esagerato.

E’ sabato, adesso tocca a Carla. Si è operata al tendine a settembre, ed ha pure avuto uno stiramento al polpaccio da poco più di un mese. E’ sempre fortissima, ma giustamente timorosa. Oriano provvede con una fasciatura al polpaccio e via in pedana. L’avversaria è l’olandese Brigitte Van der Kamp fisico da vichingo, tecnica poco raffinata.
Io dovrei fare il tecnico, oltre che il portaaste. Carla ha grande tecnica, ma poco allenamento specifico. In tribuna, nello spazio riservato ai tecnici dell’asta, sono con Rita Del Pinto, grande mezzofondista. Vediamo la classe e gli errori di Carla, non riesco a darle i giusti consigli. Carla arriva a 3.20, sbaglia i 3.30 di poco. Brigitte vola a 3.36, record mondiale indoor W45. Oggi è andata così, il tendine ha tenuto, l’allenamento porterà il recupero dei corretti gesti tecnici, ci sono tutti i presupposti per un’altra grande stagione. Ma Carla è un purosangue, non è per niente contenta di essere arrivata seconda.
Per farla distrarre andiamo in giro per Linz da turisti: cittadina su un ansa del Danubio, poco da vedere oltre al centro storico. Una qualunque cittadina d’arte italiana della Toscana o dell’Umbria ha 100 cose di più da vedere. Siamo viziati, ricordiamoci che l’Italia è fantastica.
A sera siamo invitati a mangiare da vari gruppi di italiani, non sappiamo con chi andare. E’ una festa continua! Questa sera siamo con il gruppo di Pescara, e cerchiamo di non fare tardi…

Domenica mattina rinuncio ai 60hs e cerco di tenermi le energie per l’alto alla sera. Andiamo a fare i turisti nei dintorni. Oggi il tempo è finalmente bello, sole tiepido e neve dappertutto. Vaghiamo in macchina per questi villaggi, visitiamo castelli e abbazie. Ritorno all’Arena e vado subito da Oriano, che manipola di nuovo il tendine per permettermi di saltare.
Vado in pedana deciso, incontro nella pedana vicina, salto in alto degli M50 , Massimo Massimi, mio vecchio compagno di gara del CUS Roma. Non ci vediamo mai in Italia, ed eccoci qui accanto in Austria come ai bei tempi.
Altro che tendine da manipolare! Non ho più energie. Ho un tifo strepitoso, direi stereofonico dalle tribune.
Faccio 1.42, poi mi areno a 1.48. Peccato, oggi era una buona occasione per andare sul podio. Ho decisamente esagerato!
Finita la gara, gruppone degli italiani alla Steak House. Sono vegetariano, riesco a mangiare lo stesso, e ci divertiamo.

Lunedì, giorno delle staffette. Si organizza una staffetta femminile W35. O meglio, le ragazze decidono che a tutti i costi la vogliono fare. Alla fine si mettono insieme tre saltatrici e una quattrocentista. Una W35 (Susanna Tellini), due W40 (Tiziana Piconese e Marina Iacovetti) e l’indomabile Carla W45. Ci sono 7 staffette in gara, e l’Italia viene messa nella seconda serie. Le ragazze fanno una grande gara, la saltatrice in alto (Tiziana) …. arriva in fondo, Marina apre il compasso e recupera, Carla supera subito la sua avversaria e non scoppia, Susanna corre sino alla fine. Sfiorano il record italiano, fanno 1”56.5 e non migliorano l’1”56.3, ma la sensazione è di una buona gara. Infatti nella seconda serie le battono solo in due, sono medaglia di bronzo. L’hanno voluta e l’hanno presa! Grandi ragazze, si può sempre contare su di voi.
Adesso sono le 6 di sera, mi aspettano 600 km da guidare. In macchina al volo con Carla, cominciamo a pensare a Poznan, Polonia per gli europei di questa estate.

(Nella foto Nani Prampolini – di F.Pizzi)

fonte: Nani Prampolini per AtleticaNet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *