MARATONA DI ROMA, CHE GIORNATA!

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La storia della Capitale, il sole, il calore del pubblico, una partecipazione da record. Ancora una volta la ricetta della Maratona di Roma ha funzionato alla perfezione, con spettacolo e risultati di primo livello. Per i lettori di Atleticanet il resoconto di una giornata vissuta alla testa della corsa.

Che fosse un’edizione da record lo si sapeva già prima della partenza. Ben 12000 atleti iscritti per completare la fatica più grande della maratona, addirittura 50000 partecipanti totali considerando l’esercito di atleti e semplici cittadini pronti a correre la gara breve della stracittadina.

Un autentico esercito di corridori, pronti a conquistare per un giorno le strade tanto gloriose in passato quanto trafficate oggi, di una delle città più belle del mondo.

Il sottoscritto si aggirava già attorno alle ore 8, più di un’ora prima della partenza, attorno a via dei Fori Imperiali assieme ad un altro redattore del sito, Mario Biagini, con il quale avrebbe condiviso l’intero evento a bordo del furgone alla testa della corsa, nel cuore della gara.

Migliaia di corridori in fase di riscaldamento, i “top runners” a contatto con amatori di vario livello, ognuno a coltivare dentro di sé le motivazioni per partorire la propria prestazione. Questo il particolare primo approccio con la giornata, incorniciata in una splendida mattinata primaverile, soleggiata e calda al punto giusto.

C’è l’ormai classica ondata di africani, eredi di quell’Abebe Bikila eroe di Roma 1960, lui etiope, loro provenienti dagli angoli più remoti del Continente Nero. Dominano per numero e qualità i keniani, capeggiati da Daniel Yego Kipkoech, classe 1979 e detentore del miglior tempo, 2h08’16”.

Ci sono gli europei, con l’azzurro Daniele Caimmi in testa. L’uomo delle Fiamme Gialle promette battaglia a chi lo incrocia nel settore di riscaldamento, anche Alberico Di Cecco, presente da spettatore scambia due battute con l’italiano pronto a sfidare il muro del suo personale, 2h08’59”, tempo assolutamente attaccabile. Ad affiancarlo nei primi passi del riscaldamento due scudieri nonchè pace-maker dei primi chilometri di gara, gli azzurri Stefano Ciallella e Angelo Iannelli, confidenti delle sensazioni del compagno pronto a concludere l’impresa.

Si preparano intanto le autorità per dare la partenza. Un saluto a Veltroni, sindaco di Roma, passa anche il dj Linus, voce nota di Radio Deejay riscopertosi maratoneta da qualche anno; si vede con piacere anche la faccia furbetta di Giorgio Calcaterra, l’uomo da Guinness dei Primati, uno capace nel Capodanno 2000 di correre addirittura due maratone in meno di 24 ore.

E’ tutto pronto per la gara, noi saliamo sul furgone, ci sono i fotografi con i loro armamentari, tra questi spunta anche il nome di Giampaolo Urlando lanciatore azzurro degli anni ’80, poi gli allenatori, tra cui Piero Incalza e Vittorio Di Saverio.

Si schiariscono la voce in postazione Rai, Attilio Monetti e Franco Bragagna, Elisabetta Caporale sale in moto per le interviste volanti, mentre due pezzi di storia della maratona italiana, Orlando Pizzolato e Laura Fogli, sono in sella alle mountain bike per carpire i momenti chiave della gara.

Con la musica di Vangelis, Chariots of Fire (Momenti di Gloria) di sottofondo parte la gara. Sono momenti palpitanti ed emozionanti al tempo stesso, Via dei Fori Imperiali viene improvvisamente avvolta da un mare di folla, ci sono le centinaia di atleti in carrozzina, delle autentiche frecce, un record di partecipazione anche per loro, segue l’ondata umana dei maratoneti. Un fiume in piena con il Colosseo sullo sfondo, un’immagine eccezionale, passato e presente si fondono magicamente.
Neanche il tempo di smaltire le emozioni della partenza che già si riconosce un gruppo di testa a correre come matti. Poco sopra i 2’50 il primo mille, il ritmo è forsennato, si va che è un piacere nella prima parte di gara, sostenuti da un bagno di folla festante che sfila lungo il percorso.

Gradualmente si perde traccia della gara femminile, noi siamo costantemente in testa alla gara, qualche notizie ci arriva dalle moto che fanno elastico lungo il percorso, buone sensazioni le rivela Massimo Magnani, allenatore di Caimmi, carico e concentrato al punto giusto.

Passano i chilometri, il ritmo decresce leggermente, l’andatura si fa più regolare. Sono una decina gli atleti che si contendono, manco a dirlo un nugolo di atleti degli altopiani, all’interno del quale si distingue la maglia giallo oro di Daniele Caimmi. 1h03’58” il passaggio alla mezza, ora arriva il difficile, ora bisogna tenere. Si staccano gradualmente gli ultimi pace-maker, l’ultimo è Saina Kiptoo, che forza il più possibile l’andatura portando il gruppo a transitare al 40° km in 2h02’32”.

Il ragazzo, anno ’78, si sarebbe dovuto fermare al 30°, evidentemente era ancora “fresco”. Caimmi è in bona compagnia. Rimangono i keniani Mandango Kipkorir, Chemitei, Limo, il marocchino El Gorche, l’ucraino Kuzin.

Ma è Mandango Kipkorir a sembrare più lucido. Forza l’andatura, solo Caimmi sembra reggere l’attacco, ma non a contenerlo. Il keniano guadagna secondi nei decisivi due ultimi chilometri, per presentarsi in solitaria nel rettilineo finale sotto il Colosseo. Il pubblico si accende, la volata è di quelle da grande prestazone. Taglia il traguardo in 2h08’36”, frantumando il suo personale di 2h12’18.

Neanche il tempo di festeggiare il primo, che un nuovo boato degli spettatori avvisa dell’arrivo di Daniele Caimmi, l’azzurro divora l’ultimo tratto di sampietrini festante, soddisfatto di una prestazione al limite del personale. 2h09’28”, tempo che lo colloca abbondantemente in testa alle liste italiane 2006, una candidatura importante in vista degli Europei di Goteborg. Sono grandi festeggiamenti per Caimmi, puntuale arriva l’abbraccio del patron della Maratona di Roma, Enrico Castrucci. Anche quest’anno la manifestazione è riuscita alla grande.

Applausi fragorosi e di merito al secondo degli italiani. E’ Giorgio Calcaterra, il tassista romano dei miracoli, 2 ore 21 e spiccioli il suo tempo, un’altra gara importante da mettere in cassaforte.

Ma non è finita siamo in attesa della prima donna. Si tratta dell’ucraina Hladyr, atleta da 2h29’34”, porta a termine una gara impeccabile e veloce, attenzione si sta per materializzare il nuovo record della corsa! 2h25’44”, anche l’esile ragazza dell’Est sbriciola il suo personale. A distanza la russa Zousko e l’etiope Adanech, poi tutti gli altri, l’immensa folla di una maratona che durerà ancora parecchio.

Unica nota stonata la mancanza di italiane nei primi posti della gara femminile. Il ritiro della Console ha inciso parecchio, qualcuno ha parlato anche di una “Caporetto” della maratona femminile italiana. Certo non una bella figura.

Sono ormai le premiazioni, le battute conclusive di una giornata vissuta tra sport e storia per le strade di una Roma al servizio dei maratoneti per un giorno. E la cittadinanza ancora una volta ha risposto meravigliosamente, segno che la corsa su strada è in ottima salute e diverte.

Io e Mario svolgiamo gli ultimi giri in sala stampa, gli ultimi incontri di giornata ed i saluti ad atleti più o meno protagonisti. Ritrovo anche Linus, seduto scalzo a bordo prato, ha chiuso in anticipo al 32° per dolori ad un piede. Il bello della maratona è anche questo, lottare contro la fatica ed i dolori finchè possibile, al limite delle proprie capacità. Un bello che sempre più persone sembrano cogliere sulle strade di tutto il mondo. Arrivederci al prossimo anno.

Risultati:
Uomini
1 Mandango K. KEN 2h08’36
2 Caimmi D. ITA 2h09’28
3 Kipngetich KEN 2h09’58

Donne
1 Hladyr 2h25’44
2 Zousko 2h26’26
3 Adanech 2h27’38

Passaggi gara maschile:
5000m 15’05
10000m 30’05
15000m 45’15
21097m 1h03’58
25000m 1h15’58
30000m 1h31’24
35000m 1h46’25
40000m 2h02’32

Passaggi gara femminile:
5000m 17’24
10000m 34’44
15000m 52’07
21097m 1h13’26
25000m 1h26’54
30000m 1h44’13
35000m 2h01’21
40000m 2h18’17

fonte: Redazione Atleticanet

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