MONDIALI DI LINZ – LA GRANDE FESTA DELL’ATLETICA (DI V. FELICETTI)

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La grande festa dell’Atletica

Agli ultimi Campionati mondiali indoor di atletica leggera master, ho partecipato ed assistito ad una grande festa dell’Atletica. Alle ore 20.00 dell’ultimo giorno, il 20 marzo 2006, uscivo un po’ triste dall’Indoor Arena di Linz (Austria), perché, nel vedere la pista e le tribune vuote e deserte, mi venivano in mente le indimenticabili immagini di poche ore prima, quando, con le gare a staffetta, si concludeva una settimana di entusiasmo, di incredibili emozioni, di un’atletica in festa ed a colori. Quell’Atletica Master ad alto livello, che niente ha a che fare con quella dei giovani, dove le tribune sono deserte, poche le gare interessanti, noiosissimo l’ambiente.

Prima di tutto mi dispiaceva lasciare uno dei più begli impianti al coperto esistenti in Europa. L’Intersport Indoor Arena di Linz ha una bellissima pista sintetica semimobile (non velocissima a causa dei rettilinei un po’ corti…), tre piani, di cui il piano terra con palestra, servizi e locali massaggi; il primo piano con tribune circolari capienti, stands ed ampio bar; il secondo piano con il ristorante e le stanze tecniche. All’esterno un ampio tendone ventilato montato e smontato per l’occasione in tempo reale. Una struttura funzionale e completa, come non ne esistono assolutamente in Italia.

Se penso al nuovo palazzetto di Ancona di recentissima costruzione, ma monco in diverse sue componenti, come le tribune, insufficienti ad ospitare il pubblico di una manifestazione internazionale, con il bar ed i servizi inadeguati e senza spazi per il riscaldamento; se volgo lo sguardo a Nord, a Milano, una dei più importanti centri finanziari e commerciali d’Europa, che non ha un palazzetto indoor, posso solo fare un’ovvia ed amara considerazione:” Nel nostro caro paese, nella nostra Italietta, c’è povertà di idee e scarsa cultura dello sport, a patto che esso non si chiami calcio…

Più di tremila i partecipanti, giunti da ben 62 paesi, alcuni tanto lontani.
Tedeschi in massa (quasi un migliaio), così come numerosi per tradizione gli inglesi ed i francesi. Qualificata la partecipazione degli americani, venuti in Europa con i migliori atleti. Gli italiani, con più di trecento iscritti, hanno colorito ed allietato la manifestazione oltre che a vincere tantissimo.

Non intendo fare l’elenco dei campioni e delle medaglie (altri lo hanno già fatto benissimo). Rilevo solo che l’ufficializzazione della categoria M35 ha portato con sé innegabili vantaggi al movimento dei Masters, sia a livello nazionale che internazionale. Il livello atletico e tecnico è salito moltissimo e così si è assistito a gare di grande contenuto agonistico, con prestazioni vicine a quelle assolute.

Una crescita continua, che in queste manifestazioni internazionali assume i contorni di un irrefrenabile entusiasmo, di una sportività vera, di un calore umano che si esprime in relazioni, scambio di esperienze e nuove amicizie.

L’ambiente chiuso, accogliente e caldo di una struttura indoor, da un tocco magico di intimità, che sicuramente non si riscontra in uno stadio all’aperto.

Costante la presenza della FIDAL con tutti i componenti l’Area Master, assistiti dal sempre presente Claudio Rapaccioni (c’era anche un ottimo fisioterapista, Oriano Chelini, che ha risolto diversi casi di infortuni).

Riguardo la mia esperienza di atleta in questo Mondiale, posso solo dire di essermi divertito: ho vinto una medaglia d’oro nella staffetta 4×200 nella quale sono stati grandi i miei vecchi compagni: Rossi, Caso e Basellini e due medaglie d’argento, nelle mie gare dei 200m e 400m. Sono stato battuto da uno straordinario atleta americano, Bill Collins, ex olimpionico, capace di migliorare due records mondiali nei 60m e 200m. Gli è stato fatto subito il controllo antidoping ed uno dei miei sostenitori mi ha sussurrato che una sua eventuale squalifica mi avrebbe portato due titoli mondiali. Prego il Signore che ciò non si avveri, perché mi crollerebbe addosso un mondo che amo e che ritengo (a parte pochissimi, stupidi casi) serio e pulito.

Alle premiazioni degli atleti italiani, tutti cantavano (anche gli stranieri) il nostro inno nazionale uniti in un unico abbraccio d’amicizia.

Di tutto ciò niente, assolutamente niente sui quotidiani sportivi italiani…

Ma i Master li sostengo io, permettendomi di affermare senza alcun timore di essere smentito che:” NELLA NUOVA FRONTIERA DELLO SPORT, dove si assiste alle Olimpiadi a gare di Curling…L’Atletica rimane SEMPRE IL PRIMO SPORT, di una purezza assoluta”.

(Nella foto Vincenzo FELICETTI all'arrivo della 4×200 M55 – V.Felicetti)

fonte: Vincenzo Felicetti per AtleticaNet

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