INTERVISTA ALLA PRIMATISTA ITALIANA ALLIEVE NEL PESO, STEFANIA STRUMILLO

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Intervista a Stefania Strumillo, lanciatrice emiliana di ottimo livello, vincitrice del titolo italiano nel peso ai Campionati Italiani Allievi di Rieti dello scorso anno, vice-campionessa italiana indoor 2006 (sempre nel peso), che vanta anche una presenza in nazionale Juniores, per essendo ancora Allieva 2° anno.

– Cominciamo con la domanda più ovvia: sei soddisfatta della stagione indoor che si è appena conclusa?
Sono abbastanza soddisfatta, anche se ho il rammarico di aver perso il titolo italiano indoor per un solo centimetro. Purtroppo succede! Non ero psicologicamente pronta, forse perchè non gareggiavo dai Campionati Italiani di Rieti, o per l'eccessiva pressione dovuta al fatto che tutti si aspettavano che confermassi di essere la capolista in Italia nel peso. Ma in fin dei conti l'importante è stato riprendermi ai Campionati Italiani Assoluti, perché quella gara mi è valsa la convocazione in nazionale. E poi sono pienamente soddisfatta del nuovo personale ottenuto nell'incontro con Germania e Francia, era molto importante far bene in quell'occasione.

– Cos'è significato per te vestire per la prima volta la maglia azzurra?
Quando la mia allenatrice ha ricevuto la telefonata dal Responsabile Nazionale, io le ero proprio accanto; appena me lo ha detto pensavo fosse uno scherzo, non mi sarei mai aspettata una convocazione in nazionale junior; ero incredula ed emozionata. E' stato un grande onore vestire la maglia azzurra, si è realizzato un mio sogno e soprattutto ho ricevuto un grosso stimolo per andare avanti e migliorarmi.

– Ottenere il primato personale (13,36) a febbraio fa certamente ben sperare per la stagione outdoor 2006. Quali sono i tuoi obiettivi per quest'anno?
Senza dubbio ci sono le prospettive per una stagione outdoor tutta in salita, ancor di più perché ho raggiunto e superato il mio obiettivo per la stagione indoor, che era quello di lanciare 13,30, sebbene abbia saltato un mese di preparazione invernale per problemi di salute e per un viaggio in Inghilterra. Questo mi fa sperare per eventuali gare più importanti all'estero. I miei prossimi obiettivi sono piuttosto ambiziosi, ma sono sicura che rientrino nelle mie potenzialità. Quest'estate vorrei partecipare alle Gymnasiadi ad Atene, e magari ottenere altre convocazioni in nazionale in occasione degli incontri internazionali allievi e juniores di Bisceglie e Tunisi. Inoltre mi sembra scontato voler riconfermare il titolo italiano nel peso e magari esprimermi meglio nel disco, specialità alla quale mi sono avvicinata da poco. Per quanto riguarda il peso, il mio tecnico ed io speriamo di chiudere l'anno con un personale di almeno 14 metri.

– Quali sono i fattori che, secondo te, ti hanno portato ad ottenere in poco tempo grandi risultati? Pensi che in questo possa influire anche il rapporto con l'allenatore e con i compagni d'allenamento?
Certamente sono stati diversi i motivi che mi hanno portato a questa crescita così rapida; per prima cosa, ho messo la testa a posto, nel senso che mi sono imposta che, iniziando a praticare questo sport mi sarei impegnata al 100%, senza commettere sciocchezze; volevo iniziare subito con il piede giusto e con serietà, sapendo che sarebbe stato utilissimo per il mio futuro. Di sicuro anche il rapporto con l'allenatore è fondamentale, perché se non ci sono buoni rapporti non si lavora bene, difficilmente si trovano le soluzioni ai problemi, non si riesce a vivere l'atletica e l'agonismo con lo spirito giusto. Bisogna aver piena fiducia l'uno nell'altro, tanto che quando si rivela necessario l'allenatore deve avere capacità comprensive più di un genitore; è un rapporto molto particolare e delicato. Anche con i compagni di lavoro bisogna star bene, saper creare un giusto equilibrio nei rapporti, perché se l'ambiente è quello giusto, tutto riesce più facile e si raggiungono risultati di grande valore.

– Pratichi l'atletica da appena un anno e mezzo, ma sei già sulla buona strada per entrare a far parte dell'”ATLETICA CHE CONTA”. Quali sono i valori che questo sport è riuscito a trasmetterti finora e come concili questo impegno sempre più gravoso con le occupazioni quotidiane tipiche di un/una sedicenne (scuola, amici, famiglia, ecc)?
Da un anno e mezzo a questa parte sono cambiate molte cose; sono convinta che questo sport mi abbia fatto crescere molto, insegnandomi quotidianamente che con l'impegno, il sacrificio, la voglia di migliorarsi e la costanza si possono ottenere moltissime soddisfazioni. Quello dell'atletica è un ottimo ambiente per socializzare, per confrontarsi, per fare nuove amicizie che in alcuni casi crescono a dismisura, alimentate dal fatto che si è uniti dalla stessa passione.
Sicuramente è difficile conciliare tutti gli impegni, personalmente spesso mi vedo costretta a pianificare per bene l'intera settimana, anche perché mi trovo in una situazione piuttosto scomoda. Abitando in un paesino della provincia di Bologna, frequento la scuola a Ferrara, che è distante 30km, e almeno due volte alla settimana vado ad allenarmi a Bologna, anch'essa distante 30km. Passo molto tempo sul treno o sulla corriera, e agli amici riesco a dedicare solo il week-end. Devo ammettere che è un po' stressante, ma i sacrifici vengono ripagati.

– Per quale motivo secondo te, moltissimi adolescenti dai 14 ai 18/20 anni, dopo aver praticato l'atletica, in alcuni casi anche con ottimi risultati, preferiscono abbandonare? Dai loro una buona motivazione per continuare.
Anch'io mi sono posta spesse volte questa domanda e non sono riuscita mai a darmi una risposta precisa. Credo che in un periodo particolare della vita come l'adolescenza, le persone cambino, alcune si accorgono che non vogliono più fare sacrifici, quindi mollano tutto, smettendo di credere in quello che fanno. Altre volte si può decidere di abbandonare per la mancanza di soddisfazioni personali o perchè l'ambiente non appare più quello giusto. Sinceramente non lo so nemmeno io, la decisione di abbandonare l'atletica è molto personale e non si possono dare giudizi. Credo che una persona che considera davvero questo sport la sua passione, non lo possa abbandonare, perché dopo un po' diventa parte integrante della propria vita ed è difficile poterne fare a meno. A volte si attraversano dei momenti di crisi, ma bisogna cercare di superarli, e pensare che oltre ai sacrifici per ottenere risultati, dall'atletica si riceve tanto, prima di tutto il divertimento. Per il momento io continuerò, perchè oltre a divertirmi, voglio realizzare i miei sogni, e per fare ciò devo stringere i denti senza smettere mai di sorridere.

(nella foto, Stefania Strumillo in azione ai Camp.Italiani Allievi/e Rieti 2005)

fonte: Silvia Lovati

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