UN TECNICO ANGLOSASSONE IN TERRA D’EMILIA.

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Sassuolo è una piccola cittadina di 60.000 persone che spesso risalta alle cronache per vicende di che non le danno lustro, cronache a parte, nel piccolo mondo sportivo di questa cittadina emiliana su un campo di atletica da poco costruito vi è un gruppo di persone che quasi nell’ombra con passione e modestia, lavorano cercando di portare allo sport ed in special modo all’atletica tutti i ragazzi che possono.
Paolo Bicceri, è un insegnante di lettere appassionato di sport e d’atletica che sente di avere una marcia in più rispetto agli altri tecnici, anche perché non è sottoposto ai dogmi che circondano il mondo dell'atletica.
Iniziato all’atletica nel 1970 all’età di dodici anni, inizia nel 1978 ad allenare, il suo primo impegno è come tecnico nel salto in alto, arrivando, sempre per passione, ad approdare a tutte le altre discipline dell’atletica, nel 2000 va negli Stati Uniti all’università dell’Ucla e nel Santa Monica per studiare ed osservare tecnici e atleti della velocità americana, questo viaggio lo influenza moltissimo tanto da fargli affermare che si sente più un anglosassone che un tecnico latino, alla base di questa idea vi è una filosofia di vita che semplicemente vede l’atleta come principale attore, mentre l’allenatore seppur importante, viene dopo.
Alla luce dei suoi numerosi traguardi ci può dire il suo segreto? Bisognerebbe fare di tutto per cercare il bene dei propri atleti, invece spesso i nostri tecnici pensano di essere più bravi dei loro ragazzi, ho incontrato tecnici americani come Vin Lananna, allenatore alla Stanford University e tecnico di numerosi atleti olimpionici della nazionale statunitense, che girava semplicemente con una magliettina e un paio di bermuda, ed è persona disponibilissima ed affabile, i nostri tecnici invece spesso hanno la puzza sotto il naso ed è più facile incontrare e parlare con il Papa che con loro.
Come si comporta sul campo di gara e d’allenamento?
Non sono un crociato, non vado a cercare i ragazzi degli altri, non mi sento un missionario, afferma Paolo Bicceri senza perdere d’occhio uno dei suoi allievi, Alessandro Guazzi, mentre si sta allenando, “sono stato una decina d’anni lontano dall’atletica perché qui a Sassuolo non c’era un campo per allenarsi, prima ci si allenava su di un campo di calcio ed ogni giorno era una battaglia allenarsi, tutto il tempo in cui sono mancato l’ho dedicato per studiare l’atletica, nel 1998 il Comune di Sassuolo mi chiamò perché stava per costruire un campo di atletica, ma ci voleva un gruppo che lo animasse, così nel 2000 siamo ripartiti con La Delta Sassuolo un nome semplice, che viene da una figura geometrica, un triangolo, questa squadra ha nel suo organico una bella squadra giovanile, fatto che alcune società in regione iniziano ad invidiarci ma c’è ancora molto da fare, bisogna innanzitutto chiudere quel famoso buco di qualche decina di anni che ci siamo lasciati alle spalle.
Rispetto agli altri tecnici in cosa si sente diverso ?
Quando scrivo dei programmi d’allenamento, mi piace anche curarli dal punto ortografico, devono essere chiari e precisi, mentre ci sono molti tecnici che continuano a commettere errori ortografici nei loro programmi, lasciandovi immaginare quello che possono fare dal punto di vista tecnico (ndr) c’è un eccesso di specializzazione nella nostra atletica, spesso i ragazzi li bruciano prima di arrivare ai venti anni, chiarezza correttezza e sincerità sono alla base di ogni rapporto che si deve instaurare un modo come un altro per rispettare l’atleta e gli altri, altre cose non mi interessano.
Il presidente della Delta Sassuolo è Angelo Bicceri che ci racconta com’è rinata la Delta Sassuolo, partendo da quel primo Gennaio 1999, giorno in cui s’inaugurò la nuova struttura sociale.
Qual è la principale differenza tra la vecchia società e la nuova? Siamo passati dagli allenamenti in un vecchio sottoscala dello stadio di calcio Ricci, ad un impianto che ci ha permesso di cominciare a crescere, quasi come nel mito della Fenice sì è rinati dalle proprie ceneri, ogni settimana arrivano nuovi ragazzi che prendiamo a braccia aperte, abbiamo dei talenti come Mercati Enrico un dodicenne di belle speranze, o come Marco Corghi che ha fatto finora cose strabilianti, come correre i 300 metri in 36 netti o stabilire sui 200 metri 22 secondi e 96, Corghi è un atleta della categoria allievi che ha ancora delle grandi qualità inespresse. Novità in programma? Ora si aspetta la costruzione di un Tunnel una sorta di mini indoor di 120 metri di tre o quattro corsie che darebbe la sicurezza agli atleti di allenarsi al coperto senza farsi male nei mesi invernali, in questi mesi infatti c’è molto freddo ed è difficile allenarsi, Alessandro Guazzi, (tesserato per la CaRiRi Rieti) è una vera rivelazione dello sprint nazionale, è uno dei nostri atleti che ha più di tutti bisogno di allenarsi al coperto, perché ha avuto molti incidenti che gli sono occorsi prevalentemente per il freddo intenso in cui si è dovuto allenare. Guazzi è un po’ il simbolo degli atleti di Sassuolo, da Juniores ha corso i 200 metri in 21 secondi e 78 centesimi, nei cento ha stabilito 10 secondi e 78 e nelle liste Juniores dello scorso anno è secondo dietro il grande Andrew Howe, la medaglia di bronzo dei mondiali indoor di Mosca. La Delta Sassuolo è una squadra completa sia nel settore maschile che nel settore femminile ed è aperta anche allo sport per i disabili, per uno sport senza confini così come dovrebbe essere. La Delta è una società in cui si può parlare di musica di filosofia e d’ogni cosa che ci piace, in cui il motore principale è Paolo Bicceri, considerato un Sam Mussabini dell’atletica di Sassuolo (vedi il film momenti di gloria. Ndr), lui però rifacendosi ad un suo vecchio maestro, ama definirsi il Fernando Ponzoni dell’atletica di Sassuolo, Ponzoni è stato l’archetipo dell’allenatore, il Socrate dell’atletica, uno dei padri dell’atletica italiana e come lui Bicceri, vive solo per l’atletica.
Un sogno nel cassetto che magari ci può confessare?
Quello di avere un campo completo per coprire tutte le discipline dell’atletica, e vedere una maglietta della Delta su ogni pista e ogni pedana.

fonte: Atleticanet

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