KORIR SI IMPONE A ROTTERDAM. RECORD DI PARTECIPAZIONI A PARIGI

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La maratona di Rotterdam è stata veramente spettacolare. Negli ultimi chilometri Sammy Korir non ha lasciato spazio per nessuno, andando a vincere con 2:06:38, di parecchio davanti ai due inseguitori. La maratona di Parigi invece ha visto un record di presenze, 36.500 atleti a darsi battaglia per le strade della capitale francese. Hanno vinto l'etiope Gashaw Melese e, per le donne, la russa Irina Timofeyeva.

La gara maschile a Rotterdam è stata uno spettacolo davvero piacevole da vedere, di quelli che ti fanno chiedere per l'ennesima volta perchè tali gare siano visibili solo su canali particolari via satellite e non siano mai nei palinsesti delle televisioni via etere (come pure i Campionati Mondiali di nuoto in vasca corta che stanno passando completamente oscurati). Ma questa è un'altra storia…
Il tracciato di Rotterdam si è mostrato ancora una volta uno tra i più veloci del mondo. Quest'anno ben dieci atleti hanno concluso la gara sotto le 2 ore e 11 minuti, nonostante un vento che ha accompagnato per tutta la gara gli atleti, a volte ostacolandoli in maniera evidente.
Il gruppo di maratoneti, con lo scorrere dei chilometri, si è andato pian piano riducendo finchè i tre atleti favoriti, Sammy Korir, Charles Kibiwott e Paul Kiprop Kirui (tutti e tre keniani), si sono ritrovati fianco a fianco a combattersi le posizioni del podio. Al 40esimo chilometro Korir ha messo in chiaro chi fosse il più forte, allontanandosi in modo deciso ma con una corsa incredibilmente leggera. L'obiettivo era migliorare il record del tracciato di Felix Limo di 2:06:14, tuttavia questa meta è sfumata. Il secondo uomo più veloce del mondo in maratona (un secondo più lento di Tergat) si è dovuto “accontentare” di finire in 2:06:38.
Kirui (2:06:44) dalla seconda posizione stava scivolando pericolosamente indietro, ma negli ultimi 200 metri si è ripreso ed ha concluso davanti a Kibiwott (2:06:52) che invece aveva accusato problemi muscolari negli ultimi 5 chilometri.

La gara femminile invece aveva visto a metà gara un gruppo di quattro atlete fare da apri-pista: Mindaye Gishu, Helena Javornik, Tegla Loroupe e Viktoria Klimina. Proprio quest'ultima intorno al 30esimo chilometro si è staccata dalle altre tre. La successiva a perdere contatto è stata la Loroupe (già detentrice della migliore prestazione mondiale), mentre la Javornik è stata l'ultima a cedere allo strapotere dell'etiope: la Gishu ha staccato tutti intorno al 37esimo chilometro, ed è andata a vincere in 2:28:30.

A Parigi la gara maschile ha visto un gruppo di keniani dominare la gara, e, tra loro, l'etiope Gashaw Melese vincere davanti a tutti. La gara si è svolta su ritmi abbastanza sostenuti, soprattutto nelle prime battute. A dieci chilometri dall'arrivo erano sette gli atleti che ancora potevano giocarsi i gradini più alti del podio, con il detentore del record di Parigi, Michael Rotich, che arretrava in posizioni più modeste. Al 35esimo chilometro è arrivato l'attacco dell'etiope, che ha poi gestito in modo relativamente tranquillo il margine di vantaggio fino all'arrivo, raggiunto con il tempo di 2:08:00, poi corretto a 2:08:03. Questa è stata la prima vittoria per Melese in undici maratone corse; inoltre il tempo finale ha migliorato di molto il suo miglior tempo, passato da 2:09:24 a 2:08:03.

La gara femminile era stata guidata nelle prime battute dalla rumena Mihaela Botezan, seguita da vicino da Asmae Leghzaoui, marocchina alla prima esperienza in maratona. Questa inesperienza si è fatta sentire verso la metà gara, poichè la Leghzaoui si è dovuta ritirare dato che probabilmente aveva tenuto un ritmo superiore alle sue possibilità. A questo punto, con più di un minuto di vantaggio sulle inseguitrici, sembrava che la Botezan avesse davanti una facile vittoria. Niente di più sbagliato!
Le due russe Natalya Volgina ed Irina Timofeyeva si sono riportate addosso alla rumena intorno al 35esimo chilometro. La Botezan ha pagato una prima parte di gara più dispendiosa ed una situazione psicologica non facile, finendo in quarta posizione. Le due russe sono rimaste attaccate fino alle ultime fasi della gara: solo allo srint è stata la Timofeyeva a prevalere (2:27:22), 10 secondi davanti alla Volgina, che ha schiacciato il suo miglior tempo di 9:47 minuti!
Pamela Chepchumba, keniana, nonostante sia una specialista dei 5000m su pista, si è comportata egregiamente, finendo in terza posizione con 2:29:48.

fonte: IAAF

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