GATLIN TUONA: “IL MIGLIORE SONO IO”

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Justin Gatlin rivela le sue impressioni sulla stagione alle porte e sulla rivalità con Asafa Powell. Lo statunitense non sembra aver dubbi su chi sia davvero il più veloce del mondo, e su chi dominerà l’intera stagione.

9”77, un crono straordinario ancora negli occhi di tutti, una prestazione che riecheggia chissà quante volte nella testa di Asafa Powell, il talento giamaicano che lo aveva materializzato poco meno di un anno fa nel celebre impianto di Atene. Ma se per Powell è un dolce sogno da rivivere pacevolmente, di sicuro per l’americano Justin Gatlin quel tempo rappresenta la soglia di una felicità ancora da conquistare.

Una sorta di incentivo ad allenarsi e migliorare, per uno che negli ultimi anni, nonostante la giovane età, ha fatto incetta di titoli, impadronendosi di tutto il possibile e risultando già tra i migliori di sempre.

Ma il record mondiale manca, un tassello che potrebbe perfezionare una carriera invidiabile, una ciliegina sulla torta che potrebbe scaturire proprio nell’annata di “riposo” dalle grandi manifestazioni mondiali.

Gatlin è bellicoso in proposito, il record lo sente nelle gambe, anche se finora non si è mai concretizzata l’occasione giusta per piazzare il gran tempo.

E’ un Gatlin sicuro di sé quello che si è visto alla conferenza stampa di presentazione della sua stagione all’aperto. Si definisce superiore a Powell sia dal punto di vista fisico che mentale, e finora i fatti gli hanno dato ragione. Lo sprinter americano confida molto in questa stagione transitoria per l’attacco al record, per due motivi: ha ritoccato la partenza, guadagnando qualcosina nell’uscita dai blocchi, stessa cosa per la fase lanciata, più incisiva e ordinata.

Justin Gatlin è tornato poi sulle dichiarazioni di Asafa Powell dopo i mondiali di Helsinki, quando il giamaicano si era detto sicuro vincente se avesse corso la finale dei 100. La cosa non è stata digerita dallo statunitense, vincitore in entrambi i duelli diretti dello scorso anno e critico sull’inesperienza del suo diretto rivale, uno che finora ha vinto molto poco.

La metafora va subito ad un incontro di pesi massimi, in cui Gatlin si paragona a Cassius Clay, il re che si confronta con lo sfidante. Uno sfidante che ha già affondato un primo colpo a Melbourne, vincendo i Commonwealth Games, e dando l’impressione di essere tornato quello della scorsa primavera, con un 10”03 di elevato spessore per il modo in cui è maturato.

Ora si attende la risposta di Justin Gatlin, una risposta che arriverà non prima di maggio in Giappone, quando è prevista la prima uscita sui 100 del campione americano.
L’incontro è già iniziato, non resta che gustarsi i round che mancheranno alla conquista dell’agognato nuovo primato mondiale…

fonte: ESPN

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