BOSTON MARATHON PREVIEW

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Greg Meyer non corre più ma negli USA sono in tanti a ricordarlo ancora. Si, perchè fu proprio lui l'ultimo americano a vincere la Maratona di Boston. Era il 1983 e ci vollero esattamente 2h 09 per coprire da vincitore i fatidici 42km e 195mt (o 26 miglia e 385 yards se preferite). Da allora la Maratona di Boston, arrivata all'edizione numero 110 non ha più avuto il piacere di vedere un americano sul gradino più alto del podio.

Quest'anno l'appuntamento è per lunedì 17 e a rompere l'astinenza americana potrebbe essere Mebrahtom “Meb” Keflezighi, medaglia d'argento nella maratona olimpica di Atene dietro al nostro Stefano Baldini e accreditato di un personale di 2h 09' 56″. Meb è americano solo dal 1998 ma tanto basta. Il trentunenne eritreo è già abituato ad interrompere i lunghi digiuni: nel 2004 è stato il primo americano ad aver centrato una medaglia olimpica nella maratona dai tempi di Frank Shorter (1976).
Ma Boston è una grande maratona con grandi atleti e sono molti gli uomini in grado di correre veramente veloce. Il miglior accredito è per Wilson Onsare (secondo lo scorso anno) che vanta un personale di 2h 06' 47″; con lui, nel gruppo dei pretendenti alla vittoria abbiamo anche Robert Cheruiyot, William Kiplagat, Benjamin Maiyo, Hailu Negussie, Julius Ruto e Tesfaye Tola. Tutti questi atleti hanno un personale al di sotto delle 2h 09'.

Il tempo però a Boston ha un valore relativo, il percorso, tutt'altro che piatto, riserverà un bel po' di sorprese agli atleti in gara. Distribuire con intelligenza e buon senso sarà condizione necessaria per arrivare davanti.

In campo femminile l'assenza della quattro volte vincitrice Catherine Ndereba fornirà motivo di grande scontro tra Jelena Prokopcuka (vincitrice a New York) e la giapponese Reiko Tosa. Queste due ragazze, entrambe con personali al di sotto delle 2h 23' sono quelle accreditate dei migliori tempi; dietro di loro ci sono Rita Jeptoo, Olivera Jevtic, Zivile Balciunaite, Alevtina Biktimiorova e la nostra Bruna Genovese che in una gara dalle molte incognite potrebbe azzeccare la giornata giusta per il colpaccio. Boston è un percorso che le si confà: fu nona nel 2001, sesta nel 2002 e terza nel 2005. Questo potrebbe essere l'anno buono.

fonte: Dave Kuehls – IAAF / Barbara Huebner – Boston Marathon / Foto: Leo Kulinski jr.

ALLEGATO: ANet_news_Mappa_della_corsa_15.4.2006.zip (617 Kb)

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