MERRITT, ROBINSON E MCKINNEY: SONO LORO I MIGLIORI A WALNUT

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Edizione numero 48 caratterizzata dalla pioggia per le Mt Sac Relays, evento di quelli tradizionali per l’atletica a stelle e strisce, un vero “must” per le squadre universitarie, un’ occasione per l’esordio dei “pro”.
In una primavera californiana all’insegna delle precipitazioni da record anche la tre giorni di Walnut è stata condizionata dalle cattive condizioni climatiche. Per fortuna in coda di manifestazione, sabato 15 aprile, la situazione meteo è migliorata, e con essa sono arrivati anche i risultati di rilievo, a salvare la faccia di questa edizione sulla pista di Walnut.

Cominciamo dal salto in lungo femminile, in cui vale la pena annotare sul taccuino il nome di Akiba Mckinney, giovane studentessa americana allenata dal mitico Al Joyner. La ragazza dimostra di saperci fare, e sebbene fosse arrivata in gara con un personale di 6,59, è stata capace di atterrare a 6,83 e di piazzare una serie di salti tutti superiori al suo precedente primato. Di sicuro un talento da seguire, probabilmente ancora in via di maturazione ma che dà l’impressione di aver fatto un bel salto di qualità. Un avvertimento per la connazionale Madison e colleghe in vetta alle classifiche mondiali.

Sempre nei salti, ma in alto, Chaunte Howard si fa rivedere a quota 2 metri, fallendo i tre tentativi a 2,04 che le sarebbero valsi il record statunitense. Comunque una bella giornata per la simpatica saltatrice americana, finita per l’ennesima volta avanti ad Amy Acuff, seconda con 1,95.

Nella gara al maschile bella affermazione per Jesse Williams, atleta della Los Angeles University, già vincente con 2,20 la scorsa settimana alle Texas Relays. In California, a pochi chilometri dalla città natale, non ha deluso i parenti venuti ad assistere alla sua competizione, volando ad un eccellente 2,30, misura che va a sbriciolare il proprio personale. Dietro di lui nulla ha potuto un normale Jamie Nieto, non oltre i 2,27.

Non è da meno il mezzofondo, con una bella prestazione di Khadevis Robinson negli 800 metri: aiutato dalle lepri di circostanza, Robinson, 29 anni, agguanta la leadership mondiale stagionale chiudendo in un buon 1’44”98, e confermandosi il miglior ottocentista americano in circolazione, per la buona pace di David Krummenacker. Scendere sotto 1’45” di questi tempi potrebbe voler dire un gran tempo fra qualche mese nei meeting che contano.

Nella velocità nonostante le condizioni climatiche non fossero delle migliori, i diversi big presenti hanno fatto la loro figura. Tra questi ha avuto la meglio il più giovane dei presenti, LaShawn Merritt(nella foto), nell’anomalo ruolo di duecentista. Il forte talento del giro di pista ha addirittura sorpreso sulla distanza breve, quasi sembrando di voler rispondere a distanza al 20”37 siglato qualche settimana fa dal rivale Jeremy Wariner. Merritt ha chiuso in 20”23, migliore prestazione mondiale dell’anno, e tempo che gli consente di vincere il duello personale con Leonard Scott, solo terzo in 20”53, dimostrando di essere poco avvezzo a distanze superiori ai 100 metri. Buon secondo il giovane Chris Berrian nell’interessante tempo di 20”31.

Nel lungo maschile, in attesa che ritorni sua maestà Dwight Phillips, ci si accontenta della vittoria di Brian Johnson in 8,08 metri, con Bashir Ramzi secondo e non meglio di 7,85.
Nel triplo si distingue Aarik Wilson, in 17,10, mentre nel peso si ritrova a vincere il discobolo Jarred Rome, che per l’occasione spara la palla a 20,35, lasciando la vittoria nella sua specialità al canadese Jason Tunks in 63 metri precisi.

Toby Stevenson ancora non sembra aver ingranato la stagione, continuando a stazionare su misure tutt’altro che irresistibili. Vince la gara in 5,63, ma è parso ampiamente al di sotto delle sue possbilità, e di quanto fatto vedere in passato.

Finale di manifestazione coi botti, grazie alle staffette 4×100, che hanno visto la partecipazione dei vari Spearmon, Gatlin, Crawford e Gay.
Grandi nomi che hanno nobilitato la competizione, portando le rispettive compagini a risultati di assoluto valore.
Si è imposto su tutti l’Arkansas Track Club, quartetto composto da Spearmon, Gay, Armstrong e Kimmons, che ha chiuso in un notevole 38”19 che vuol dire anche il miglior tempo dell’anno. Secondo in 38”39 lo Sprint Capitol Team con Gatlin, Crawford, Martin e Norman.
In campo femminile ha dato spettacolo un altro quartetto di eccellenza costituito dalle nazionali Lee, Henderson, Perry e Felix, per un tempo finale di 42”93, che va a chiudere un altro weekend di grande atletica in pista.

Prossimo appuntamento per sabato 22 aprile con le Kansas Relays, che vedranno fra gli altri l’esordio stagionale di Maurice Greene.

fonte: IAAF,Foto: www.eastcarolinian.com

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