LA STORIA RACCONTA: EDWIN MOSES

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Nella storica prima edizione del Golden Gala del 5 agosto 1980 ci furono alcune sfide che, a causa del boicottaggio, non si erano potute svolgere alle Olimpiadi di Mosca.
E questo aveva sicuramente impedito a Edwin Moses di bissare il titolo olimpico vinto a Montreal nel 1976 sui 400 metri ad ostacoli. In Canada l’allora ventunenne aveva strabiliato il mondo andando a vincere la medaglia d’oro con il nuovo Record Mondiale (47”64) sostituendo doppiamente l’ugandese John Aki-Bua vincitore e primatista mondiale (47”82) a Monaco 1972.
I 70.000 spettatori dell’Olimpico romano poterono quindi ammirare per la prima volta un atleta capace di mantenere, per l’intera gara, 13 passi tra una barriera e l’altra.
Solo un mese prima (3 luglio) all’Arena di Milano Moses aveva frantumato il proprio Record Mondiale portandolo a 47”13, tre anni dopo il suo secondo Primato Mondiale (47”45).
La frequentazione delle piste italiane prosegue nel 1981 in occasione della terza edizione della Coppa del Mondo. A Roma Moses stravince (47”37) lasciando a 1”79 il secondo arrivato (il tedesco orientale Beck, campione olimpico a Mosca) aggiudicandosi anche questa prova dopo le prime due edizioni (1977 a Dusseldorf 47”58 e nel 1979 a Montreal 47”53).
Si arriva al 1983 e va in scena, ad Helsinki, il primo Campionato Mondiale.
E’ l’ennesimo trionfo per lo statunitense e sempre con grandissimi tempi: 47”50. Alle sue spalle cerca di contrastarlo (48”61) un altro straordinario atleta: Harald Schmid. Che è anche l’ultimo ad averlo battuto nel 1977. Nato nel 1957 il tedesco occidentale è, all’epoca, due volte Campione Europeo (Praga 1978 e Atene 1982) e per due volte ha migliorato il Record Europeo: nel 1979 a Torino in Coppa Europa (47”85) e nella finale degli Europei di Atene con un eccellente 47”48.
Schmid avrebbe dominato anche la scena mondiale nei 400 ad ostacoli se non ci fosse stato quel fenomeno di Moses!
Nel giorno del suo ventottesimo compleanno (31/8) Moses stabilisce il suo quarto Record Mondiale: a Coblenza vola a 47”02!
L’appuntamento per i due è per le Olimpiadi di Los Angeles 1984. Moses rivince il titolo olimpico (47”75) ma si affaccia alla ribalta un altro fortissimo americano, ha solo 19 anni, e precede Schmid nella volata per la medaglia d’argento (48”13 a 48”19). Il suo nome è Danny Harris.
In quegli anni Moses continua la sua straordinaria serie di imbattibilità.
Nel 1986 Schmid fa tripletta negli Europei di Stoccarda (48”65).
1987. A Madrid, il 4 giugno, dopo 122 gare consecutive Moses non vince!
Dopo 10 anni è il suo connazionale Harris a batterlo (47”56 a 47”69).
E si ritorna a Roma per i secondi Campionati Mondiali.
La fine dell’imbattibilità di Moses fa crescere ancora di più l’interesse per il giro di pista con gli ostacoli bassi!
In quel periodo Harald Schmid è il trascinatore della staffetta 4×400 della Germania Ovest che porta ai vertici internazionali, ma è anche un formidabile ottocentista!
Un paio di settimane prima dei Mondiali romani corre in 1’44”83!
Il 30 agosto sono in programma le 6 batterie dei 400 ostacoli. Nella prima Moses passeggia facilmente (49”03). Nella seconda Harris si impegna di più (48”74) e nella terza Schmid è tranquillissimo (49”28).
Il giorno dopo, 31 agosto, Moses compie 32 anni e si aggiudica la seconda semifinale in 48”38. Nella prima, invece, è Schmid a precedere Harris di un solo centesimo: 48”23 a 48”24.
1 settembre, il giorno della finale. L’attesa è enorme. Moses è in terza corsia, Schmid in quarta e Harris in quinta.
Al colpo di pistola Moses sembra un razzo! Pare sia partito per una gara dei 110 hs. La sua accelerazione è fantastica, cerca di guadagnare il più possibile vantaggio sugli altri. All’ultima curva è due metri avanti ad Harris mentre Schmid sembra più in difficoltà. Ma al nono ostacolo c’è il ritorno imperioso dei due mentre Moses sembra adesso rallentare. Al decimo ed ultimo ostacolo è ancora Moses ad essere leggermente in vantaggio e gli ultimi 40 metri sono da leggenda: tutti e tre sembrano cadere in avanti cercando di far precedere il proprio petto sulla linea del traguardo.
Un arrivo a tre che solo il fotofinish riuscirà a decifrare! Tre grandissimi atleti racchiusi in soli 2 centesimi! E’ la vittoria più sofferta di tutta la carriera per Moses: a lui la medaglia d’oro in 47”46. E per i suoi rivali lo stesso tempo: 47”48. Ma l’argento va ad Harris. Per Schmid la medaglia di bronzo e, dopo cinque anni, va ad eguagliare il proprio Record Europeo.
Una delle gare più belle ed emozionanti di tutta la storia dell’Atletica!
Un arrivo molto simile alla finale olimpica di Roma 1960, e quindi nello stesso luogo, dei 400 metri uomini dove piombarono insieme sul filo di lana l’americano Otis Davis e il tedesco Karl Kaufmann tutti e due con il Primato Mondiale (44”9)!
Il risultato della finale mondiale è completato dal quarto posto dello svedese Nylander (48”37), dal quinto del senegalese Dia Ba (48”37), dal sesto del nigeriano Amike (48”63), dal settimo del britannico Akabusi (48”74) e dall’ottavo posto dello spagnolo Alonso (49”46).
Questa è l’ultima grande vittoria nella carriera di Edwin Moses, il più forte specialista dei 400 metri ad ostacoli di sempre, uno degli atleti più grandi nella Storia dell’Atletica.

fonte: Redazione Atleticanet – Mario Biagini – Foto sporting-heroes.net

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