LIMO VINCE A LONDRA, PER BALDINI QUINTO POSTO E RECORD ITALIANO

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Contro ogni pronostico della vigilia il keniano Felix Limo è andato a vincere ieri la Maratona di Londra con il buon tempo di 2:06:39, solo due secondi meglio del connazionale Martin Lel, che è stato inesorabilmente battuto allo sprint. In campo femminile, invece, nessun ribaltamento di programma, con l’americana Deena Kastor che è andata a dominare la sua gara, riuscendo anche nell’obiettivo di scendere sotto il muro di 2:20 con il suo 2:19.36.

Nella gara maschile le scintille previste alla vigilia non sono tardate ad uscir fuori, infatti già dai primi chilometri l’andatura è stata mantenuta a ritmi vertiginosi dal gruppetto di testa, composto da una dozzina di unità. Il ritmo infernale, imposto soprattutto dalle lepri Fabiano Joseph and Paul Kimugul, ha portato i battistrada ad un passaggio alla mezza maratona al folle tempo di 62:33 quasi 30 secondi sotto al passaggio per il record del Mondo. Ma dal trentesimo chilometro, quando cioè il compito delle lepri è terminato, sono si sono visti i primi segni di cedimento, a cominciare dal marocchino Jaouad Gharib e l’americano Khalid Khannouchi che si sono staccati. Subito dopo, però, è iniziato un altro tipo di gara, molto tattica ed nervosa, così l’andatura è scesa drasticamente, favorendo, così, il ritorno di Khannouchi nel gruppo di testa. Dopo un po’ di studio reciproco, l’iniziativa è stata presa dal keniano Martin Lel che, insieme al connazionale Felix Limo, è riuscito ad andarsene a 5 km dall’arrivo. Il sudafricano Hendrick Ramaala ha provato invano a raggiungere i fuggitivi, mentre l’etiope Haile Gebrselassie desisteva completamente dalla lotta per la vittoria. A questo punto ha preso vita la tattica vincente di Limo che, dopo essere stato staccato da uno strappo all’andatura di Martin Lel, ha atteso pazientemente il momento giusto per reagire. Così, nell’ultimo chilometro, Felix Limo ha allungato il passo, raggiungendo e battendo allo sprint il connazionale, che troppo aveva speso nelle precedenti azioni.
Gara a parte è stata quella del nostro Stefano Baldini, che ha rispettato la sua intenzione di fare gara regolare per raccogliere in fondo i reduci dell’andatura infernale imposta nella prima parte. Per lui la rimonta è cominciata al trentesimo chilometro, quando ha saputo incrementare il suo ritmo anziché mollare. Il finale gli ha regalato un ottimo quinto posto, con il tempo di 2:07:22, nuovo record italiano della distanza di ben 7 secondi.

Tra le donne, invece, la gara è stata a senso unico come da pronostico. Infatti, dopo un inizio su un buon ritmo imposto dalle lepri Henry Targus e Mike McKeeman, il gruppetto di testa si è andato via via scremando. Al passaggio alla mezza maratona in 1:09:48 solo la keniana Susan Chepkemei è riuscita a tener testa alla campionissima americana Deena Kastor. Al venticinquesimo chilometro, però, anche la Chepkemei ha dovuto desistere dall’impresa, subendo quindi il ritorno della russa Lyudmila Petrova. Poco dopo il compito delle lepri è terminato, ma la Kastor ha continuato tenacemente a mantenere stabile l’andatura, nonostante fosse sola al comando senza punti di riferimento. Intanto dietro continuava la rincorsa del gruppetto di Petrova, Berhane Adere e Galina Bogomolova nei confronti della Chepkemei, che è stata raggiunta a poco più di un chilometro dal termine. Il finale ha visto Deena Kastor concludere la gara al primo posto in 2:19:36, quarto prestazione di sempre, mentre al secondo posto è arrivata la russa Lyudmila Petrova, aiutata da una condotta di gara più prudente della keniana Susan Chepkemei, finita al terzo posto. L’etiope Berhane Adere, al suo debutto in una grande maratona, ha concluso al quarto posto in 2:21:52, nuovo record nazionale, mentre solo un settimo ed un nono posto per Constantina Dita e Margaret Okayo, le uniche che sulla carta potevano impensierire la dominatrice di questa Maratona di Londra.

Per concludere si può dire che come ogni anno la classica più attesa della primavera ha regalato agli spettatori emozioni dall’inizio alla fine e, nonostante qualche delusione da parte dei nomi più attesi, i migliori non hanno tradito la promessa di combattere fino all’ultimo per la vittoria.

Risultati:
Uomini
1. Felix Limo (KEN) 2:06:39
2. Martin Lel (KEN) 2:06:41
3. Hendrick Ramaala (RSA) 2:06:55
4. Khalid Khannouchi (USA) 2:07:04
5. Stefano Baldini (ITA) 2:07:22
6. Rogers Rop (KEN) 2:07:34
7. Hicham Chatt (MAR) 2:07:59
8. Jaouad Gharib (MAR) 2:08:45
9. Haile Gebrselassie (ETH) 2:09:05
10. Evans Rutto (KEN) 2:09:35

Donne
1. Deena Kastor (USA) 2:19:36
2. Lyudmila Petrova (RUS) 2:21:29
3. Susan Chepkemei (KEN) 2:21:46
4. Berhane Adere (ETH) 2:21:52
5. Galina Bogomolova (RUS) 2:21:58
6. Mara Yamauchi (GBR) 2:25:13
7. Constantina Dita (ROM) 2:27:51
8. Salina Kosgei (KEN) 2:28:40
9. Margaret Okayo (KEN) 2:29:16
10. Eri Hayakawa (JPN) 2:31:41

fonte: IAAF

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