4X400 DI FUOCO A PHILADELPHIA, SI RIVEDE ASAFA POWELL

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Nelle Penn Relays, farcite di nomi illustri anche quest’anno, spicca la gara combattuta nella staffetta del miglio, con i migliori in circolazione a contendersi la vittoria. Giallo in 4×100 per Gatlin & co.

Erano in 49771 gli spettatori sulle tribune dello stadio di Philadelphia, tutti per le Penn Relays, per ammirare gli idoli dell’atletica leggera statunitense. Stadio riempito in ogni ordine di posti, un colpo d’occhio da fare invidia anche a molti incontri di calcio della Serie A qui da noi.

Ma le Penn sono davvero da considerarsi un monumento per l’atletica americana, basti pensare che quell di quest’anno è stata l’edizione numero 112, un vero record per una manifestazione che coinvolge ogni anno migliaia di giovani di tutte le categorie, con l’invito aperto anche agli idoli dell’atletica professionistica.

La giornata di sabato è quella riservata ai “pro”, staffette soprattutto, inserite nell’incontro “USA vs World”, titolo megalomane ma efficace.

A sorpresa fa capolino anche il recordman giamaicano Asafa Powell. Prenota la sua presenza sui 100 metri, prova secca che non affronta dai Commonwealth Games di Melbourne, dove aveva dato prova di essere tornato ai suoi livelli. Nel pomeriggio di Philadelphia, Powell non è da meno: parte molto bene dai blocchi, non apre neanche la falcata più di tanto, si impone in un facile 10”10, e lascia un bel biglietto da visita alla tribù di velocisti statunitensi ad assistere dai campi di riscaldamento.

La giornata è appena iniziata e già si prospetta un pomeriggio ricco di emozioni. Emozioni che arrivano davvero nel corso del pomeriggio ad opera dei tanti campioni in gara, alcuni dei quali già in ottima condizione.

Bella gara davvero quella in 4×400 uomini. USA Red, USA Blue, Giamaica e Resto del Mondo, sono le quattro squadre farcite di campioni e campioncini pronte a contendersi la vittoria. Particolarmente nutrite le compagini statunitensi, praticamente con i migliori ad esclusione di Jeremy Wariner. C’è anche Tyree Washington pronto a riscattare il capitombolo dello scorso anno sempre nella stessa gara. Stavolta il veterano del giro di pista non sbaglia, fascetta alla fronte, interpreta al meglio la sua prima frazione, chiude bene e porta al comando il team USA Red, seguito come un’ombra da Michael Blackwood per la Giamaica. Nella seconda frazione le carte si mescolano, Derrick Brew dissipa pian piano il vantaggio costruito da Washington e tornano sotto la Giamaica con Sanjay Aire e la squadra USA Blue con Andrew Rock.
Arrivano alla zona cambio in tre, sulla stessa linea, rossi, blu e giamaicani, pronti a far scattare rispettivamente Otis Harris, Kerron Clement e Duwayne Barrett. A distanza il Resto del mondo con Serrydan Kirk di Trinidad.

Equilibrio anche per la terza frazione, sarà l’ultima a decidere chi vince la gara. Uno contro l’altro Darold Williamson per i Blu e Wallace Spearmon per i Red. Un duello per palati fini, una proiezione nel futuro di quella che potrebbe essere una sfida in chissà quale grande finale mondiale di 400.
La spunta proprio sotto il traguardo il duecentista Spearmon, anticipando di quel poco Darold Williamson e compagnia, dimostrando di possedere già nelle gambe un gran giro di pista. Vince USA Red in 3’00”09, seconda USA Blue in 3’00”13, seguono Resto del Mondo e Giamaica, rispettivamente in 3’00”56 e 3’00”83. Da segnalare la migliore frazione di giornata di Darold Williamson in 44”5.
In campo femminile la squadra americana blu non ha rivali: si impone con ampio margine su tutte chiudendo in 3’23”51. Buone le frazioni delle componenti Lashinda Demus, Monique Hennagan, Monique Henderson e Sanya Richards, su cui spicca proprio il 49”8 di quest’ultima, tempo che, sebbene impreciso, va a confermare la superiorità attuale nei propri confini della ragazza allenata da Clyde Hart.

Niente di eccezionale per la tanto attesa 4×100 con Justin Gatlin e Leonard Scott, se non per il giallo che ha fatto oscillare la vittoria fra le prime due compagini arrivate al traguardo. Ciò che si verifica sul campo è che Tyson Gay, Leonard Scott, Shawn Crawford e Justin Gatlin, portano facilmente la squadra blu alla vittoria in 38”33, con notevole distacco dalle altre compagini. Dopo una manciata di minuti il primo colpo di scena: arriva l’ordine di arrivo con la squalifica dei primi e conseguente vittoria per la squadra seconda arrivata, USA Red composta da Anthony Buchanan, Ernest Wiggins, Jason Smoots and Marcus Brunson. I quattro festeggiano mentre si ricontrolla il cambio fra Scott e Crawford, finito fuori settore a detta dei giudici. Le immagini videoregistrate segnalano che non c’è stato errore, e dopo qualche minuto viene ristabilito l’originario ordine di arrivo, a rinvigorire il blasone dei migliori.

4×100 donne con Latasha Colander, Rachelle Boone Smith, Lauryn Williams e Muna Lee che portano alla facile vittoria la squadra blu nel tempo di 42”81. Grande soddisfazione a fine gara per tutte, particolarmente soddisfatte per la buona riuscita dei tanto temuti cambi.

Per il resto da menzionare il record americano siglato dalle ragazze della Stanford nella 4×1500. 17’18”63 il tempo, ottenuto dal quartetto composto da Amanda Trotter, Lauren Centrowitz, Katy Trotter e Arianna Lambie. Tutte giovani, tutte possibili promesse di un mezzofondo americano che ancora ricorda con nostalgia le imprese in patria di Mary Decker.

fonte: ESPN, IAAF

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