MEETING INTERNAZIONALE DI DAKAR

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Dakar – Dopo un inizio molto speciale con la gara del lancio del peso sull'isola di Gorée venerdì 28, il meeting IAAF svoltosi a Dakar è tornato sulla terraferma ed è proseguito allo stadio Leopold Senghor.

Nel lancio del peso il campione del mondo in carica Adam Nelson conferma la sua supremazia con 21.28 metri ottenuti al primo lancio a Gorée, lancio che gli dà ben 47cm di vantaggio sul suo compatriota nonchè campione del mondo indoor Reese Hoffa che lancia 20.81 alla terza prova. Questa era indubbiamente una delle gare più attese del meeting, data la partecipazione dei due campioni del mondo e l’ambientazione simbolica sull'isola di Gorée, uno dei centri nevralgici della tratta degli schiavi per oltre trecento anni. La folla su Gorée era una goccia se comparata all'oceano di persone presente allo stadio di Dakar, ma l’ambientazione era qualcosa di davvero molto speciale. “Questo è stato certamente uno dei luoghi più insoliti io cui io abbia mai gareggiato”, ha affermato Adam Nelson, “le persone, la storia e il posto stesso sono estremamente suggestivi. Io adoro competere nei piccoli centri come questo, che permettono agli spettatori di apprezzare realmente quello che noi atleti facciamo, ci permette di interagire con loro, e ci dà una grande carica per ottenere risultati sempre migliori”. “E’ assolutamente fantastico, l'oceano era un set sorprendente per il lancio del peso ed io amo i fans, sono loro che m’invogliano a dare il massimo nei lanci. Gareggiare in uno stadio è diverso, qui noi eravamo sempre al centro dell’attenzione e questo ha reso la gara molto più divertente”.
Poi, facendo visita alla casa dove gli schiavi venivano tenuti prima di essere “venduti” ai loro proprietari, ha aggiunto “Non avevo idea di cosa avrei trovato qui. Sono contento di aver avuto questa opportunità, sicuramente racconterò tutto a mia moglie al mio rientro”.

Allo stadio Senghor, nelle gare di velocità maschili, la possibilità del ghanese Aziz Zakari di raddoppiare vincendo sia i 100 che i 200, è stata annullata in entrambi i casi. Nei 100, è stato il nigeriano Emedolu Uchenna a superare per primo il traguardo con il crono di 10”26, lasciando ad Aziz Zakari solo il secondo posto con 10”33. Terzo Joshua Norman (Stati Uniti) con 10”40.
Nel mezzo giro, Zakari corre in 21”42 e viene superato da ben tre avversari, Jaysuma Saidy Ndure (Gambia) e Sherwin Vries (Sud Africa) che avendo corso entrambi in 20”89, si affidano al fotofinish e ad una differenza di pochissimi millesimi, e dall’olandere Caimin Douglas che ottiene 21”22.

I 400 hanno tenuto gli spettatori col fiato sospeso; la gara si è decisa negli ultimi metri con la vittoria di Nagmeldin Ali Abubakr del Sudan che sale sul gradino più alto del podio con 46”14. Gli succedono James Godday, nigeriano, con 46”41, e Young Talkmore Nyongani (Zimbabwe), terzo con 46”54.

Nei 110 con barriere, lo statunitense David Oliver vince col tempo di 13”60, secondo dopo un recupero durato fino all’ultimo ostacolo il brasiliano Anselmo Da Silva e il sudafricano Frikkie Van Zyl, che chiudono rispettivamente con 13”75 e 13”84.
Una tranquilla gara di 400 ostacoli, ha visto invece la vittoria di Ibrahim Maiga (Mali), con 50”15.

Negli 800 metri, Cosmas Rono (Kenia) ha preso la subito la testa della gara e nonostante lo sprint degli altri atleti al suono della campana dell’ultimo giro, è stato capace di mantenere la prima posizione, vincendo quindi anche la volata finale e chiudendo la strada a Glody Dube e a Suleiman Simotwo, entrambi provenienti dal Botswana. Rono chiude in 1’47”69, dopo aver percorso gli ultimi 400 metri in 52”92, Dube ottiene 1’47”94 e Simotwo 1’48”00.

Ancora un keniano s’impone nei 3000 metri, Shadrack Korir, che con 7’49”25 precede di poco meno di un secondo Tareq Mubarak Thaer (Brunei) che chiude in 7’50”31. Korir attualmente può considerarsi uno dei più veloci al mondo sulla distanza.

Tra gli altri concorsi maschili svoltisi normalmente allo stadio, la gara di salto in lungo ha offerto grande spettacolo, grazie all’algerino Issan Nima che ha deciso le sorti della gara all’ultima prova con un salto di 8,15 metri, dando un margine di soli 2 centimetri al secondo, il marocchino Yahya Berrabah.
Ottima prestazione per l’azzurro Nicola Trentin che ottiene un soddisfacente terzo posto, saltando 8,12. Peccato però che tale risultato non potrà essere normalmente omologato a causa del vento superiore alla soglia consentita (+ 2,5).

A causa di un forfait dell’ultimo minuti del tedesco Tim Lobinger, Okkert Britts era il favorito nel salto con l’asta. Il sudafricano però non è ancora in perfetta forma fisica ed abbandona la pedana senza aver nemmeno superato la misura d’apertura, con l’asticella a 5,40 metri. Si aggiudica quindi la gara Fabian Schulze (Germania) con 5.50; secondo il compatriota Lars Borgeling che, fallendo i tre tentativi a 5,50, chiude con 5,40. Schulze ha tentato anche il personale, tentando, invano, di superare l’asticella a 5.71. Giunge terzo lo sloveno Jurij Rovan con 5,30.

Negli sprint femminili, la camerunense Delphine Atangana, pur senza ottenere la doppietta, ha certamente più successo di Aziz Zakari. Si aggiudica infatti i 100 con 11”34, seguita da Amandine Allou della Costa D'avorio in 11”50 e da Vida Anim (Ghana) nel 11.51. Nei 200 però, con 23”48, la Antangana è costretta ad accontentarsi del secondo posto, superata da Fabienne Feraez (Benin) che corre in 23”43. Vida Anim giunge nuovamente terza ottenendo il crono di 23”51.

Come nella corsa maschile, il ritmo dei 400 donne era più lento del solito, molto probabilmente a causa della forte umidità (71%). Christy Ekpukhon (Nigeria) vince in 53”05, le segue Amantle Montsho (Botswana) in 54.09 e Angela Morosanu (Romania) in 54.17.

Mihaela Stancescu Neascu, staccandosi immediatamente dal gruppo, vince con tranquillità gli 800 in 2’02”89. Seconda e terza le keniane Faith Macharia e Caroline Chepkwony che ottengono rispettivamente 2’05208 e 2’07”44.

La rumena Adelina Gavrila chiude la gara del salto triplo saltando alla prima prova 14.16. Il secondo posto va alla bielorussa Natalia Safronova con 13.96, solo 6 centimetri migliore della slovacca Dana Veldakova.

L’evento finale per quanto riguarda le gare femminili è stato il lancio del giavellotto che ha visto la danese Christina Scherwing vittoriosa con 61,40 ottenuti al secondo lancio. Seconda con un distacco non indifferente, Felicia Tilea-Moldovan (Romania) che scaglia l’attrezzo a 58.52m al secondo tentativo; peccato per i due nulli finali che potevano molto probabilmente regalarle un risultato migliore.
L’astro nascente della nazionale italiana Zhara Bani lancia 57,66m aggiudicandosi il gradino più basso del podio.

Sebbene sembri che le prime uscite internazionali della stagione siano un po’ deludenti, quello che renderà realmente memorabile questo primo meeting IAAF in Africa sarà l’atmosfera sorprendente all’interno dello stadio. Il tifo dei tantissimi spettatori arrivava agli atleti, e si trasformava in energia pura. Lo stesso Fabian Schulze, dopo la sua gara (il salto con l’asta), ha affermato: “Io ho gareggiato di fronte alle grandi folle della Golden League IAAF a Berlino, ma qui è completamente diverso! L'appoggio della folla è semplicemente fantastico.”

Il meeting di Dakar quindi lascia tutti soddisfatti, soprattutto coloro i quali nei giorni immediatamente precedenti alla manifestazione si preoccupavano perché non andassero sprecati tutti i capitali investiti. La risposta del pubblico è stata grandiosa e, malgrado diversi forfait dell’ultimo minuti da parte di alcuni atleti di alto livello, non sono mancate le buone prestazioni e i momenti avvincenti. Il Senegal merita fiducia, e certamente non ha deluso neppure Lamine Diack, spettatore d’eccezione delle gare, presente allo stadio in qualità di cittadino senegalese, prima ancora che come Presidente dell’IAAF.
Rimane impressa nella memoria la frase di Momar Mbaye, presidente della federazione senegalese, che, durante la conferenza stampa antecedente al meeting, ha affermato: “E’ un momento storico per l’atletica senegalese.”
Noi ce lo auguriamo tutti, e speriamo che un giorno anche l’Africa possa vantarsi di ospitare una delle riunioni internazionali di atletica più prestigiose al mondo.

(nella foto, Adam Nelson in azione sull'isola di Goree)

fonte: IAAF / allAfrica.com

ALLEGATO: ANet_news_risultati_dakar_1.5.2006.rar (8 Kb)

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