MARION JONES C’È: 11”06 SUI 100 IN MESSICO. ASAFA POWELL SI NASCONDE A SANTO DOMINGO

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L’americana va forte nel meeting messicano di Veracruz e conferma di essere sulla buona strada per tornare quella di un tempo. Sempre in Messico, a Xalapa, bel duello Guevara-Williams. A Santo Domingo è delusione per Felix Sanchez e Asafa Powell, che però dichiara:9”60!.

La quiete dopo la tempesta. Una situazione che Marion Jones avrà pensato di vivere il passato inverno, durante il primo vero periodo di preparazione dopo la gravidanza, lo scandalo Balco, il divorzio da Tim Montgomery e le infinite polemiche che ne hanno caratterizzato la sua esistenza negli ultimi due-tre anni sia in pubblico che in privato.

Finalmente il periodo buio sembra ormai giunto al tramonto. La Jones in un’intervista risalente all’inverno appena trascorso aveva confermato di rivivere le sensazioni di un tempo, di essersi tornata ad allenare con regolarità ed obiettivi chiari, di aver ritrovato serenità ed il piacere di allenarsi in pista.

Ora arrivano i primi responsi dal campo, incoraggianti, significativi e quanto mai desiderati da un’atleta che vuol tornare nell’Olimpo dell’atletica leggera. L’occasione è stata il meeting di Veracruz in Messico, la prima uscita stagionale sui 100 metri per la Jones, il prim vero test dopo la terribile debacle del recente passato.

Marion corre spalla a spalla contro Torri Edwards, poi va via in progressione, lasciando intravedere più di un barlume di quelle capacità che l’avevano contraddistinta nel periodo d’oro della sua carriera. Chiude la gara in un notevole 11”06, secondo miglior tempo dell’anno, due centesimi peggio di Allyson Felix, decisamente meglio dell’inseguitrice e surclassata Torri Edwards, 11”30 per lei.
E’ la migliore prestazione della Jones dal 2004, è il segnale della ripresa di un’atleta che ancora crede nel ritorno al vertice. Un risultato vero quello della Jones, alla luce anche dell’indicazione dell’anemometro di -0,5 m/s.

Da un’atleta che ritorna, a due atlete sempre presenti negli ultimi anni. Ana Guevara e Tonique Williams-Darling, le due acerrime rivali del giro di pista erano di fronte nel meeting di Xalapa, un’altra località messicana. L’entusiasmo del pubblico per la fuoriclasse di casa si fa più pacato al termine della gara, vinta dalla bahamense Williams. 50”28 contro 51”50 il tempo delle due, ancora distanti dalla forma migliore, ma sulla buona strada, con la Williams che lima circa un secondo dalla prima uscita stagionale. Ora il prossimo scontro è previsto al Prefontaine Classic di Eugene tra un paio di settimane, intanto va dato il giusto riconoscimento a due atlete che mai si sono tirate indietro dalle sfide dirette.

Nello stesso meeting ha rimesso le ali l’americano Dwight Phillips nel lungo. Salto ad 8,30 per vincere la gara ed iniezione di fiducia dopo le prime uscite non certo sensazionali nella velocità.
LaShawn Merritt fa pratica con i 200 che copre in 20”18, portandosi a pochi centesimi dal fenomeno Usain Bolt. Il Messico sembra far parecchio bene anche a Gary Kikaya. Il quattrocentista piazza un ottimo 44”72, dimostrando di essere presente all’appello per i migliori del mondo.

Deluso di giornata è invece Allen Johnson, che buca la gara dei suoi 110 hs. Urta un ostacolo, perde l’equilibrio e da primo che era finisce al traguardo in ultima posizione. Vince il connazionale Robby Hughes con un buon 13”26.

Da un deluso ad un desolato, si tratta di Felix Sanchez nel giorno del meeting organizzato in un suo onore a Santo Domingo, in Repubblica Dominicana. Sanchez si rivede in una gara in patria dopo il brutto infortunio e la conseguente operazione chirurgica che lo avevano costretto ai box negli ultimi mesi. Per lui erano sugli spalti 5000 spettatori, desiderosi di ammirare sui 400 ostacoli il loro campione olimpico, alla prima uscita nella sua specialità quest’anno.

Felix dà il massimo in gara, transita forte al passaggio sui 200, è in testa, la sensazione è che sia tornato “superman”, quando improvvisamente, all’imbocco dell’ultimo rettilineo, il “crack” del campione: gli altri si allontanano imprendibili, lui rimane lì, si contorce a terra per un piede che dà dolore e per un’altra stagione che potrebbe andare in fumo. Esce dallo stadio in lacrime, con gli avversari attorno a lui ricordandogli che rimane comunque il migliore e che si riprenderà in fretta. In effetti il suo manager dopo il controllo medico, rassicura tutti sui tempi di recupero che dovrebbero essere di 10 giorni, per un infortunio che già aveva dato segni di presenza un paio di settimane fa.

Se Sanchez vestiva i panni del padrone di casa, il più atteso era però Asafa Powell, in gara proprio il giorno dopo essere stato spodestato dal trono di recordman mondiale ad opera dello statunitense Justin Gatlin. Attese vane anche in questo caso per le migliaia di presenti. Powell preferisce non presentarsi sui 100, partecipando solo alla staffetta 4×100 con i suoi compagni di Giamaica, tra i quali Michael Frater. 38”74 il tempo finale per i caraibici che vincono la gara ai danni di una squadra statunitense composta da Scles, Edwards, Miller e Bramlett.
Nell’intervista a fine gara Powell, incalzato dai giornalisti sul fresco record mondiale di Gatlin, dichiara di volersi riprendere il record il prima possibile. E’ in gran forma, come mai è stato nella sua vita, e potrebbe essere in grado di correre i 100 in un tempo prossimo ai 9”60, rispondendo per le rime alle dichiarazioni dell’americano di poter arrivare a 9”73.
Sale così l’attesa per il primo scontro diretto di stagione, quello di Gateshead in Inghilterra ai primi di giugno.

fonte: ESPN, IAAF; Foto:IAAF

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