RISPETTATI I PRONOSTICI ALLA COPPA DEL MONDO DI MARCIA

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Concluse le due giornate di gare dove si sono sfidati i migliori marciatori del mondo, per la 22esima Coppa del Mondo di marcia.
Rispettati tutti i pronostici che si erano prospettati ad inizio gare, incluso il netto predominio russo che ha oscurato tutti gli altri, con l'eccezione della 20km maschile dove ha vinto Fernandez.

20km maschile

Cominciamo proprio da questa gara. Il nostro Ivano Brugnetti non ha reagito bene alle aspettative che si avevano su di lui e, dopo una gara piuttosto in ombra, ha conlcuso al 15esimo posto. E' stato invece lo spagnolo Francisco Javier Fernandez, allenato, ricordiamolo, dal grande Robert Korzeniowski, a vincere ed a dominare la gara.
Il ritmo è stato fin da subito altissimo, spinto dal cinese Yucheng Han a ritmi da record del mondo per il primo paio di chilometri. Quando la sfuriata del cinese è rientrata è stato l'australiano Nathan Deakes, reduce da una doppia medaglia d'oro ai giochi del Commonwealth, a raggiungere Fernandez alla testa della gara. Tuttavia l'australiano ha perso lentamente il vantaggio che aveva sul gruppo inseguitore, ed intorno al 12esimo chilometro è stato ripreso.
Lo spagnolo invece non ha accennato mai ad un rallentamento. Il chilometro più lento, 4:02, è arrivato al 17esimo, quando ormai la gara era saldamente nelle sue mani.
Neanche il detentore del record del mondo Jefferson Perez è riuscito a porre una benchè minima opposizione allo strapotere dello spagnolo, ma è rimasto sempre nel gruppo. Dopo uno sprint nell'ultimo chilometro con il cinese Han è riuscito tuttavia ad ottenere un secondo posto. Alle spalle del cinese, Hatem Ghoula, un tunisino di grande esperienza che al momento non segue i programmi di alcun allenatore, strappava il quarto posto all'australiano Deakes che, ormai esausto, si è dovuto accontentare del quinto posto.
L'Italia, pur se nelle retrovie ha lasciato qualche cosa di buono da ricordare, in particolare la prestazione del giovane Giorgio Rubino che da esordiente ha marciato spedito fino alle 17esima posizione con l'ottimo tempo per lui di 1h 22' 05″. La nostra squadra è giunta sesta grazie ai piazzamenti di Rubino e Brugnetti unitamente al 32° posto di Civallero. Da segnalare anche la 34esima posizione di Gianluca Trombetti che pur fuori dal giro delle società militari ha dimostrato di poter marciare a livelli più che buoni.

20km femminile

Altra gara disputata nella giornata di sabato è la 20km femminile, che solo grazie alla bielorussa Ryta Turava, ha visto scampato il rischio di vedere un podio completamente russo. Le condizioni ottimali del tracciato e della giornata avevano lasciato sfuggire alla bielorussa un pronostico un pò azzardato, quello che avrebbe battuto il record del mondo dell'Ivanova.
Per la prima metà di gara la Turava è rimasta un pò indietro, con Olimpiada Ivanova e la più giovane russa Irina Pedrova a fare il passo. Dall'11esimo chilometro poi la bielorussa ha sferrato l'attacco. Nessuna delle rivali è riuscita più a riprenderla, ma il record del mondo era lontano ben 48 secondi rispetto al tempo di arrivo di 1:26:27.
Sulla ventenne Pedrova si è fatta valere l'esperienza dell'Ivanova, che ha preso il secondo posto in 1:27:26. Quinta la terza russa, Olga Kaniskina che è andata a completare la squadra che ha vinto l'oro.
Per l'Italia un piazzamento all'ottavo posto di squadra che denota una certa stasi prestativa delle nostre azzurre. La migliore è stata la Rigaudo arrivata al traguardo in decima posizione, a ridosso delle migliori. Nelle retrovie Annarita Fidanza giunta 53esime ed un dignitoso trentacinquesimo posto per la sempre combattiva Gisella Orsini. Martina Gabrielli, al debutto in maglia azzurra ha abbandonato la gara a metà circa del percorso. Per lei ci saranno di certo altre occasioni per dimostrare il suo valore.

50km maschile

Denis Nizhegorodov questa volta si è gustato tutta la vittoria. Ad Atene, dopo aver vinto l'argento, era svenuto all'arrivo e, riprendendosi nella tenda dei medici, ha chiesto loro l'esito della gara, perchè non lo ricordava. Questa volta non è stato così.
Quando, al ventesimo chilometro, il russo ha sferrato l'attacco, è stato chiaro quale sarebbe stato l'esito della gara. Nizhegorodov ha anche il tempo più veloce del mondo (ma non ufficializzato come un record mondiale), di 3:35:29.
Un minimo di rischio la sua vittoria l'ha corso quando al 30esimo chilometro i giudici gli hanno mostrato per la seconda volta il cartellinio giallo. A quel punto il russo ha rallentato un pò, ma ciò non gli ha impedito di andare a vincere con un nuovo record della Coppa del Mondo migiorato di 1:22.
Dietro di lui il norvegese Trond Nymark, che ha migliorato il suo miglior tempo di quasi tre minuti. L'anno scorso, ai Campionati del Mondo, era arrivato quarto, ma pochi avrebbero scommesso su di una sua medaglia.
Terzo un altro russo, Yuriy Andronov, mentre il campione del mondo Sergey Kirdyapkin non era in gran forma, ma ha sofferto fino in fondo per cercare (inutilmente) di portare l'oro alla squadra russa.
Gli azzurri in questa gara hanno riservato qualche sorpresa, in particolare il nono posto di Marco De Luca che con 3h 49' 43″ ha siglato il suo personale nonchè l'undicesima miglior prestazione italiana all time. Bene anche Diego Cafagna che chiude in quindicesima posizione in 3h 55' 41″, più indietro Mirko Dolci che nonostante abbia ritoccato il suo personale, non è arrivato più avanti della 45esima posizione in classifica con un tempo di 4h 16' 48″. Per il team azzurro alla fine c'è stato un più che soddisfacente quinto posto in classifica a squadre.

10km juniores

La gara maschile ha visto la vittoria di Sergey Morozov, dopo aver comandato la gara dall'inizio alla fine.
Inizialmente era accomapgnato da due cinesi, Yong Shi e Li Gaobo (che promette di essere uno dei grandi protagonisti della marcia in futuro), ma due espulsioni hanno lasciato Morozov solo in testa alla gara dopo una decina di chilometri. Alle sue spalle la coppia di messicani (Avendaño e Sanchez) veniva sorpassata dal compagno di squadra di Morozov, Aleksy Grigoryev. Morozov al comando della gara continuava a gestire con calma i chilometri rimanenti e tutto sembrava predisposto per una doppietta russa, ma all'ultimo chilometro un boato della folla ha lasciato intuire che l'ultima parola non era detta. Infatti lo spagnolo Miguel Ángel Lopez aveva passato Grigoryev e si accingeva a vincere l'argento con sua grandissima soddisfazione e anche un pò di incredulità.

La gara femminile ha presentato, tanto per cambiare, la vittoria di una russa, Vera Sokolova, questa volta però sofferta fino in fondo e guadagnata solo allo sprint finale. La Sokolova aveva già vinto la Coppa del Mondo alla scorsa edizione del 2004, e quest'anno ha anche segnato il record della competizione, di 44:49. Seconda la 15enne Aleksandra Kudryashova, che invece ai Campionati russi quest'inverno le era arrivata davanti. La terza a partecipare allo sprint finale era stata la cinese Chai Xue, che però all'ultimo chilometro aveva un pochino mollato rispetto alle due russe, ed è arrivata 15 secondi dietro la prima.

fonte: IAAF

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