PREFONTAINE SOTTO LA PIOGGIA…NON IMPORTA

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In un pomeriggio caratterizzato dal maltempo, brillano comunque i numerosi campioni in gara. Gatlin vince la sfida con Powell, il nostro Andrew va sopra gli 8 metri e finisce terzo. I risultati del meeting di Eugene.

Sfida c’è stata, nonostante corressero in due serie diverse. Justin Gatlin e Asafa Powell, i due nomi più di moda nel circo dell’atletica in questa prima fase di stagione, hanno rispettato il loro compito alimentando al meglio il meeting dei meeting statunitense.

Il Prefontaine Classic di Eugene quest’anno è stato bagnato come mai negli ultimi anni. Temperatura a 12°C, vento a disturbare e pioggia abbondante, sembravano in un primo momento addirittura far saltare i piani degli organizzatori, o quanto meno di molti dei campioni giunti al campus della Oregon University.

Così non è stato, i campioni erano presenti, e di risultati ce ne sono stati eccome. Il più sensazionale probabilmente è proprio quello partorito dalla sfida Gatlin-Powell, per le condizioni in cui si è corso e per le motivazioni che tale rivalità si porta dietro da qualche tempo.
Justin Gatlin ha preso parte alla prima serie, al fianco del giamaicano Michael Frater e del connazionale Leonard Scott. Gara non c’è praticamente mai stata, il ragazzo di Brooklyn ha interpretato magistralmente la fase di accelerazione, spingendo molto nei primi 40 metri. Nella seconda parte di gara ha poi dato sfogo alle sue capacità di progressione piombando sul traguardo nel fantastico crono di 9”88, su pista inzuppata e con vento entro i limiti (1 m/s). Nulla da fare per gli inseguitori, giustamente appannati dalle condizioni meteo. 10”16 per Scott e 10”17 per Frater, tempi che non fanno altro che confermare la grande prestazione dell’asso americano.

Asafa Powell scende in pista per la seconda serie, poco minuti dopo il rivale. Il giamaicano se la dovrà vedere, tra gli altri, con Shawn Crawford, Francis Obikwelu, Jason Smoots. Il vento sembra salire un pò, Powell parte subito forte, meno incisivo comunque rispetto all’azione di Gatlin. Anche la pantera di Giamaica si distende sul lanciato con vigore, staccando gli avversari: tempo 9”93, anche questo un gran tempo, cambia il vento, rilevato a 2,5 m/s a favore. Dietro finiscono nell’ordine Crawford e Smoots, in 10”04 e 10”05, anche per loro buone prestazioni.
Ma quel che tutti guardano è la sfida tra i recordmen, la prima battaglia l’ha vinta da Gatlin, sia pur indirettamente.

Per la sfida diretta si dovrà aspettare Gateshead del 11 giugno, o molto probabilmente ancora più in là, visto che Nehemiah, il manager dello statunitense nega la partecipazione ai 100 del suo atleta. Intanto Gatlin si gode il successo davanti al proprio pubblico, un pubblico sorprendentemente numeroso, nonostante le pessime condizioni climatiche.

Condizioni atmosferiche che hanno penalizzato soprattutto i salti, lo sa bene il nostro Andrew Howe, impegnato sulla pedana del lungo. Il reatino ha fatto comunque la sua figura dinanzi al più forte del mondo, Dwight Phillips, riuscendo anche a volare oltre gli 8 metri. Per lui è 8,01 e terza posizione, dietro solo a Miguel Pate, primo con 8,27, ed allo stesso Phillips, secondo in 8,20. Buona prestazione quindi per il nostro atleta, ormai a suo agio anche nelle grandi manifestazioni internazionali.

Da un terzo posto ad un altro, stiamo parlando della buona prova di Ester Balassini, l’altra italiana impegnata in gara. La ragazzona del martello spara l’attrezzo a 68,20, lontano dal 72,11 miglior sua misura quest’anno, ma più vicino alla vincitrice di giornata Erin Gilreath, prima con 69,82. Anche per l’atleta delle Fiamme Gialle si è trattato di una buona prestazione, che va pesata necessariamente con le condizioni atmosferiche e con una pedana sulla quale bisognava tirar fuori tutte le qualità di equilibrismo.

Tutto sommato è andata bene anche ai numerosi velocisti presenti, a cominciare da Wallace Spearmon. Il ragazzo dell’Arkansas, catenina tra i denti, fa suo il 200 in un buon 20”27, dimostrando netta superiorità. Altrettanto bene fa Torri Edwards nei 100, che addirittura migliora il suo stagionale con un buon 11”08. La ragazza sembra aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori, finendo avanti a rivali tutt’altro che facili, tra cui Sherone Simpson, buona seconda in 11”12 e le connazionali più giovani. Male Chandra Sturrup, ultima in 11”58, ma visibilmente fasciata ad una spalla.

Parlando di velocisti è stata sfida a tre emozionante quella tra Xiang Liu, Allen Johnson e Ladji Doucourè sulle barriere alte. Si impone nettamente il cinese, finalmente tornato a vincere negli scontri diretti, facendo segnare un pregnante 13”21, nettamente meglio del 13”33 del francese e del 13”39 dell’americano.

Michelle Perry vince i 100 hs al femminile, chiudendo con un buon 12”63, nonostante una visibile zoppia dopo il traguardo alla gamba destra. Seconda di un centesimo la connazionale Damu Cherry.

Fa il vuoto nei 400 hs Bershawn Jackson. L’americano va che è una bellezza con qualsiasi condizione climatica, ricordando per certi versi la finale mondiale di Helsinki. Si impone in 48”22, lasciando quasi un secondo tra lui e quel talento di nome Kerron Clement. Sempre USA al terzo posto con James Carter.

Bene anche LaShawn Merritt nei 400. Va forte e vince la concorrenza agguerrita di Kikaya, Blackwood e compagnia, chiudendo in un notevole 44”88. Il congolese finisce in 45”03, incpace di reggere al formidabile finale del talento statunitense. Tra le donne è andata forte Sanya Richards, capace di annichilire anche Ana Guevara, apparsa per la verità mai in gara. La Richards ha vinto in 50”89, segnalandosi davvero come anti Williams quest’anno.

La gara del meeting, ossia il miglio di Prefontaine, è stato palcoscenico per una bella battaglia nel gruppetto di testa tra Bernard Lagat, Rashid Ramzi e Alex Kipchirchir. Alla fine la spunta il keniano trapiantato in America, con un buon 3’51”53, a staccare di una manciata di decimi gli avversari. Vittoria nella gara doppia, ossia le due miglia, per uno scalpitante Benjamin Limo, che si impone in 8’10”59, facendo suo il duello con il connazionale Eliud Kipchoge.

Nelle altre gare da segnalare i 22,17 nel peso da parte di Christian Cantwell, i 7 metri della russa Lebedeva nel lungo, i 17,40 di Walter Davis nel triplo ed i quasi 68 metri di Alekna nel disco. Bene la mutola negli 800 ancora in vena di vittorie e per di più con un tempo abbondantemente sotto i 2’00.
Male invece l’asta con Toby Stevenson che non va oltre i 5,50, altrettanto nell’alto femminile con Kajsa Bergqvist che si ferma a 1,93, nella gara vinta da Yelena Slesarenko in 1,99.

fonte: ESPN; IAAF – Foto:www.dyestat.com

ALLEGATO: ANet_news_RISULTATI_COMPLETI_PREFONTAINE_CLASSIC_29.5.2006.txt (8 Kb)

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