MEETING DI PROVE MULTIPLE DI GÖTZIS

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Giorno 0
Götzis è una piccola cittadina del Vorarlberg, in Austria, 10.000 anime che vivono vicino alla confluenza di 4 stati (Austria, Svizzera, Germania e Liechtenstein). Il Reno passa ad un paio di km distante, prima di tuffarsi nel lago di Costanza. Questa piccola cittadina ospita ormai da molti anni il più grande meeting di decathlon ed eptathlon al mondo. Il decathlon, così come l’eptathlon, è una disciplina speciale rispetto alle altre dell’atletica leggera: gli atleti sono accomunati da uno spirito di corpo e vivono in due giorni un’esperienza sportiva che difficilmente è paragonabile, a questi livelli, con le altre discipline dell’atletica. Götzis è un po’ la casa dei maggiori specialisti di prove multiple al mondo e non a caso qui è stato stabilito il primo (ed unico, per ora) oltre 9000 nel decathlon.
Götzis vive quest’appuntamento tradizionale di fine maggio come una festa attesa tutto l’anno ed il meeting, infatti, ha un giorno “0”, cioè la festa in piazza del venerdì, dove gli atleti giungono a bordo di un pullman d’epoca e si presentano alla piccola folla assiepata lungo i tavoli della piazza del paese, con alle spalle piccoli chioschi per spuntini vari.
La presentazione vede prima la sfilata delle eptathlete, debitamente intervistate dalla conduttrice della serata ed alla presenza delle varie autorità locali. Il clou, ovviamente, si raggiunge quando viene presentata Carolina Klüft, plurivincitrice qui ed ovvia favorita anche questa volta. La Klüft, si sa, non interpreta affatto quel carattere di ghiaccio che troppo spesso erroneamente è attribuito agli svedesi. Ha una parlantina spigliata e simpatica e qui è venuta per fare del suo meglio. Dice apertamente che non punta al record mondiale ma al suo primato personale (beh, da lì al mondiale il passo non è lungo). Si è presentata a Götzis accompagnata da quasi tutta la famiglia imitata da altri decatleti presenti, confermando che da queste parti ci si sente proprio a casa. Curiosamente, i due favoriti della vigilia, Brian Clay e Roman Sebrle, hanno tutti e due avuto un figlio piccolo nel corso dell’ultimo anno. Quello di Brian Clay, nell’occasione accompagnato dalla moglie, sembra già giocare a lanciare il peso con la palla medica e fa pensare ad un futuro predestinato. Quello di Roman Sebrle è ancora più piccolo ed è nascosto con la mamma accanto al bus e lontano dal palco chiassoso. Sebrle, per la verità, viene fuori da un problema alla gamba avuto 3 settimane fa ma dichiara che cercherà di dare il massimo domani, nonostante negli ultimi giorni abbia fatto solo del jogging.
Una volta finita la presentazione e la premiazione di rito per la partecipazione, gli atleti si donano ai tanti bambini a caccia di autografi e comincia la festa di piazza con tanto di orchestrina.
Gli atleti si confondono ora fra la gente prima di rientrare in albergo. C’è qualche assente di spicco: il russo Pogorelov, terzo lo scorso anno, la britannica Kelly Sotherton, l’anno scorso seconda e non ci sono italiani presenti anche se possiamo orientare il tifo nostrano verso l’ucraina Hanna Melnychenko, che risiede a Firenze e si allena con Riccardo Calcini. Non finisco di stupirmi per il fisico “normale” di Brian Clay: molto basso e apparentemente uno dei tanti giovani che assiepano i tavoli della festa, senza particolari che possano farlo ritenere un atleta che ha vinto i mondiali lo scorso anno. Chiaramente, avendolo visto da vicino anche lo scorso anno, ci si potrà ricredere quando gli si vedranno le cosce, spropositate, ma sicuramente dal punto di vista fisico non sembra niente di speciale anche se è veramente un atleta eclettico e con alcune specialità, secondo me, i cui limiti sono ancora da scoprire o, comunque, da regolarizzare (lo scorso anno bucò clamorosamente il lungo, rifacendosi, però, pochi mesi dopo, ai mondiali).
La festa continua ma gli atleti si ritirano: domani è giorno di gara.

Giorno 1
Götzis si sveglia sotto un cielo plumbeo che non fa presagire niente di buono. Non è freddo, ma la minaccia di pioggia è una certezza: c’è solo da stabilire quando comincerà e la cosa non favorirà certo lo svolgimento delle gare. Si parte dapprima con i 100hs femminili e si scopre subito che Carolina Klüft non sembra quella dello scorso anno. Si sa che ha subìto qualche infortunio durante l’inverno ed il suo tempo sui 100hs peggiora di mezzo secondo quello dello scorso anno.
Sui 100 metri abbiamo un’altra conferma e cioè che anche Roman Sebrle non ha certo smaltito l’infortunio patito tre settimane prima e dichiarato durante la presentazione. Finisce piuttosto lontano da un grandioso Brian Clay che sigla un 10”42 sotto la pioggia che, nel frattempo, aveva cominciato a scendere.
Si passa all’alto femminile e sono curioso di vedere se la Klüft ce la farà a recuperare l’handicap degli ostacoli. Nell’alto c’è una grande contendente, la belga Tia Hellebaut, che è sicuramente più accreditata della svedese in questa disciplina. La gara ancora una volta conferma i valori della carta e la Klüft si ferma solo ad 1.88, superata alla terza prova, contro l’1.94 realizzato lo scorso anno. La belga Hellebaut, invece, nonostante il tempo atmosferico non certo favorevole, si fa caricare dal folto pubblico dietro di sé e stabilisce con 1.97 la miglior misura mai ottenuta nell’alto dell’eptathlon.
Gli uomini passano al lungo e Roman Sebrle proprio non ce la fa neppure a fare uno stacco. Si vede che nervosamente prova a fare le rincorse nella pedana parallela a quella di gara, si tocca varie volte la coscia ma decide di alzare bandiera bianca: onorerà la sua presenza solo nella seguente disciplina di lancio del peso e poi si ritirerà definitivamente. Il duello con Clay è ormai chiaramente perso e l’americano di Honolulu stavolta non fallisce nel lungo e salta un ottimo 7.67 che, semmai ci fossero ancora dei dubbi, lo pone in cima alla classifica con già un abisso sul secondo.
E’ la volta del peso, sia maschile che femminile. Fra gli uomini si assiste ad un gran lancio del giamaicano Maurice Smith che scaglia il peso a 17.06m, sfruttando al meglio la tecnica rotatoria. Fra le donne, invece, giunge un’inaspettata vittoria della svedese Klüft che con 15.05m. si migliora di quasi due metri rispetto allo scorso anno e testimonia, confermato anche dal lancio del giavellotto del giorno dopo, di aver curato molto e bene i lanci.
Si passa all’alto maschile dove si impone con 2.12 il bielorusso Andrei Krauchanka che festeggia il primo posto nella disciplina con un notevole salto mortale all’indietro. Brian Clay si conferma con un buon 2.06 mentre il kazako Karpov e l’ungherese Zsivoczky, figlio dell’olimpionico del martello, si fermano a 2.09.
Le donne corrono l’ultima prova del giorno: i 200 metri. Anche qui Carolina Klüft subisce dalle avversarie con una corsa piuttosto appesantita che comunque le consente di chiudere la prima giornata ampiamente in testa. Fra gli uomini invece si chiude con i 400 metri vinti dal kazako Karpov in 47.72, dopo che Clay aveva cominciato una gara scriteriata con una partenza troppo veloce e che gli ha chiesto puntualmente pegno sul rettilineo finale, facendogli perdere sicuramente dei punti preziosi nel suo tentativo di migliorare l’annoso record americano di Dan O’Brian. Nessun problema, invece, per chiudere in testa la prima giornata.

Giorno 2
Stessa partenza del giorno precedente per quanto riguarda il tempo atmosferico: cielo pumbleo e gonfio di pioggia che da lì a poco scaricherà acqua a più riprese, con la differenza che oggi fa anche più freddo e non c’è mai nemmeno stata una pausa di sole come era successo nel pomeriggio del giorno precedente.
Gli uomini cominciano con i 110hs e si assiste ad una grande gara fra Brian Clay che chiude in 13”74, con soli due centesimi di vantaggio sul giamaicano Maurice Smith. Il vantaggio di Clay avrebbe potuto essere ancora maggiore se a metà gara non avesse incocciato sull’ostacolo facendogli perdere il ritmo anche negli ostacoli seguenti e subire la rimonta del giamaicano. Il primo posto, comunque, è sempre più sicuro. Fra le donne si parte invece con il lungo dove la Klüft subisce ancora una sconfitta, stavolta da parte dell’ucraina Lyudmila Blonska, che si impone con un salto di 6.53.
Gli uomini passano al disco dove la vittoria arride al russo Sysoyev, con un ottimo lancio di 53.40. Complessivamente, comunque, la gara del disco ha mostrato grosse individualità: il giamaicano Smith conferma l’ottima prestazione nel peso del giorno precedente lanciando il disco a 52.05 mentre Brian Clay, che aveva lanciato sempre fuori settore per tutti i lanci di riscaldamento, azzecca un lancio a 52.21 ed incrementa il vantaggio nella classifica complessiva. C’è da dire che Clay dovrebbe acquisire maggiore regolarità nei lanci in quanto anche gli altri due lanci di gara sono sempre usciti lateralmente sulla destra del settore, minacciando anche le saltatrici in lungo ed alcuni cameramen. Curiosamente, lo scorso anno, era successo quasi il viceversa nel senso che Clay aveva lanciato in riscaldamento molti lanci sopra i 52 mentre in gara non era riuscito ad essere così regolare.
Le donne si portano ora alla pedana del giavellotto mentre gli uomini cominciano la gara dell’asta. Nel giavellotto ancora una conferma dei miglioramenti della Klüft nei lanci: ottiene difatti il personale con una grande spallata a 50.96m. L’asta maschile, invece, tormentata nella fase finale da una pioggia incessante, vede la vittoria del tedesco André Niklaus, campione mondiale indoor in carica, che vince con un salto di 5.10m. mente Clay ottiene un ottimo 5.00 metri netti.
Le donne finiscono la loro fatica con gli 800: anche qui la Klüft chiude nelle retrovie, anche un po’ strattonata dalle colleghe in fase di sprint, ma comunque vincente nella classifica complessiva con 6719 punti davanti all’ucraina Blonska con 6448 e alla tedesca Lilli Schwarzkopf con 6335.
L’ucraina di Firenze, Hanna Melnychenko, chiude con il personale a 5991, migliorando di pochi punti il recente personale ottenuto due settimane fa al Multistars di Desenzano e rimandando ad una più fortunata occasione l’attacco ai 6000 punti. L’ucraina avrebbe potuto fare già meglio qui se solo fosse riuscita a concretizzare il salto in lungo dove ha realizzato un solo salto valido a 6 metri, anche se ha recuperato poi il gap del lungo con un notevole miglioramento sia nel peso che nel giavellotto.
Rimangono ora le ultime due gare maschili. Il giavellotto vede ancora una volta la vittoria di Brian Clay con un buon lancio a 66.47, sempre sotto la pioggia. Il giavellotto saluta con un buon 65.44 anche l’ultima volta di Tomas Dvorak, un beniamino da queste parti con le sue innumerevoli partecipazioni, che ha deciso, con quest’anno, di dire basta.
I 1500 vedono Clay alla partenza con un decisivo vantaggio sugli altri concorrenti ma il suo tentativo di stabilire il nuovo record americano va in fumo a causa della sua scarsa attitudine a correre questa distanza ed in effetti arriva buon ultimo riuscendo comunque a totalizzare un punteggio finale di 8677 punti, ovvio miglior punteggio stagionale.
Alle piazze d’onore salgono il kazako Karpov ed il giamaicano Maurice Smith. Una cosa che spicca, fra le altre cose, è il cambio generazionale: non più il dominio ceco degli ultimi anni, prima con Dvorak e poi con Sebrle, ma nuovi talenti si affacciano all’orizzonte anche se, forse, solo Clay è in grado di esserne il degno erede. Appuntamento dunque al prossimo anno, sempre a fine maggio e, sperabilmente, con un tempo atmosferico decisamente migliore.

fonte: Franco Pizzi

ALLEGATO: ANet_news_Risultati_completi_con_altre_foto_30.5.2006.doc (330 Kb)

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