POCHE CONFERME E MOLTE OMBRE NELL’ITALIA PRESENTATA A FIRENZE

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Il Direttore Tecnico Unico Nicola Silvaggi e i suoi assistenti dovranno temere sonni agitati in vista degli importanti appuntamenti stagionali che attendono le nostre squadre nazionali.
La finale di Coppa Europa di Malaga è alle porte, mentre solo due mesi li dividono dagli Europei di Goteborg.

E’ pur vero che la stagione agonistica a livello assoluto è appena iniziata, scandita dalle prime prove valide per il campionato di società, e che i meeting nostrani saranno inaugurati domani da quello di Torino.
Pur tuttavia le squadre schierate in campo a Firenze nel triangolare con Cina e Russia, hanno mostrato più ombre che luci, ma soprattutto non hanno dato ai nostri tecnici quelle risposte che loro si attendevano da alcune scelte molto coraggiose che hanno fatto nel tentativo di rivalizzare i settori più disastrati delle nostre nazionali.

In termini di confronto con le due nazionali di Cina e Russia, non è che ci si aspettasse molto. Lontana dai nostri obbiettivi la Russia, programmata per restare e lungo ai vertici europei, ed ancora inespressiva la Cina rispetto al grande movimento che ha alle spalle.
Scontata quindi la vittoria della Russia, sia nei maschi che nelle donne, nonostante che, specie in questo secondo settore, Tamara Press & C. avessero lasciato libere le loro migliori atlete di prepararsi per i più redditizi meeting mondiali (a Firenze infatti erano assenti fra le altre la Isimbayeva, la Feofanova, la Lebedeva, la Kotova, la Simagina, la Pechonkina), e pure scontato il successo sulle volenterose cinesi, che non sono riuscite ad imporsi in alcune delle undici gare in programma.

Eppure l’incontro si era presentato molto bene, con il pubblico fiorentino ben disposto a scaldarsi le mani per i lanci della torinese (anche se di origini somale) Zahra Bani,una scoperta dell’ex primatista mondiale Carlo Lievore, che al secondo lancio ha scagliato l’attrezzo a m. 61.21, scavalcando la russa Oksana Gromova che prima di lei aveva lanciato a m. 60.57.
La serata continuava all’insegna dei colori azzurri. Due italiani infatti : Andrea Giaconi (13.88) e Emanuele Abate campione olimpico e mondiale, nonchè co-primatista mondiale della specialità, Xiang Liu, rimasto in qualche parte del mondo a smaltire le fatiche di Eugene, dove nel Prefontaine Classic, aveva strapazzato Allen Johnson e compagnia bella.

La prova delle donne sui 5000 metri pareva stesse per darci un terzo successo. A un chilometro dal termine l’azzurra Silvia Weissteiner, aveva sferrato l’attacco alle avversarie che sembrava essere quello decisivo. Ma la brava azzurra doveva subire, proprio sul rettilineo finale, il ritorno imperioso della più veloce russa Regina Rakhimkulova che la bruciava proprio sul traguardo, tanto che solo 77 centesimi di secondo dividevano le due atlete (15:26.15 contro 15:26.92).
Buona terza l’altra azzurra Renate Rungger (15:32.83) che regolava con facilità le due cinesi e la seconda delle russe.
Mentre in pista le gare si avvicendavano con ritmo serrato,sulla pedana dell’alto si assisteva al duello fra i gemelli Ciotti, Giulio e Nicola, e il russo Ivan Ukhov, uomo con un primato personale di 2.37i. Ed era infatti il russo che si aggiudicava la gara, saltando m. 2.28 al secondo tentativo, mentre i gemelli si fermavano entrambi a m. 2.25. Lontani dalle tradizioni più fulgide dei grandi specialisti del passato, i due cinesi in gara.

Iniziavano intanto contemporaneamente le due gare di salto con l’asta, su due pedane sfalzate di poco, realizzate con grande sensibilità della amministrazione comunale di Firenze.
In campo femminile la russa Yuliya Golubchikova migliorava il suo “personal best” di 5 cm portandolo a m. 4.45, misura che le consentiva agevolmente di precedere la cinese Yingning Zhang (4.35), mentre le nostre Elena Scarpellini e Anna Giordano Bruno terminavano al penultimo ed ultimo posto con misure molto modeste, lontane dai loro limiti personali.
Nella pedana accanto si sviluppava una bella lotta fra il quotato russo Igor Pavlov (5.80 di primato personale, campione mondiale indoor nel 2004 ed europeo nel 2005) e il nostro Giuseppe Gibilisco.
Entrambi gli atleti entravano in gara a m. 5.30 che superavano alla seconda prova. Pavlov si esibiva anche a m. 5.40, superati al primo tentativo, mentre Gibilisco passava la misura.
Le velleità del russo si fermavano a m. 5.50, mentre l’azzurro superava questa misura al terzo tentativo, per poi andare ad attaccare, inutilmente, i m. 5.70. Sicuramente Beppe Gibilisco è ancora alla ricerca di se stesso dopo il distacco dal tecnico Petrov.

La temperatura bassa (19°)ha frenato i velocisti della doppia distanza. Negli uomini si è verificata la prima vittoria cinese ad opera di Yaozu Yang che ha battuto il nostro Stefano Anceschi con il tempo di 20.82 (vento contrario di 1 m/s), contro il 20.97 dell’azzurro, che ha corso sui suoi limiti personali.
Decisamente spento Alessandro Cavallaro, finito penultimo in 21.38, battuto anche dall’under 23 Fabio Cerutti (21.26).
Stessa temperatura anche per i 200 riservati alle ragazze, che presentavano la rientrante russa Anastasiya Kapachinskaya, dopo un periodo di assensa dovuto a problemi di doping. Ed è stata proprio russa, accreditata in carriera di un buon 22.38, ad aggiudicarsi la gara davanti alla compagna di squadra , cronometrata in 23.45 e la nostra Daniela Graglia (24.00) che si è migliorata in stagione.
Sicuramente Benedetta Ceccarelli avrebbe trovato stimoli importanti per ritoccare il suo primato nazionale sui 400 ostacoli (54.79).
La gara è stata vinta infatti dalla russa Yevgeniya Isakova in 55.13,lasciando molto distanti le sue avversarie. Elisa Scardanzan, che ha sostituito all’ultimo momento proprio la Ceccarelli, è stata la migliore delle nostre (terza), chiudendo in 58.00.
Gli azzurri hanno fatto man bassa nei 1500 conquistando i primi quattro posti. Ha vinto il “fuori gara” Christian Obrist in 3:42.73 davanti ad un altro Christian, Neunhaeuserer( 3:42.79), mentre al terzo posto si è classificato Cosimo Caliandro(3:43.52).

Nel frattempo si è conclusa la gara di salto in lungo uomini che ha fatto registrare la seconda vittoria cinese. Si è imposto infatti con un balzo a 7.98 (vento +1.0 m/s) Jian Song, miglioratosi in stagione di sette centimetri. Stessa misura, ma secondo in virtù del peggior secondo salto (7.89 contro il 7.96 del cinese), il russo Ruslan Gataullin, accreditato di un 8.11 ottenuto in gara indoor. A ridosso dei primi il nostro Nicola Trentin con un salto a m. 7.89 ottenuto proprio all’ultimo tentativo.
Terzo successo cinese a sorpresa nei 100 metri per merito di Kai Hu in 10.28 con vento pressochè nullo. Al secondo e terzo posto si sono classificati i russi Yepshin e Yegorychev – rispettivamente 10.37 e 10.41 – che hanno preceduto il bravo Francesco Scuderi, autore di una prova inferiore alle attese, sigliata da un 10.46 che ha lasciato l’amaro in bocca al catanese. A suo favore il miglior tempo di reazione: 0.121. Koura Fantoni Kaba ha cominciato qui ad accusare problemi muscolari che lo eslcuderanno poi dalla staffetta 4×100; ha infatti terminato all’ultimo posto in 10.74.

Con una spallata poderosa all’ultimo tentativo Olga Ryabinkina ha fatto suo la gara di getto del peso; 18.39 la sua misura che le ha permesso di distanziare la cinese Ling Li (17.95). Al terzo posto figura la veneta Chiara Rosa con m. 17.82, che ha preceduto la primatista italiana in carica Assunta Legnante (fuori classifica del triangolare) con m. 17.68.
Nel salto triplo si sono mostrate in tutta la loro drammaticità le difficoltà che sta incontrando Magdelin Martinez, nel risolvere i problemi tecnici relativi al piedi di stacco. La cubana ha ottenuto all’ultimo tentativo m. 13.65; la gara è stata vinta dalla russa Anna Pyatykh che al quarto tentativo è riuscita ad atterrare a m. 14.32.

Temperatura a 18° e umidità a 42%, quando le velociste si schierano alla partenza dei 100 metri. All’ultimo momento Marina Kislova ha sostituito la più qualificata Mariya Bolikova che vanta un primato personale di 11.20. La Bolikova ha comunque gareggiato ma fuori classifica, giungendo terza in 11.59. E’ stata proprio l’ultima arrivata ad aggiudicarsi la gara in 11.52 davanti alla compagna di squadra Yekaterina Kondratyeva (11.56) ed alla Bolikova (11.59). La prima delle italiane è stata Elena Sordelli che ha chiuso al terzo posto con il tempo di 11.77, mentre Giulia Arcioni in gara con la under 23 è terminata al quinto posto (11.92), ha fatto meglio di Anita Pistone (11.94) della nazionale assoluta.

Non è certo il coraggio che manca alla marchigiana Daniela Reina. Accreditata di un primato personale di 52.97 sui 400 metri, non ha esitato a sfidare la russa Tatyana Levina (p.b. 50.98), impegnandola a fondo, cedendo solo al termine di una lunga volata. La russa ha vinto di misura (52.07) contro il 52.76 della Reina che tuttavia è stata applaudita lungo. Lontana dai suoi tempi migliori Virna de Angeli che ha chiuso al quarto posto nel tempo di 54.21.
Luca Galletti e Marco Marsadri hanno rappresentato l’Italia nella specialità dei 400 metri.
I ragazzi azzurri hanno fatto il loro dovere, finendo al terzo (47.14) e quarto posto (47.28), nella gara dei 400 uomini vinta dal duo russo Frolov (46.01) e Lebedev (46.83).

Natalya Lavshuk era all’esordio stagionale sugli 800 metri, specialità nella quale vanta un primato personale di 1:57.45.
La russa si è trovata a respingere l’attacco della giovane italiana Elisa Cusma Piccione che ha saputo inserirsi fra la Lavshuk e la compagna di squadra Irina Vashenteva, ottenendo un secondo posto che fa ben sperare per il futuro. Tempo della vincitrice: 2:02.60, mentre quello di Elisa è stato di 2:03.16. Anche Andrea Longo era al suo esordio stagionale,dopo una stagione passata a curarsi dei malanni venuti fuori lo scorso anno. La gara tattica ha permesso a Longo di presentarsi nascosto del gruppo, per poi sferrare il suo attacco nella parte finale della gara, e chiudere la sua prova in 1:49.47, tempo che gli ha permesso di lasciarsi alle spalle il russo Ramil Aritkulov (1:49.52). Terzo è arrivato Maurizio Bobbato (1:49.55), autore di un finale molto determinato.
Ancora una vittoria cinese. Questa volta è toccato al giavellottista Qi Chen che all’ultimo degli otto tentativi ha scagliato l’attrezzo a m. 80.30, precedendo il russo Igor Sukhomolinov(79.56).

Le staffette maschili e femminili hanno vanificato i sogni di rivalsa nei confronti dei pari-età. La prima impressione che si è avuta al momento di far scendere in campo gli atleti è stata quella di trovarsi di fronte ai big; ma si tratta un cavallo di Troia…io mi metterò di fronte e non farò sconti a nessuno.
Si comincia con la staffetta riservata alle donne.
La Russia vince la gara in virtù di una maggiore amalgama in 43.49 (Khalandyreva, Gushchina, Kondratyeva, Kislova) mentre le due formazioni italiane si sono prodotte in uno scontro avvincente, risoltosi a vantaggio della staffetta nazionale. Sordelli, Salvagno, Arcioni e Grillo hanno realizzato un 44.53, meritevole di ulteriore miglioramento. Bene anche la “Under 23” (Pacini, Tomasini, Ramini e Paoletta, terza in 45.64,davanti alla Cina (45.97).

Difficile dire chi è il leader della staffetta Under 23, anche se il nome di Andrew Howe attira immediatamente l’attenzione. Howe, schierato in seconda frazione, ha guidato al successo la 4×100 under 23, composta, oltre che dal reatino, anche da Rosario La Mastra, Stefano Anceschi e Fabio Cerutti, subentrato a Koura Kaba Fantoni fermato da una contrattura alla coscia destra, prodottasi durante i 100 metri.

Punteggio finale complessivo: Russia p. 196 – 2) Italia p. 151 – 3) Cina 104.
Uomini: 1) Russia p. 85 – 2) Italia p. 81 – 3) Cina p. 59
Donne: 1) Russia p. 111 – 2) Italia p. 70 – 3) Cina p. 45

Prima del triangolare si sono disputate due serie dei 3000 siepi,volute dal settore tecnico. In quella femminile si è imposta Elena Romagnolo del CUS Bologna in 10:14.81 davanti a Giorgia Robaudo (10:22.75) e Micaela Bonessi (10:29.47).
Fra gli uomini ha prevalso Jamel Chatbi dell’Atletica Bergamo con il tempo di 8:35.07, su Matteo Villani (8:35.17) e Angelo Iannelli (8:44.96).

fonte: Redazione Anet/Foto IAFF

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