800 METRI: DA LUNGHI A LONGO, 100 ANNI DI PRIMATI E DI VITTORIE MENO UNA. SECONDA PUNTATA

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Secondo appuntamento con la storia degli 800 metri, curata dallo storico Baldassarre Sparacino. In questa puntata le imprese di Mario Lanzi, il record del mondo di Marcello Fiasconaro, gli anni ’70.

Mario Lanzi arrivò dopo Beccali ed abbassò il record italiano degli 800 in 6 riprese, portandolo ad 1’49”0.
Vinse la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Berlino, anche se, iniziando prima la volata finale, avrebbe anche potuto conquistare l’oro, che andò invece al lunghissimo Woodruff.
Lanzi fece anche i record italiani dei 500 in 1’02”3 e dei 600 in 1’17”6.
Era molto forte nei 400 metri, portando il record da 48”2 a 46”7 nel periodo dal 1936 al 1939, ma probabilmente la sua stazza era troppo grossa (1.80/76) per eccellere ulteriormente.
Da rilevare comunque che il suo 46”7 , a pari merito con Harbig, permise ad entrambi di eguagliare il record europeo. Lo stesso Harbig scese a 46”0 ad agosto del 39, solo un mese dopo.

Nella storia degli 800 metri d’Italia, entra di diritto anche quella di Giovanni Scavo, sia per la qualità dell’atleta, sia per il dramma che ne ha chiuso la carriera.

Giovanni Scavo (1.78/68), nato a Velletri nel 1936, corse le 880 yard nel 1955 a 19 anni in 1’52”2, tuttora record italiano per diciannovenni.
Lo stesso anno conquistò il titolo italiano, ripetendosi nel 1957 in 1’51”1. Più tardi corse in 1’49”2.
Nel 58, corse la distanza in 1’49”8, chiudendo la stagione allo stadio olimpico di Roma con i 400 in 47”2, entrambi record personali.
Durante l’inverno, Scavo si preparò scrupolosamente correndo lunghe campestri, per rinforzare la resistenza, ed infatti iniziò la stagione 1959 correndo i 5000 metri, avendo pianificato di ridurre la distanza delle competizioni passo per passo, sotto la guida attenta e capace di Bettella, questi già campione italiano dei 400 ostacoli, al rientro di una fruttifera permanenza in Finlandia,nota culla del mezzofondo mondiale ( e del giavellotto….).
Ci aspettavamo tutti che Gianni battesse presto il record di 1’49”0 di Lanzi, ma il destino lo fermò con un incidente di moto, nella via che porta da Palermo a Punta Raisi .
Scavo aveva grande talento, ma più che un cacciatore di record, era un match winner e avrebbe avuto buone probabilità di portare a casa una medaglia di valore alle Olimpiadi di casa, cioè quelle di Roma, a pochi chilometri dalla sua Velletri.

Dopo Lanzi e la scomparsa prematura di Giovanni Scavo, anche gli 800 metri ebbero il loro medio evo, e solo nel 1963, Francesco Bianchi fu capace di correre in 1’48”7, ma quando il record mondiale era già a 1’44”3, con uno scarto di 4”4, mentre lo scarto tra il record di Harbig ed il tempo di Lanzi era di 2”4 e, ripetiamo, quello tra Beccali ed Hampson di soli 6 decimi.

Dopo Bianchi gli 800 metri sono stati dominati da corridori più adatti a lunghe distanze:
Del Buono (1.78/67): 800 1’48”0 – 3000 7’49”4 (da Arese) – 5000 13’22”4 (da Arese)
Arese ( 1.86/65): 800 1’46”6 – 3000 7’51”2 – 5000 13’40”0 – 1000 2’16”9 (da Bianchi) – 10000 28’27”0
Arese ha anche vinto i 1500 metri ai campionati europei di Helsinki del 1971.

Due anni dopo venne Marcello Fiasconaro (1.88/75) il quale, in 5 tentativi, arrivò al record mondiale in 1’43”7 (Milano 27(6/1973). Marcello (March) Fiasconaro era di Bloemfontain-Sud Africa, di genitori italiani e quindi cresciuto in un ambiente differente da quello italiano e con qualche esperienza di rugby, il che confermerebbe l’attitudine naturale dei “geni” italiani a correre gli 800 metri, indipendentemente dal territorio in cui si esprimono o crescono.
March era allenato da Steve Banner ed ha anche corso i 400 in 45”49, mentre in Italia è stato seguito da Morale, bronzo dei 400 ostacoli di Tokyo e primatista mondiale con 49”2, e poi da Vittori.
Carlo Vittori, due volte campione italiano nei 100 metri, nel 1952 e 1953, curò alcuni dettagli.
All’inizio degli anni 70, il giovane Carlo Grippo, scrisse dal Belgio, dove il padre lavorava, al Centro Universitario Sportivo di Roma, dicendo di essere molto forte e di volersi iscrivere alla squadra.

A quell’epoca il CUS era una delle più forti società d’Italia e la lettera suscitò diversi lazzi, subito però soffocati dal vedere i risultati del giovane. Renato Funiciello, oggi uno dei più noti geologi d’Italia e del mondo, lo prese, attraverso Carlo Sacchi, sotto la sua ala di allenatore-padre e Barletta, 3’57”8 nei 1500 nel 1942 (!!!!), fu padrino dei due e divenne più tardi allenatore dei maratoneti nazionali.
Renato era già stato allenatore di Del Buono, ed aveva fatto le sue prime esperienze all’inizio degli anni 60, allenando Fernanda Ferrucci, colei che più tardi divenne sua moglie.La signora Funiciello vinse ben tre titoli italiani di corsa campestre (1964-65-66) e nel 1966 corse gli 800 metri in 2’10”0, soli 2”8 dal record italiano.

Al CUS ROMA passarono oltre a Grippo (mondiale indoor) e Del Buono (primatista italiano), ben 5 atleti che nel corso della carriera, anche con altre società, corsero gli 800 in meno di 1’50” e cioè Cecchini-1’46”60, Migliorini-1’47”7, Scavo-1’49”2 , De Angelis-1’49”3, Spinozzi 1’49”5 (nel 1963, 7 anni dopo un più promettente 1’50”9), e non va dimenticato il tempo di 1’50”5 del nazionale Sicari e quello di 1’50”7 di un certo Roberto Frinolli, campione europeo dei 400 ostacoli e bi- finalista olimpico nella stessa distanza. Ad 1’52”7 ed 1’52”8 si registrano rispettivamente Umberto Risi, primatista italiano dei 3000 siepi, ed appunto Carlo Sacchi ricordato come allenatore di Grippo.

Certamente gli 800 metri costituivano il teatro competitivo più importante del CUS, che infatti nel 1967, battè anche il primato italiano di società di staffetta 4×800 in 3’29”6 nel 67 (e per 3 volte quello dei 1500) ed il record di Grippo fu la degna conclusione delle…lezioni dei due professori.

Carlo Grippo (1.85/73) detiene ancor oggi la miglior prestazione italiana under-20 sui 1000 metri in 2’20”5. Un’altra performance eccezionale andò a conquistarsela a Milano, prendendosi il record mondiale degli 800 metri indoor in 1’46”37.Era il 1977 ed aveva già cambiato squadra.
Il suo record outdoor di 1’45”3 risale al 1976 e lo ottenne a Torino. E’ stato finalista alle Olimpiadi di Montreal (8°). Ha un record di 46”7 manuale e di 47”50 elettrico nei 400 metri.
Da rilevare che nel 1975 andò a New York a prendersi i consigli di Beccali, insieme al miler Fontanella (1’47”4/800 e 3’35”93/1500).

Nella prossima e conclusiva puntata, gli anni ’80 e ’90 degli 800 azzurri sino ai giorni nostri.

fonte: Baldassarre Sparacino; Foto: www.chez.com

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