AZZURRI CHE CRESCONO, L’ITALIA C’È

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E’ di Claudio Liccardello la ciliegina sulla torta. Il siciliano avvicina a grandi passi il record italiano sui 400, rinforzando quella ventata di cambiamento nell’atletica italiana portata dal fenomeno Andrew Howe. Dal triangolare con Cina e Russia fino al meeting di Gateshead ecco quali sono le buone notizie “azzurre” in vista degli Europei. 


Claudio Licciardello, l’ultima buona, buonissima notizia di questa atletica nazionale di prima estate, una fin troppo fresca estate.
Il prodigio siciliano del giro di pista già ci aveva fatto vedere nella prima uscita stagionale di essere in buona condizione, limando il personale e regalando una bella vittoria alle Fiamme Gialle in Coppa Campioni, mai avremmo creduto però che l’allievo del prof. Di Mulo tirasse fuori dal cilindro una prestazione di rilievo assoluto come il 45”59 della domenica appena passata sulle rive del Lago di Ginevra.
Circa un secondo meglio del personale stabilito quindici giorni prima, quasi ad emulare la moda introdotta dall’altro quattrocentista azzurro, Stefano Braciola, terzo nelle graduatorie stagionali e capace di migliorarsi nelle ultime settimane un secondo alla volta, gara dopo gara.

Il record ultra-ventennale di Mauro Zuliani, 45”26, a questo punto sembra avere vita breve, quei 33 centesimi quanto potranno resistere ancora?
E che dire a questo punto di una 4×400 che, se le cose andassero come devono andare, potrebbe finalmente fare la sua figura a Goteborg?

E’ Licciardello l’ultima splendida conferma in ordine di tempo di un paio di settimane di gran subbuglio, inteso in senso positivo, per l’atletica azzurra, di rinnovata vitalità, che, sembra coinvolgere un po’ tutto l’ambiente. Dei quattrocentisti e dei loro progressi abbiamo già accennato, ma quanti nomi si sono prepotentemente messi in luce in questi giorni…

Eppure la situazione non sembrava assolutamente messa così bene qualche mese fa, ai mondiali indoor di Mosca, quando era toccato al talentuoso Andrew salvare una spedizione fallimentare in ogni dove. Ora è probabilmente spiegato il magro bottino raccolto in quei giorni, in molti puntavano alla sola stagione all’aperto, mossi dal desiderio di mettersi in mostra alla rassegna continentale di Goteborg.

Scalpita addirittura chi fino a qualche mese fa era costretto alle stampelle. Simone Collio corre la prima gara, dopo operazione e lungo stop, a Gateshead, al fianco del co-primatista del mondo Asafa Powell. Il giamaicano fa 9”77 e continua a gettare benzina sul fuoco per la sfida con Gatlin, l’italiano coglie un ottimo 10”30, una manciata di centesimi sopra il personale, la freccia di Cernusco c’è eccome.
Gli risponde l’amico Luca Verdecchia da Ginevra, autore del suo miglior tempo quest’anno, 10”47 per lui. A questo punto, con un redivivo Massimiliano Donati, anch’egli sugli stessi tempi del collega, e decisamente vitale dopo un intervento al tendine di Achille, la formazione delle “simpatiche canaglie” del prof. Bonomi sembra davvero tornata al completo.

Se Collio sorprende, che dire di Francesco Scuderi, che schizza dai blocchi come ai bei tempi, corre sull’ordine dei 10”30 e conferma di essere il miglior partente sulla scena nazionale. Un autentico prodigio il suo recupero dalla rara sindrome che lo aveva colpito un paio di anni fa e con la quale ancora convive. La scuderia dello “Sprinteam” del prof. Di Mulo è avvalorata anche dal giovane Rosario La Mastra, 10”47 finora e bella speranza per il futuro.

Ottimo inizio di stagione anche per la coppia terribile di Milvio Fantoni, ossia Koura Kaba e Stefano Dacastello. Il congolese delle Fiamme Gialle sui 200 va che è una bellezza, a Doha già si è tolto la soddisfazione di finire sotto i 20”80, trascinando al “vizietto” della velocità anche il compagno di allenamenti Stefano Dacastello, sempre più condiviso tra salto in lungo e 100 metri.

Tutti in lizza per una splendida 4×100, che con l’aiuto di Andrew Howe, stavolta potrebbe voler dire davvero medaglia europea.

Medaglia che potrebbe addirittura essere iridata per il fenomeno di Rieti, magari con un balzo più in là del 8,26 suo personale, e perché no, anche del 8,43 di Giovanni Evangelisti. Miglior tecnica, maggior velocità in pedana, morale alle stelle. Andrew ci farà divertire, sicuramente!

Le medaglie potrebbero arrivare anche da altre discipline, tipo il triplo, dove ha sete di rivincita il finanziere Fabrizio Donato, dopo il passo falso indoor di Mosca. Donato ha già ottenuto a Torino una misura sopra i 17, evento che fa ben sperare sul proseguio di stagione.

Bene anche Antonietta Di Martino, autrice finora di una stagione impeccabile, la migliore probabilmente di tutta la sua carriera. Ora mancano solo i 2 metri, intanto la ragazza campana si diletta a fare la protagonista per i meeting di mezza Europa. Il fresco terzo posto ad 1,94 di Gateshead ne è la riprova.

Buone cose si vedono anche dalle martelliste e questa è una bella conferma. Ester Balassini e Clarissa Claretti scagliano l’attrezzo come poche riescono a fare nel mondo, dimostrando di avere le carte in regola per ben figurare all’Europeo. Peccato per le italiane che a Goteborg la gara somiglierà molto ad una finale mondiale, con tutte le più forti ad amplificare le difficoltà del caso.

Buone condizioni generali anche sugli ostacoli. Margaret Macchiut è prossima a cancellare il vecchio record di Carla Tuzzi di 12”97, soli 6 centesimi la dividono dall’impresa. Una splendida affermazione il 13”03 di qualche giorno fa, l’ostacolista della Sai finalmente sembra conoscere la stagione del vero salto di qualità. Una specialità che attende anche il rientro del talento Veronica Borsi, ormai prossima alla prima uscita dell’anno dopo il recupero fisico dalla rottura del tendine di Achille.

Sempre in tema di ostacoli, sui 400 hs, Benedetta Ceccarelli ha già corso in 56”71, lo scorso 21 maggio a Rieti, come a dire “ci sono”, di sicuro farà la sua figura al Golden Gala di luglio. Bene l’autodidatta Andrea Giaconi sui 110 hs, capace di ottenere successi anche con l’allievo Stefano Anceschi, già a ritmo di personali sui 200. Molto bene il giovane Emanuele Abate, capace, proprio a Ginevra, di strappare un 13”59 con vento al limite, tempo comunque di valore assoluto. Si è risvegliato anche Gianni Carabelli, che sul giro di pista proverà a far sentir meno la nostalgia del grande Fabrizio Mori.

Crescono splendide realtà anche nella velocità al femminile. Jessica Paoletta e Giulia Arcioni vanno che è una bellezza, sui 400 miglioramenti a valanga per Daniela Reina. Tutte ragazze cresciute in quella splendida realtà del centro Italia, chiamata Studentesca Cassa Risparmio Rieti, una società che continua a sfornare giovani promesse dell’atletica azzurra.
E’ gradito il ritorno di Maria Teresa Schutzmann, l’altra quattrocentista nazionale in forza all’Aeronautica, bloccatasi quest’inverno per un infortunio al piede. La ragazza da quest’inverno si allena nel freddo della Svizzera, a Losanna, seguendo scrupolosamente i programmi postati dal prof. Moretti. Un 200 da 24”12 a Ginevra dopo aver corso un 100 nella stessa giornata in 12”05 sono la conferma che anche la velocista laziale sta tornando a buoni livelli.

Che dire poi dell’alto dei fratelli Ciotti, Bettinelli, Campioli e chi più ne ha più ne metta. Speriamo che da questo nugolo di spilungoni finalmente esca fuori il record dell’alto ed una medaglia che sarebbe più che meritata per una specialità che continua a produrre campioncini.

Anche il mezzofondo un po’ sembra smuoversi. A Lugano nella settimana appena passata, Maurizio Bobbato e Christian Obrist sono apparsi in fase di crescita sugli 800. Entrambi sotto 1,48”, con Bobbato a confermare il buono stato di forma intravisto al meeting di Torino, ed Obrist già autore di una bella gara a Firenze sui più congegnali 1500.
Andrea Longo guida invece la graduatoria stagionale sugli 800, con 1’46”95, niente di straordinario per lui, ma già qualcosa rivederlo in pista e con voglia di fare.

Tra le donne sprizzano grinta da tutte le parti Silvia Weissteiner ed Elisa Cusma. Entrambe vanno alla grande, da record, e se riusciranno a calibrare gli allenamenti al meglio per Goteborg, non è detto che non riescano ad acciuffare qualcosa anche loro.

Maratona come al solito in piena salute. Stefano Baldini si toglie anche la soddisfazione di migliorare il record italiano a Londra, Daniele Caimmi va forte a Roma, Bruna Genovese arriva quarta a Boston. Quante frecce nell’arco del fondo azzurro.

Tante frecce quante ne dispone la marcia grazie ai suoi campioni. Ivano Brugnetti sembra tornato a certi livelli dopo le sfortune passate, Alex Schwazer, sia pur con bloccato da un infortunio, ha dimostrato di valere parecchio dopo il sorprendente bronzo mondiale, poi c’è quel giovane fenomeno chiamato Giorgio Rubino. Il marciatore delle Fiamme Gialle sta bruciando in fretta le tappe, tanto da potersi già considerare tra i migliori del mondo a soli 20 anni.

Tra le donne non sono novità Rossella Giordano ed Elisa Rigando. Speriamo che in terra scandinava non si ripresentino i problemi fisici della passata stagione, gli stessi che frenarono i sogni di gloria ai Mondiali di Helsinki.

Abbiamo dimenticato qualcuno? Sicuramente sì, dalle volate di Matteo Galvan alla guerra di lanci tra Cristiana Checchi e Chiara Rosa, dalle dieci fatiche di William Frullani alle spallate di Zahra Bani e Francesco Pignata, in molti stanno crescendo con lo sguardo rivolto agli Europei di Goteborg.

Ovviamente non mancano le note negative, provenienti da chi non riesce ad ingranare, da chi non trova la prestazione di sorta. Mancano segnali positivi dalle tripliste Simona La Mantia e Magdelin Martinez, distanti ancora dai balzi lunghissimi delle stagioni passate. Sono alla ricerca delle volate vincenti Alessandro Cavallaro e Marco Torrieri, due che da troppo tempo non sono al meglio. Si attende il ritorno delle pantere della velocità femminile Manuela Levorato e Vincenza Calì, ferme per infortunio e chissà quando recuperabili.

Ma è ancora presto per parlare, la stagione è appena all’inizio. Gustiamoci le gare e la marcia di avvicinamento agli Europei, l’appuntamento più importante dell’anno. In bocca al lupo ragazzi!

fonte: Redazione

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