ITALIANI MASTER 2006 – IL COMMENTO DI FRANCO PIZZI

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

E’ venerdì (9 giugno) ed eccoci arrivati ad uno dei più importanti appuntamenti dell’anno: i campionati italiani master. Questa è l’occasione di cercare di dare il meglio di sé dal punto di vista agonistico ma anche l’occasione per rivedere gli amici, sempre più numerosi. Arrivato al campo, infatti, vado a vedere cosa sta combinando Lorenzo Locati, mio ormai compagno fisso nelle trasferte lunghe (andremo insieme anche in Polonia con Alessandro Cipriani), oggi impegnato nella prima giornata dell’eptathlon. Vedo subito che Lorenzo non sembra aver rivali per questa volta e si riprenderà il titolo che l’anno scorso, complice un grottesco malinteso nell’interpretazione delle tabelle dei punteggi, andò a finire all’altro nostro amico, lo svizzero-veneto Pino Pilotto.
Comincia ora la lunga serie di saluti che è finita solo la domenica pomeriggio, al momento della partenza, e con un po’ di amici ci organizziamo per una passeggiata post-cena.
L’albergo che ho prenotato senza usufruire dell’agenzia specializzata consigliata è sul lungomare di Misano e la prima cosa che mi ha colpito è il relativo basso prezzo rispetto a quanto mi possa attendere da altre parti d’Italia: 36 euro per una pensione completa e con dei servizi che poi si riveleranno tutt’altro che male. Da tener di conto anche per il prossimo anno per i mondiali anche se l’idea di prendere un appartamento da condividere forse la preferisco. Altri amici, anch’essi alloggiati su altri alberghi del lungomare, hanno preferito prenotare tramite l’agenzia specializzata ma ho notato che non c’è stato nessun beneficio, né economico né sui servizi offerti, rispetto al “fai-da-te”, forse facilitato dal fatto che non siamo ancora in alta stagione.
La passeggiata è stata rilassante anche se il dopo cena, con le varie birre a contorno, non è proprio il massimo come pre-gara. Fra l’altro, dovevo ancora decidere se correre i 100 metri il giorno dopo, al quale mi ero iscritto, o concentrarmi solo sul disco e peso, più “tranquilli” dal mio punto di vista.
Vado a letto, ancora con il dubbio, con la certezza che lo avrò anche al risveglio.

Sabato
La notte scorre un po’ insonne, anche se, onestamente, non è che “senta” le gare più di tanto.
Vado al campo ancora con il dubbio se correre i 100 o meno ma il relativo poco tempo che manca alla conferma iscrizione mi aiuta a scioglierlo: ormai ho deciso, non ne farò di niente, almeno per stavolta. Fossero stati 60 metri non avrei avuto dubbi, li avrei corsi senz’altro, ma in quei 40 metri mancanti ci sarebbe stato l’ignoto per me: sarebbe potuto succedere di tutto, anche esplodere, visto che non sono certo preparato per correre distanze così “lunghe”!
Faccio quindi il “turista” ancora per qualche ora cercando di fare un po’ di foto. Vedo la cavalcata vincente di Alessandro Cipriani sui 400hs e l’appassionante sfida nei 100 metri fra Enrico Saraceni e Mario Longo: certo che è veramente stimolante, per ciascuno dei due, avere un avversario così forte nella stessa categoria in Italia!
Torno in albergo per il pranzo e poi mi fiondo direttamente in pedana per la mia prova del disco, quella certamente meno preparata. Le pedane dei lanci sono decentrate rispetto al campo di atletica: sono poste all’esterno e la zona lanci è praticamente un campo arato. Immagino che siano state messe su in fretta e furia ma dovranno necessariamente essere migliorate in vista dei mondiali del prossimo anno. Peccato che la loro collocazione non favorisca la partecipazione di maggior pubblico e, dal mio punto di vista, non mi permetterà di seguire le gare di molti dei miei amici.
Mi accorgo che la gara del disco è nobilitata dalla presenza di Marco Martino, il tuttora detentore del record italiano assoluto del disco con oltre 67 metri! Beh, se da un lato penso che il primo posto sia già assegnato, penso anche che un tal nome non possa altro che far bene a tutto il movimento master: in fin dei conti anche mettersi in discussione a distanza di anni rispetto ad un nobile passato è sicuramente un merito, a dispetto di chi denigra ancora chi pratica lo sport agonistico ad una certa età. Complice anche Martino, noto che il livello della gara è alto perché dai lanci di riscaldamento, sono in molti a superare la barriera (se così si può chiamare per noi over 45) dei 30 metri. Anche il mio avversario di domani nel peso, Edmund Lanziner, è diventato anche l’avversario di oggi, visto che pure lui si cimenta nel disco, così come anche l’amico Giancarlo Ballico. Comincio i lanci di riscaldamento e noto con piacere che raggiungo abbastanza agilmente i 33 metri. La cosa, comunque, non mi rincuora più di tanto, visto che la mia rotazione è praticamente nulla ed anzi, può anche farmi peggiorare la situazione. Comincio i lanci ed esce un 34.03 accettabile. Beh, rimarrà anche il mio unico lancio valido perché colleziono nulli e rinunce spontanee, anche per proteggere la schiena dolorante in vista del peso di domani. Alla fine risulto terzo, favorito dal fatto che Edmund, pur lanciando più lontano di me, colleziona 3 nulli. Mi dispiace onestamente per Ferdinando Ferrati, che arrivò sul podio del peso con me ed Edmund alle indoor di Ancona, che totalizza il quarto posto lanciando meno delle sue possibilità. Vedo che ci teneva molto e la sua prestazione lo addolora non poco. Mi sento di andare a confortarlo perché arrivare quarti non è bello: era successo anche a me l’anno prima, sempre nel disco, per pochi centimetri ed anche nel 2004, per 2 centimetri nel peso, proprio a vantaggio del mio amico Lorenzo.
Fra le altre gare, detto della grande sfida fra gli MM90 nel lancio del peso, riesco comunque ad apprezzare ancora di più quello che è una grande icona del movimento master, Hubert Indra, che al suo ultimo anno fra gli over 45 riesce a collezionare un ottimo 4.30 d’asta, suo primato italiano uguagliato, fallendo di poco i 4.40.
Premiazione, doccia e cena finale organizzata lì per lì con degli amici suggellano in bellezza la giornata (che ridere vedere Nani Prampolini ballare il liscio con Fabiola e Lucia Pierobon!).

Domenica
Mi alzo la mattina con uno strano raffreddore, forse procurato fra gli eccessi della cena ed il conseguente “raffrescamento” notturno. Vado in pedana a prepararmi per la gara del peso e comincio a fare un po’ di esercizi di riscaldamento. Edmund è decisamente il favorito per la gara e devo concentrarmi soprattutto per fare un buon risultato. Negli ultimi giorni non è che mi sentissi in gran forma e confido soprattutto nell’effetto gara, sperando che l’adrenalina abbia un effetto positivo. Comincio a fare un po’ di lanci da fermo e noto con piacere che tocco quasi i 12 metri! Anche qui, niente da esultare, comunque, la mia non certo sopraffine tecnica di traslocazione non mi farà guadagnare quello che per un buon lanciatore sarebbe logico aspettarsi. Cominciano i lanci e colleziono un buon 12.20. Non è proprio il massimo, ma rispetto ai giorni scorsi mi accontento e qui, probabilmente, commetto un errore. Edmund non riesce a lanciare bene secondo i suoi livelli, ma azzecca un ottimo quarto lancio a 13.28. Io faccio un altro paio di lanci sopra i 12 con il massimo a 12.28. Va bene così ma si può fare di meglio e mi adopererò per dimostrarlo (soprattutto a me stesso) nelle prossime gare. Sono contento per Ferdinando Ferrati che, complice l’assenza di Giancarlo, possibile medagliato se solo avesse preferito il peso alla spiaggia di Cattolica, riesce a prendere il terzo posto e dimostra come il destino, talvolta, ti restituisce il giorno dopo ciò che ti aveva tolto il giorno prima.
Purtroppo, come detto, mi dispiace che la collocazione decentrata delle pedana mi abbia isolato dagli altri amici che stavano gareggiando in contemporanea e non ho potuto quindi vedere né Rosa Marchi, né Marco Segatel e tanti altri. Beh, sarà per la prossima volta. Ora c’è da preparare la trasferta in Polonia!

Nella foto Franco Pizzi, di L.Locati

fonte: Franco Pizzi

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