ITALIANI MASTER 2006: L’INVASIONE ANNUNCIATA È… AVVENUTA! (DI R.MARCHI)

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

L'8 giugno, sul sito della Fidal Nazionale veniva pubblicata una news che annunciava “l'invasione dei master” a Misano per i Campionati Italiani. Poi più nulla. A una settimana dall'evento, sul sito non è stata riportata una sola riga di consuntivo. Tranquilli, i campionati non sono stati annullati per un “overbooking” degli albergatori; si sono svolti eccome, e gli amici di Atleticanet sono stati informati, quasi in tempo reale, del record mondiale M75 di Luciano Acquarone nei 10.000 metri, del primato europeo M80 di Sergio Agnoli e dei 24 primati italiani di categoria migliorati. Come sapete, il nostro è un sito composto da volontari accomunati dalla passione per l'atletica, e non di certo di addetti stampa stipendiati. Ma non voglio intristirmi né tantomeno intristirvi: veniamo ai campionati.

L'impianto sportivo di Misano Adriatico è proprio bello. Una grande tribuna, con una copertura dal design moderno e, tutto intorno alla pista di atletica, un argine artificiale ricoperto d'erba, l'ideale per il riscaldamento degli atleti e un'ottima opportunità per familiari ed amici per prendere il sole senza perdere la visione delle gare in corso. E poi loro (o meglio “noi”), i master, sempre più numerosi e sempre più bravi.

Nella foto Bruno Sobrero e Ugo Sansonetti nel podio dei 200 m M85 (di R. Marchi)

I numeri ufficiali sono imponenti. Dopo la leggera involuzione della scorsa edizione a Comacchio, la partecipazione record di Caorle 2004 è stata nettamente superata. Sono stati 1.280 gli atleti iscritti e ben 2.050 gli atleti/gara effettivamente presenti in campo nelle tre giornate di gara. Il richiamo dei mondiali master del 2007, che avranno la propria sede proprio nella riviera romagnola, ha sicuramente sortito il suo effetto.
Per gli organizzatori è stata una una specie di prova generale, che ha visto la supervisione da parte di due delegati della W.M.A (la Federazione Mondiale dei Master).
Nel complesso c'è stata la sensazione che la macchina organizzativa debba essere “oliata” ancora un po', anche perché i numeri del mondiale saranno ben diversi da quelli di un campionato italiano (sono attesi 8.000/10.000 atleti provenienti da quasi 100 nazioni). Far “tesoro” di questa esperienza sarà fondamentale per ben figurare nella rassegna iridata.

Un elogio alla segreteria, che quest'anno ha lavorato bene e non ha commesso errori nella composizione delle serie. I velocisti ringraziano. Rimane un unico cruccio: l'assegnazione a sorteggio delle corsie nella composizione delle serie toglie un po' di spettacolarietà alle gare. Sono in molti ad auspicare una modifica al regolamento che preveda, come per i campionati assoluti, le batterie e le finali; oppure, in alternativa, l'assegnazione delle corsie in base ai tempi d'iscrizione.

Quest'anno è stata sperimentata una nuova modalità riguardante la conferma iscrizioni. Fino alla scorsa edizione l'atleta, dopo il ritiro della busta, doveva presentarsi per il ritiro del pettorale entro un'ora dall'inizio della propria gara; qui, invece, i pettorali venivano consegnati contestualmente alla busta, ma la conferma doveva avvenire apponendo la propria firma, entro un'ora dall'inizio della propria gara. Qualcuno, che non aveva letto accuratamente il regolamento, è rimasto vittima di questa regola ed è anche arrivato a versare qualche lacrima, a dispetto dell'età, per non essere riuscito a prender parte alla propria gara. Commentavo questi episodi con Luciano Cestaro, giudice responsabile della segreteria: è vero che chi non conosce i regolamenti è sempre dalla parte del torto, però qualcosina si sarebbe potuto fare per ridurre il numero delle “vittime”. Se l'intento era quello di riprodurre quanto normalmente avviene in una manifestazione internazionale, forse si sarebbe dovuto adottare anche la struttura a “bacheca”, dove l'atleta appone la propria firma in maniera autonoma. E' difficile che una struttura così evidente come una fila di bacheche passi inosservata. Oppure si sarebbe dovuto fornire ad ogni atleta, contestualmente al proprio pettorale, anche un pro-memoria relativo a questa novità. Nella busta contenente i pettorali, unica per società, era invece presente una sola copia del regolamento.

Durante la manifestazione sono stati assegnati 350 titoli italiani [leggi], a cui hanno corrisposto altrettante premiazioni e un lavoro incessante e mastodontico degli speaker impegnati (in primis Daniele Menarini, che sarà il resposabile stampa dei mondiali master 2007).

Si sono viste delle gare molto belle e avvincenti, con un record mondiale (Luciano Acquarone nei 10.000 M75), un record europeo (Sergio Agnoli nei 10.000 M80) e 24 primati i taliani di categoria [leggi] .

Su tutte la gara dei 10.000 metri “over 55”, che ha visto i sopracitati primati internazionali. Chi ha assistito alla gara non ha potuto non provare una grande ammirazione per questi atleti che segnano prestazioni che molti “giovani” invidierebbero.

In tema di sfide, invece, quelle del quarantaduenne Enrico Saraceni sono state sicuramente le più avvincenti. Nei 100 metri M40, nonostante la sua prodigiosa rimonta, non è riuscito ad agguantare uno scatenato Mario Longo, vincitore in 10”91 (10”96 il tempo di Saraceni). Negli 800 metri, invece, ha avuto la meglio sul trentino Walter Foresti di appena 7 millesimi, dopo una volata combattutissima. Il tempo finale è stato lo stesso per entrambi, al centesimo: 2'01”67. Per Saraceni, al debutto sulla distanza, la consapevolezza che non sono sufficienti le doti da velocista prolungato per ottenere un grande risultato anche sul doppio giro di pista. “E' stata una gara durissima e non mi sono ancora ripreso dalla sforzo! – ha commentato due giorni dopo la gara – Agli Europei di Poznan mi concentrerò sulle distanze più corte. Se in futuro riproverò gli 800 metri lo farò solo dopo una preparazione più accurata.”

Tra le categorie più anziane (o meglio “meno giovani”), immancabile la sfida tra Ugo Sansonetti e Bruno Sobrero, stavolta nei 200 metri M85. Ha avuto la meglio il romano (Sansonetti), ma Sobrero era rimasto vittima di una brutta caduta nei 60 hs il giorno precedente. “Forse era meglio se non correvo i 200 metri”, ha commentato Sobrero dopo aver perso la sfida.

Per concludere, un commento sulle gare di velocità femminili “under 45”. La W40 è una categoria che sta crescendo bene e che lascia ben sperare per il futuro, ma parallelamente si è riscontrato un preoccupante calo della categoria W35: le vincitrici dei 100 e dei 200 metri W35 si sarebbero classificate rispettivamente al quinto e quarto posto nella analoga gara della categoria W40.

Personalmente la partecipazione a questi campionati mi ha regalato tanto entusiasmo, che mi darà la giusta carica per affrontare al meglio i prossimi allenamenti. Tra un mese ci sono gli Europei di Poznan.

Un pensiero e un augurio a Bruna Miniotti [leggi il suo profilo], la bravissima fondista torinese che non è potuta essere presente per problemi di salute. Forza Bruna, non mollare.

fonte: Atleticanet

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