ASAFA POWELL E WALLACE SPEARMON, 200 METRI PER DUE

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Sensazionali prestazioni dei due velocisti nelle rispettive rassegne nazionali. Spearmon si impone a Indianapolis in 19”90, Powell con lo stesso tempo domina la gara in Giamaica. Per entrambi è primato mondiale stagionale. Buone cose anche dalle altre gare.

200 metri, il punto d’incontro tra lo sprint e la velocità prolungata, tra chi spinge sul rettilineo dei 100 metri e chi ripartisce lo sforzo sul giro di pista. Così com’è accaduto a Wallace Spearmon e Asafa Powell, due atleti molto diversi, ambedue velocisti ma dalle caratteristiche quasi contrapposte. Powell più centista, Spearmon sempre più quattrocentista, sono stati protagonisti non voluti, nel passato weekend, di un duello sul mezzo giro di pista a ritmo di primato. Uno in Giamaica a Kingston, l’altro negli Stati Uniti ad Indianapolis, ambedue impegnati nei Campionati Nazionali del proprio Paese, hanno tirato fuori dal cilindro due prestazioni di gran valore che li lanciano di prepotenza al primo posto delle graduatorie mondiali dell’anno.

Ad Indianapolis, dopo l’ennesimo acquazzone pomeridiano, la finale dei 200 doveva essere il piatto forte dell’ultima giornata di trials. Alla partenza, oltre a colui che sarà destinato a fa sua la gara, anche il campione del mondo dei 400 Jeremy Wariner, ed i giovani Kelly Willie e Rodney Martin. Non parte benissimo Spearmon, la curva lo vede affiancato agli altri, così come all’uscita del rettilineo. A 50 metri dal traguardo è anzi il nome nuovo Jordan Vaden primo davanti a tutti. Ma è proprio l’ultimo tratto di gara che esalta la capacità di progressione di Wallace Spearmon, capace di ridurre il distacco metro dopo metro, fino alla vittoria sul filo di lana. Per lui 19”90, per il suo diretto avversario, 19”98, miglioramento straordinario, considerando che Vaden aveva un primato sulla distanza di 20”57. Terzo Rodney Martin in 20”14, solo quinto Wariner, mai in gara ed ancora con qualche problema di feeling con i 200. Ad avvalorare l’impresa di Spearmon ci si è messo anche l’anemometro che ha fatto segnare solo 0,3 m/s a favore.

A Kingston Asafa Powell, lungamente atteso dal pubblico di casa dopo il forfait sui 100 metri del giorno precedente, ha fatto terra bruciata sui meno abituali 200 metri. La pantera giamaicana è apparsa in una condizione di forma straordinaria, riuscendo bene anche nella progressione finale, proprio sui 200 laddove non era mai sembrato particolarmente sconvolgente in passato. Powell ha corso una prima parte di gara senza strafare, preoccupato di evitare il riacutizzarsi dell’infortunio che lo aveva colpito a maggio sempre sulla stessa distanza, per poi cambiare assetto e spingere sino al traguardo. Aiutato da una brezza a favore di 1,3 m/s, Powell, senza grossi patemi, ha fermato i cronometri in un 19”90 che vale il nuovo record personale e che propone il giamaicano alla ribalta sui 200, oltre ai 100 metri in cui minaccia di abbassare nettamente il limite mondiale.

Risultati notevoli sono arrivati anche dalle altre gare in programma nell’ultima giornata di trials sia in Giamaica che negli States.

A Kingston, sui 200 femminili è ancora scatenata Sherone Simpson, dopo il 10”82 del giorno precedente sui 100 metri. Per completare degnamente la doppietta, la Simpson affronta i 200 a manetta chiudendo con un ottimo 22”00, primato personale e mondiale stagionale. Un tempo che non rende esattamente il valore della giamaicana, stupita per il tempo dopo aver rallentato vistosamente in prossimità del traguardo.

Sui 400 donne bel risultato per Novena Williams capace di imporsi con un prestante 50”24, tempo che le consente di lasciar dietro Shericka Williams, seconda in 50”57.
Brigitte Foster-Hylton ha fatto proprio il titolo dei 100 hs, con un buon 12”74, mentre Kenia Sinclair ha vinto gli 800 in 2’00”91.

Ad Indianapolis addirittura 5 primati mondiali stagionali nell’ultima giornata, oltre alla volata sui 200 di Spearmon.
Prima grande misura nel Salto in alto maschile dove Tora Harris si eleva oltre i 2,33, approdando al suo nuovo personale, migliorato di due centimetri.

E’ addirittura fantastico Walter Davis nel triplo. L’ex cestista della Louisiana parte subito forte al primo salto con 17”46, poi 3 salti sempre attorno ai 17 metri, per lasciare all’ultimo i tentativi migliori. 17,31 al penultimo salto e, dulcis in fundo, 17”71 all’ultimo tentativo, misura ottenuta con quasi un metro di vento contrario. Bella affermazione per il triplista americano, che rinsalda la sua posizione al vertice mondiale della specialità.

110 hs tutti per Dominique Arnold. L’atleta allenato da John Smith chiude in un ottimo 13”10, abbassando il tempo della migliore prestazione mondiale 2006, già migliorata in semifinale con 13”15. Nulla ha potuto l’altro favorito della gara, Terrence Trammell, comunque autore di un buon 13”14. Fuori dai giochi in semifinale “superman” Allen Johnson, in un modesto 13”59, quasi siginificando un ideale passaggio di consegne. Intervistato, Johnson parla solo di una gara andata male, convinto di poter continuare ancora a rimanere competitivo contro i più giovani avversari.

Miglioramenti a non finire anche sui 400 hs femminili, dove Lashinda Demus dimostra due volte di valere la leadership stagionale sul pianeta. Prima in semifinale, con 53”50, poi in finale, con un probante 53”07, migliorando quasi mezzo secondo. Due crono che comunque non soddisfano la Demus, che avrebbe voluto correre in un tempo prossimo ai 52”7. Appuntamento rimandato alla prossima occasione.

Ultima grande prestazione ad Indianapolis negli 800 metri, con Khadevis Robinson che sale in vetta alle graduatorie mondiali stagionali. Il mezzofondista allenato da Johnny Gray, famoso ottocentista del Santa Monica Track Club ed attualmente detentore del record americano sulla distanza, ha impostato la gara all’attacco, in testa dall’inizio alla fine. Il tempo finale di 1’44”13, rappresenta il nuovo primato personale, migliorato di quasi mezzo secondo, oltre a significare il nuovo limite mondiale del 2006.

fonte: IAAF; Foto:Getty

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