UNA DELUDENTE ITALIA ESCE DALLA SUPER LEAGUE EUROPEA

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Confesso che il risultato della squadra italiana, al termine della prima giornata mi aveva fatto sperare in una di quelle imprese che solo il più appassionato culture di uno sport dove nulla è affidato al caso, poteva sognare.
La seconda giornata mi ha richiamato violentemente alla realtà, ricordandomi che mi sto occupando di uno sport dove nulla può una decisione arbitrale più o meno corretta o la traiettoria improbabile di una palla scagliata verso ben altri indirizzi.
Mi sono sentito dire: guarda che tu ti occupi di atletica, e in atletica nulla è affidato al caso o alla buona sorte.
Niente di più vero! L'Italia messa in campo a Malaga ha mostrato tutte le incertezze e le incongruenze di un movimento avaro di campioni, popolato (si fa per dire) da atleti alla continua ricerca di una condizione ottimale che stenta sempre ad arrivare, da atleti che si arrendono al primo refolo di vento contrario, come se Eolo non usasse uguale trattamento per tutti.
I “season best” o “personal best” ottenuti in contesti internazionali, sono merce rara per le maglie azzurre, mentre invece abbonda l'occupazione di poltrone di retrovia.
Da queste considerazioni matura la retrocessione dalla Super League. Usciamo insieme a Spagna e Finlandia, mentre la Germania, penultima classificata, aveva presentato una squadra sperimentale proprio contando sul ripescaggio per via del ruolo di prossima organizzatrice della finale di Coppa Europa del 2007.
La coppa maschile è andata alla Francia che ha bissato in tal modo il successo di Firenze del 2003. Ha piegato la forte Russia che aveva chiuso la prima giornata di gare con ben 17 punti di vantaggio.
La Francia, a differenza dell'Italia, corre e salta, mentre noi attualmente saltiamo e basta.
Gli unici due nostri successi sono infatti venuti dai salti in estensione, mentre due ottimi secondi posti sono stati ottenuti in quelli in elevazione.
Allo straordinario successo di Andrew Howe nel lungo, si è affiancato oggi quello di Fabrizio Donato nel triplo, che ha bissato il successo di Firenze dello scorso anno. Fabrizio non ha superato i 17 metri, ma la vittoria lo ripaga ampiamente della misura ottenuta (16.99). Al loro fianco anche Giulio Ciotti che nell'alto ha sfiorato ancora una volta i m. 2.30 ottenendo un prezioso secondo posto.
Giuseppe Gibilisco non veniva da una stagione esaltante. Il suo secondo posto (5.65) dietro al francese Romain Mesnil, vincitore della gara con la misura di 5.70, sarà sicuramente di stimolo in proiezione campionati europei.
Si è salvata anche la staffetta 4 x 400 (Howe, Carabelli, Galletti, Barberi), terza dietro a Francia e Polonia, in un 3:04.27 di buon auspicio considerata l'età media dei nostri staffettisti. Stupisce, ma non più di tanto, il fatto che, a parte Barberi e Galletti, non si riesca più a schierare specialisti puri del giro di pista.
Come pure ci ha lasciati molto perplessi l'impiego del simpatico Francesco Scuderi sulla distanza dei 200 metri, distanza per lui non congeniale. Il risultato è stato quello di averlo fatto affondare ad un settimo posto, che non avrebbe evitato neppure se avesse corso al limite delle sue migliori prestazioni sulla distanza.
Una chiodata rimediata dopo 300 metri ci corsa, ha tolto di gara Andrea Longo, un atleta che anche in condizioni ottimali, non avrebbe potuto dire molto di più. Esempio lampante di un mezzofondo che non trova vie di uscita da un tunnel nerissimo nel quale si è infilato dopo anni di programmazioni sbagliate (o non azzeccate).
Deludente l'ultimo posto di uno spento e rinunciatario Yuri Floriani sui 3000 siepi, un tempo nostro punto di forza sulla ribalta internazionale.
Identica classifica anche per il giavellottista Francesco Pignata, autore di un deludente miglior lancio a m. 71.45, lontano quasi 14 metri dal lancio del finlandese Pitkamaki (85.30).
Unico azzurro arrivato al “season best” è stato il discobolo Hannes Kirchler, quarto nel lancio del discon con m. 61.88.
Penultimo posto per Cosimo Caliandro nei 3000 metri, dove Salvatore Vincenti, ci aveva abituati a ben altri risultati.
Ha sorpreso la debacle rimediata sui 110 ostacoli da Andrea Giaconi, un atleta di media levatura europea, tuttavia in grado di battersi con tenacia ed orgoglio a dispetto dei sui limiti tecnici.
Penultimo nella gara con un tempo altissimo, 13.92, lontano da quello del francese Doucouré (13.27) vincitore della prova.
Ha vinto, come abbiamo detto, la Francia con i suoi “couloured men” con 118 punti. Battuta di 2 soli punti la Russia, mentre la Gran Bretagna ha conquistato un insperato terzo posto raccogliendo 109 punti.
L'Italia è stata battuta anche dalla Polonia (107 punti), l'Ucraina (103), e la Spagna (99,5). I nostri 93 punti ci hanno permesso di superare sollo la giovane e disincantata Germania (86,5) e la Finlandia (65). Troppo pochi per una nazionale che a Firenze, solo un anno fa, aveva conquistato un eccellente terzo posto.
Adesso, come con le ragazze, siamo in First League. Per i maschi sarà dura risalire l'anno prossimo, salvo che non si cominci a lavorare sul serio a partire dai prossimi Europei di Goteborg, dove a mio avviso dovrebbero andare solo gli uomini da podio. Per fare esperienza ci sono tanti meeting di buon livello, manifestazioni che raramente vedono schierati nostri ragazzi.
Fra le donne la Russia (155 punti)ha ottenuto il suo decimo successo, battendo la combattiva Polonia (111,5)e l'Ucraina (99).

fonte: Redazione Atleticanet

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