CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI – 1° GIORNATA

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Scivola via dal capoluogo piemontese la prima giornata dei 96esimi Campionati Italiani individuali senza troppi sussulti ma con qualche buon risultato ed un paio di nomi nuovi. Ecco come è andata

In una finale dei 100 orfana del favorito Simone Collio alle prese con una caviglia poco collaborativa, il marchigiano Luca Verdecchia vince con un pizzico di sorpresa il suo primo titolo italiano assoluto con il tempo di 10″42, sul podio con lui Checcucci e Donati entrambi col tempo di 10″51. Di scarso rilievo il quarto posto di Scuderi, osservato speciale dopo l'exploit nei 200 non confermato in Coppa Europa. I 110hs hanno visto dopo le batterie uno scontro all'ultimo metro tra Andrea Giaconi ed il recanatese Andrea Cocchi. Per entrambi 14″06 con l'oro assegnato a Giaconi e l'argento a Cocchi. Nei 1500 uomini invece si può parlare di deja vu con l'altoatesino Christian Obrist al suo sesto titolo, quinto consecutivo nei 1500. Buono il tempo sul traguardo, 3'44″53 che trascina con se anche Lorenzo Perrone (secondo) e l'altro altoatesino Christian che però di cognome fa Neunhauserer. Tutto il podio al di sotto dei 3'46, niente male! L'altra finale del mezzofondo, quella dei 5000 vede Cosimo Caliandro nuovo campione italiano davanti a Stefano La Rosa in una gara dai ritmi non proibitivi in cui i due atleti vengono separati da una manciata di centesimi. In un mezzofondo azzurro non troppo vivace rileviamo che il secondo e il terzo arrivato di questa gara, La Rosa e Meucci sono entrambi dell'85 e quindi atleti giovani e potenzialmente capaci di sensibili miglioramenti.

La marcia uomini, svoltasi sulla distanza dei 10km vede primo sul traguardo un ritrovato Ivano Brugnetti il quale, pur se a corrente alternata riesce ancora a vedere il suo nome ben in evidenza nelle gare che contano. Senz'altro interessante anche il tempo: 39'48″52 specie in considerazione del periodo di carico a cui si sta sottoponendo. Dietro di lui il più accreditato alla vigilia, Marco Giungi e terzo Jean Jacques Nkouloukidi. Segnaliamo in questa gara anche il quarto arrivato, Daniele Paris in quanto, pur se della categoria promesse (1984) riesce a siglare un tempo senz'altro di rilievo chiudendo sotto i 41 minuti.

Nei concorsi alcune assenze hanno messo in evidenza nomi non di primissimo piano. Nell'asta l'annunciata assenza di Gibilisco, fresco di un season best da 5.80 ha aperto la strada del titolo tricolore a Giorgio Piantella che si è arrampicato fino ai 5.30mt. Secondo Manfred Menz e terzo Nicola Tronca entrambi fermi a 5 metri esatti. Anche il lungo maschile ha sofferto l'assenza della star Andrew Howe che ha permesso la vittoria al suo compagno di squadra, Ferdinando Iucolano. Iucolano ha saltato 7.87 davanti ad Agresti, secondo ad un solo centimetro di distanza; terzo arrivato, Marraffa. Il peso ha dato la vittoria ad un altro marchigiano, Paolo Capponi proveniente dalla stessa società che ha avuto negli anni passati l'imponente figura tecnica di riferimento che oggi ricopre la carica di direttore tecnico. Capponi ha chiuso la pratica già dal primo lungo lancio (18.98) che è rimasto il migliore fino al termine. Gli si è avvicinato al sesto turno Marco Dodoni con 18.89.

Ha chiuso la prima giornata di gare la staffetta 4 x 100, corsa col solito metodo delle serie. Ha vinto il team del nuovo campione italiano dei 100. Le Fiamme Oro Padova hanno infatti chiuso la gara per prime in 40″22 lasciandosi alle spalle, nella terza e più forte serie, il quartetto dei Carabinieri Bologna (40″67) e dell'Avis Macerata (41″54).

In giornata si sono corse anche le batterie dei 400, degli 800 e dei 400hs con i migliori in finale.

Tra le donne Elena Sordelli corre la batteria dei 100 in 11″57 (v +2,5) e vince il titolo italiano in 11″83 davanti a Manuela Grillo e Maria Aurora Salvagno. Le fa eco Margaret Macchiut nei 100hs vincendo in 13″23 davanti a Micol Cattaneo e Marzia Caravelli. I 1500 sono appannaggio di Eleonara Berlanda che vince facile in 4'15″98 davanti ad Eleonora Riga e Rosanna Martin in una gara dai tempi non particolarmente rilevanti. Nei 10000 corre più veloce di tutte Gloria Marconi che vince in 33'08″46 davanti a Silvia Sommaggio e Vincenza Sicari. Se non fosse stato per la terza arrivata si poteva pensare ad un campionato italiano master: 38 anni per la vincitrice e 37 per la seconda arrivata. Onore al merito e la speranza che qualche giovane segua l'esempio e magari lo superi!

Nei salti Antonietta Di Martino vive la sua seconda giovinezza atletica e si impone nel salto in alto con 1.91. Seconda Daniela Galeotti e terza Elena Meuti. Il salto triplo ritrova una sua interprete che quest'anno ha faticato non poco a saltare a livelli accettabili. Simona La Mantia salta e vince in 14.21 davanti a Silvia Biondini e Laura Tosoni, entrambe abbondantemente sotto i 14 metri.

Per i lanci ancora una marchigiana: Clarissa Claretti in forza alla Fondiaria Sai vince il titolo italiano nel martello battendo anche troppo facilmente la sua avversaria storica Ester Balassini incappata in una giornata no. Per la Claretti la ragguardevole misura di 71.49 giunto al sesto turno di una bella serie di lanci. Brava la giovane Silvia Salis che si piazza a ridosso delle due azzurre con un lancio di bronzo da 62.52. Il giavellotto è per l'atleta di casa e non poteva essere altrimenti; Zahra Bani vince con 60.38 davanti a Claudia Coslovich e alla giovane Elena De Lazzari. Il disco si risolve nell'arco di 6 centimetri. Tanta è la distanza tra il miglior lancio della neo campionessa italiana Laura Bordignon (56.31) da quello di Cristiana Checchi. Terza piazza per Giorgia Barbatella.

Chiude la carrellata dei risulati femminili la 4 x 100 il cui titolo italiano va al C.S. Esercito che si impone in 46″33 davanti alla Fondiaria Sai e alla Camelot che purtroppo è partita nella seconda e non nell'ultima e più accreditata serie.

Appuntamento a domani per il gran finale con uno scorcio in video dalle 20.40 alle 22.40 su Raisport satellite.

fonte: Fidal

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