ASSOLUTI 2006: QUELLA “STRANA FINALE”

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Gentile Redazione,
approfitto di questo piccolo spazio per manifestare il mio disappunto su uno spiacevole episodio accaduto recentemente ai campionati italiani assoluti di Torino, riprendendo anche il vostro commento alla manifestazione.

Finale 400 ostacoli uomini. Doppia falsa partenza e squalifica per l’atleta da me allenato Corrado Agrillo. Dagli spalti e dalla pista (dal parterre Fabrizio Mori) nessuno nota niente di irregolare….Ma allora perché il contro-starter ha sparato e soprattutto perché, invece, per lo starter la partenza era regolare, visto che non ha sparato il secondo colpo di pistola? Non solo, ma perché ci sono voluti ben 127 secondi per comunicare la squalifica all’atleta??
Agrillo, incredulo e stordito, assiste alla gara da bordo pista, quasi in trance.

Al termine della gara in questione, insieme ad un dirigente dell’Atletica Riccardi di Milano mi reco presso la giuria corse curioso di vedere i tempi di reazione e pronto a recitare il mea culpa..
Con molta naturalezza e davanti a più persone viene dichiarato da un giudice della giuria che la macchina non funziona e che quindi i tempi di reazione non sono stati rilevati…Mi chiedo: “ma allora i collegamenti elettrici, che affannosamente gli addetti al campo rimuovono celermente dopo ogni partenza, sono solo una “bella finzione”?????….

Incalziamo i giudici con le nostre perplessità e chiedo di visionare il filmato della partenza grazie ai tecnici della RAI ma è necessario il ricorso scritto così come da regolamento…Redigiamo il ricorso (chiedo una modulistica che non esiste) pagando la relativa tassa di 30€ ed anche in questo caso i giudici sono sprovvisti di bollettario; ci mettono una firma per ricevuta sulla fotocopia e solo dopo un pò ci viene formalizzato il pagamento della tassa con una piccola ricevuta stampata ad hoc.
Passano i minuti che alla fine diventano 60 per avere tra le mani un laconico responso di “ricorso respinto” perché le immagini non chiariscono l’accaduto (bugia clamorosa perché invece le immagini diffuse poco più tardi dalla RAI, smentiscono seccamente questa dichiarazione ed evidenziano che la falsa partenza è da attribuire ad un altro atleta) e dei tempi di reazione, ovviamente, neanche a parlarne manco fossimo ai campionati provinciali….

Sfiniti e delusi decidiamo di abbandonare il campo, Agrillo forse per sempre, io almeno per un po’; su RAISPORT stanno dando la sintesi della gare…Rivedo l’accaduto ed anche il cronista della RAI (preciso e obbiettivo come sempre) in sede di commento finale sottolinea questa ingiustizia perpetuata ai danni di un aspirante al podio (ricordo che Agrillo tra i presenti era accreditato con il 3° tempo di iscrizione).

Se questa nostra atletica dopo 33 anni non è più al vertice europeo, se gli iscritti alle gare sono sempre di meno, se i risultati sono sempre più modesti ed insignificanti, se sugli spalti non ci sono spettatori e spesso non ci sono neanche gli addetti ai lavori, se i tecnici anziani ci lasciano e si dedicano ad altri sport e se i giovani tecnici dopo qualche timida esperienza preferiscono altre attività, non possiamo più lamentarci ma prendere atto che l’attività che svolgiamo è spesso fatta in maniera grezza ed approssimativa.

I campionati italiani devono essere la cartolina, lo spot propagandistico della Federazione…Non è ammissibile che le apparecchiature non funzionino, non è ammissibile che gli addetti ai lavori debbano improvvisare le loro attività, ma soprattutto non è ammissibile che in maniera superficiale si decida di mandare all’aria i sacrifici di un anno intero di un atleta che finalizza tutta la stagione sui CAMPIONATI….e se si è trattato di errore umano, allora bisogna avere il coraggio di ammetterlo e riparare!!!
Se non si ha il coraggio di fare queste scelte, se lo spettacolo deve continuare, credo sia giusto che chi non è interessato e motivato, chi non sente dentro di sé lo spirito di giustizia sportiva che dovrebbe contraddistinguere il mondo dello sport dilettantistico, stia pure a casa..dobbiamo necessariamente azzerare per ripartire…le pezze a colori non servono più!!

Chi ha sbagliato e chi non ha avuto il coraggio di ammettere l’errore – perchè di errore si è trattato – è giusto che venga sanzionato e credo che il Gruppo Giudici Gare, che da sempre svolge con passione e competenza il proprio ruolo, sappia e voglia individuare i colpevoli di questo spiacevole episodio.

Mi scuso per lo sfogo e cordialmente ringrazio.

Luciano Caputo – Napoli

fonte: Luciano Caputo

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