MONDIALE DEI 110HS, ALCUNE CONSIDERAZIONI

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Velocità si……ma non troppa.

Questa è la chiave del successo secondo l’ostacolista, neo primatista del mondo, Liu Xiang. “È tecnicamente impeccabile. La sua velocità di base sul piano non è buona quanto quella dei suoi diretti avversari, il che significa che può correre fra gli ostacoli alla velocità massima senza timore di andare troppo veloce. Può distendersi, non preoccuparsi di andare troppo veloce e può concentrarsi solo sulla tecnica di valicamento„“I suoi avversari sono sprinters molto più veloci ma quella velocità è uno svantaggio per loro„“Per esempio Terrence Trammell è uno sprinter molto più veloce ma non riesce mai ad utilizzare quella velocità supplementare a suo vantaggio sugli ostacoli„ Gli ostacolisti molto veloci sul piano devono sempre registrare la loro velocità fra gli ostacoli perché cercano di andare troppo veloci e quindi a metà gara cominciano ad entrare troppo sotto sugli ostacoli, troppo affinché il passaggio possa essere pulito e tecnicamente efficace. “E questo problema è ancora più accentuato quando c’è vento a favore come a Losanna (+1.1m/s). Gli uomini più veloci sono spinti sull’ostacolo. Così devono procedere a modificare continuamente la velocità di corsa.„ “Anche le piste reattive come questa remano contro ostacolisti molto veloci. Troppa velocità ha ucciso ieri Arnold, Doucouré ed il resto del gruppo„ Al contrario “Liu Xiang può usare la sua velocità completamente in una corsa ad ostacoli; non deve procedere ad alcuna variazione di velocità; in questo modo può concentrarsi sul rimanere basso sopra le barriere.„ “Aggiungere un'altra mezza iarda nello spazio fra le barriere capovolgerebbe gli equilibri andando a favore degli uomini con velocità piana più veloce. “Sarebbero inafferrabili.„ Flessibilità fenomenale Liu Xiang è fisicamente l'esemplare umano perfetto per i 110 hs. “Il corpo di Xiang è eccezionalmente flessibile. Alto 1.89m , peso 82kg, l'atleta ha “un telaio lungo ma piedini corti.„ Di conseguenza è più facile per lui correre far gli ostacoli “diversamente da atleti come Arnold e Trammell.

Le affermazioni dell'intoccabile ostacolista cinese possono essere non condivisibili. Uso il condizionale perché bisogna sempre dare spazio al confronto ed al contraddittorio. Una ricerca degli anni 80 di un gruppo di studiosi italiani metteva a confronto le qualità dell'ostacolista Gianni Tozzi e quelle dell'allora primatista (12″91) Colin Jachson. Ci si chiedeva quale qualità in meno possedeva oggettivamente Tozzi rispetto a Jachson. Il dilemma ebbe una risposta: le qualità reattive. Cioè l'inglese correva più veloce far gli ostacoli perché era più veloce nel piano (a parità di tecnica ovviamente). Le qualità reattive consentivano Jachson di esprimere maggior frequenza.

Apriamo una piccola parentesi: Nella corsa in piano la velocità è data dalla miscela, ovvero dalla capacità dell'atleta di esprimere ampiezza (prima variabile = la lunghezza del passo) ad una frequenza adeguata (seconda variabile = frequenza). Nella corsa ad ostacoli invece – a parte un adeguato ed indiscutibile per un'atleta di vertice coefficiente di abilità – la velocità di gara può essere migliorata solo da un parametro, ovvero dalla frequenza essendo l'ampiezza ininfluente al fine dello sviluppo di maggior velocità ( 3 passi obbligatori). Mi sembra quindi evidente come una maggior velocità di base possa solo avvantaggiare un'ostacolista.

Ora bisogna cercare di intuire cosa Liu Xiang voglia intendere per velocità. Si potrebbe azzardare dicendo che se un'ostacolista in piano riesce a sviluppare maggior velocità esprimendo un numero di passi inferiore alla norma,….questo ..potrebbe, ma ribadisco potrebbe non indurre ad equivalenti miglioramenti in gara con ostacoli basandosi sulla presunzione di una predominanza delle qualità esplosivo – elastiche rispetto alle preziose qualità reattive di cui si parlava prima. L'ostacolista veloce in piano ma poco frequente potrebbe essere penalizzato. E’ anche vero però che l’ ostacolista è per antonomasia un atleta frequente, altrimenti non potrebbe fare l’'ostacolista (di alto livello si intende). La barriera della velocità per l’ostacolista è la frequenza. L'ostacolista per sua natura si allena ad enfatizzare le qualità reattive al fine di poterle gestire al meglio in gara. Sarebbe interessante a questo punto capire – per esempio- alla luce di queste nuove rivelazioni l'orientamento da dare alla preparazione di Trammell. Potremmo dirottarlo per qualche mese al mezzofondo per poi riscoprirlo magicamente atleta da 12″80.

Le affermazioni di Liu Xiang sono quelle di un recordman e quando uno vince, tutto gli è permesso. Le esperienze di Liu Xiang sono quelle di un campione e come tale i suoi parametri, i suoi comportamenti atletici sono fuori scala e valevoli solo per lui. Lo stesso BIG BEN (Ben Johnson) – senza con questo voler fare delle allusioni poco piacevoli – usava , qualche giorno prima della gara importante, eseguire alcune ripetizioni di squat completo a carico massimale. Lui era fuori scala come fenomeno atletico era un campione. Se un'atleta quasi normale provasse a seguire l'esempio si troverebbe le gambe segate per l'intera stagione.
Le teorie di Xiang sono sicuramente da rispettare, valutare con entusiasmo ed apertura mentale ma non per questo condivisibili da tutti. Dominique per esempio con la velocità ha costruito il suo bel 12″90 – e non è poco – così come Colin Jachson ha corso sul piano 6″47 vincendo un europeo indoor!

Nulla alla fine rende giustizia a Xiang più del detto………..chi ha l'oro detta le regole.

fonte: Giuseppe Palmiotto

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