SPIGOLATURE DI BON TON

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Fra le tante caratteristiche che i saltatori con l’asta devono possedere sicuramente c’è un pizzico di pazzia. Di quella buona s’intende, di quella che ti genera scariche di adrenalina e che non ti fa sentire la paura quando ti arrampichi in cielo e cadi da altezze che potrebbero essere fatali.

Voglio riportarvi indietro di qualche anno, più precisamente negli anni “80 quando ancora il mondo era diviso in due blocchi contrapposti e le tensioni politiche si ripercuotevano anche nello sport.
Olimpiadi di Mosca '80, la Russia ha appena invaso l’Afghanistan, gli USA boicottano la manifestazione, l’Italia lascia a casa solo gli atleti militari, gare dimezzate, agonismo ridotto?

Neanche per sogno! Siamo alla gara del salto con l’asta e i favoriti sono i polacchi Wladyslaw Kozakiewicz e Tadeusz Slusarsky (vincitore 4 anni prima a Montreal) ed il russo Konstantin Volkov che si danno battaglia su altezze da record del mondo. Il pubblico russo è ovviamente tutto per Volkov e disturba in ogni modo i salti di Kozakiewicz e Slusarsky. Fischi, urli, cagnara totale, la tensione allo stadio sale alle stelle. Si arriva ai salti decisivi e Kozakiewicz al secondo tentativo valica l’asticella a 5,78. Vittoria e record del mondo!

Pubblico ammutolito, Il baffuto polacco atterra sui sacconi, si alza in piedi e cosa fa? Una capovolta? Saluta tutti e ringrazia? Neanche per sogno, anzi, si esibisce in un plateale gesto dell’ombrello ripetutamente a tutto lo stadio in diretta mondovisione! In piedi sui materassi, si gira su se stesso una, due, tre volte col braccio alzato. Poi prende le sue aste e se ne va. Roba da brividi!!! Altro che pazzia, qua ci vuole il pelo sullo stomaco alto come quello di un orso siberiano. Le immagini di quell’episodio fanno il giro del mondo con l’eccezione dei paesi del Patto di Varsavia.

Il caso diventa diplomatico e poi anche politico, l’ambasciatore russo in Polonia chiede ufficialmente che Kozakiewicz sia privato della medaglia d’oro per “insulto verso il popolo sovietico” la risposta ufficiale del governo polacco fu che il gesto fu uno spasmo involontario causato dallo sforzo. Il gesto in Polonia passerà alla storia e diventerà per tutti “gest Kozakiewicza” , il “gesto di Kozakiewicz”. Possiamo garantirvi che con l’aria che tirava a quei tempi il buon Wladyslaw rischiò grosso perché si poteva finire in galera per molto, molto meno…

Nel 1984 l'astista si trasferì in Germania dell’ovest dove con i colori della sua nuova “casa” vinse nel 1986 e 1987 il titolo nazionale. L'ultimo risultato nei top 100 mondiali di Kozakiewicz (che vanta anche 7683 punti nel decathlon) fu nel 1989 a 36 anni di età.

fonte: Sergio Cappelletto / Foto: Libero dominio – Wikimedia Commons

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