EUROPEI DI POZNAN: APPUNTI DI VIAGGIO DI ROSA MARCHI (2)

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Domenica, 23 luglio
Il centro storico di Poznan è davvero caratteristico. La piazza principale, Stary Rynek Square, è delimitata da una serie di edifici dalle facciate variopinte. Al centro si erge il municipio, opera di un architetto italiano del 1500, con la facciata monumentale che rappresenta il simbolo di questa cittadina. Questa piazza è il cuore della città, su cui si affacciiano decine di locali affollatissimi. Fa davvero molto caldo; le temperature in questi giorni hanno sfiorato i 40 gradi, penalizzando le competizioni.

Mi colpisce che questa città, ricca di impianti sportivi dove si svolgono spesso manifestazioni internazionali in tanti sport, non abbia in alcun modo pubblicizzato l’evento di questi campionati. Non c’è un cartello, uno striscione, nulla… Niente a che vedere con i Mondiali di San Sebastian dello scorso anno, dove la città si era messa a festa per noi. Peccato!

Nella foto il gruppo degli azzurri finalisti nei 400 ad ostacoli – di R.Marchi

Mentre passeggiamo tra le vie del centro incontriamo una tradizionale processione religiosa. E’ appena uscita dalla settecentesca Parish Curch per sfilare, accompagnata d banda musicale e ragazze vestite con bellissimi abiti folcloristici, per le vie del paese.
Cerchiamo un po’ di refrigerio con un gelato, mentre osserviamo le bancarelle dove si vendono oggetti di artigianato e girandole di plastica (non ne vedevo una da quando ero bambina…).

Nella foto Processione per le vie del centro – di R.Marchi

Medaglie
Nel pomeriggio ritorniamo allo Stadio Olimpia per assistere alle finali dei 400 ad ostacoli. Incontro Bruno Sobrero, che mi racconta di aver preso la medaglia di bronzo nel salto in lungo M85 con la stessa misura del secondo, 3,50 m, stabilendo la nuova miglior prestazione italiana di categoria (3,41 di Vittorio Colò). Il primato ai fini Fidal gli apparteneva già dallo scorso anno, quando saltò la misura di 3,58, prima di compiere 85 anni. Subito dopo incontro una sorridente Rosanna Rosati. La poliedrica atleta, prima delle escluse nella finale dei 400 ad ostacoli, si è rifatta conquistando il bronzo nel lancio del martello W45 con la misura di 36,63.


Nella foto Tiziana Piconese sul podio – di R.Marchi

Nel frattempo è giunta anche la medaglia d’argento della trentina Tiziana Piconese nel salto in alto W40. La “super-mamma” di 3 bimbi scatenati ha saltato 1,55 sfiorando per un nonnulla l’1,60, misura che ha permesso la vittoria all’inglese Wendy Laing. Assisto alla sua premiazione, mentre riecheggiano le note dell’inno inglese. Anche qui, come ai mondiali indoor di Linz, viene regalata questa emozione al vincitore, una vera e propria novità per il mondo master.

Sempre sul podio sale un’altra italiana, la bravissima lanciatrice Santa Sapienza. Dopo l’oro nel martellone (peso con maniglia) conquista l’argento nel martello W35 con l’ottima misura di 42,73 m. Il suo fisico minuto contrasta notevolmente con la stazza della vincitrice (la belga Kathleen De Wolf) ma soprattutto della terza classificata, la svizzera Daniela Lachat.

Le finali dei 400 ad ostacoli
Ritorno in pista per le finali dei 400 ad ostacoli.
Antonio Farsaci ha già corso i 300 ad ostacoli M65; s’è classificato al quinto posto, ma è soddisfattissimo di aver stabilito la miglior prestazione italiana di categoria: 50”78 (precedente 51”50 di Diego Febbe.

Nella finale degli M55 Antonio Montaruli, che lamenta un affaticamento al polpaccio, giunge quarto in 1’10”48, un tempo ben al di sotto delle sue possibilità.

La finale degli M50 vede ben 2 italiani in gara: l‘aostano Alessandro Cipriani e il romano Claudio Rapaccioni. Claudio sfoggia un tricolore dipinto sulla guancia che attira le attenzioni dei fotografi; Cipriani, che non nascondeva velleità di medaglia, purtroppo pasticcia già dal primo ostacolo e giunge quinto in 62”89. Rapaccioni è ottavo, ma soddisfatto per aver raggiunto la finale.

Negli M40 ci sono altri due italiani: Frédéric Peroni e Roberto Amerio. Frédéric ha corso pochi giorni fa nell’ottimo tempo di 56”31, ma una fastidiosa borsite gli rende difficile reggere 2 gare in due giorni consecutivi, e le batterie sono state corse solo ieri…Utilizza un solo blocco per partire, ma perde l’equilibrio sul primo passo. Sono molto dispiaciuta per lui, che vede sfuggire il podio e si classifica solo al quinto posto con 57”63. La gara viene vinta dall’inglese Jonathan Tilt in 56”83. Al terzo posto giunge un felicissimo (ma distrutto dopo una gara coraggiosa) Roberto Amerio nel tempo di 57”17: per lui si tratta della prima medaglia internazionale.

Con la finale degli M35 termina la saga degli ostacoli. Il catanese Claudio Lucchesi si classifica al quarto posto.
Alla fine foto di gruppo per tutti, mentre Cipriani addenta un lembo di bandiera tricolore: che sia per la medaglia che forse si è mangiato?

fonte: Rosa Marchi

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