EUROPEI DI POZNAN: APPUNTI DI VIAGGIO DI ROSA MARCHI (3)

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Lunedi 24 luglio
Oggi tocca a me. E’ giunto finalmente il momento di rompere il ghiaccio e di scendere in pista. Non gareggio da oltre un mese e mezzo e l’emozione si fa inevitabilmente sentire. Per i 400 metri della mia categoria (W40) si corrono direttamente le semifinali, oggi pomeriggio alle 16.50. Al mattino però torno all’Olimpia Stadio per assistere alla gara di Sergio Agnoli nei 1.500 metri. Lo saluto proprio alla partenza della gara. Il primatista mondiale della mezza maratona M80 (1’42”24) è un po’ emozionato, non si sente molto a proprio agio su questa distanza (per lui) corta. “Il finlandese ha un tempo miglior del mio” mi confida. “Non ti preoccupare Sergio, vedrai che andrà tutto bene” lo incoraggio. Mentre fotografo il gruppo di over 80 impegnati su questa distanza non posso non provare una grande ammirazione nei loro confronti, pensando a tanti loro coetanei che hanno difficoltà anche solo a camminare. Sergio parte deciso, ma il finlandese Yrjo Torikka ha un altro passo e vince in 6’40”40, contro i 6’46”04 di Sergio. Un altro bell’argento che si somma all’oro sui 10.000 metri.

Nella foto Sergio Agnoli nei 1.500 m. M80 – di R.Marchi

Mi comunicano che sono arrivate medaglie anche dai 5.000 m di marcia, che si sono svolti presso la pista dell’Università di Educazione Fisica: oro per Milena Migli tra le W40 (26’58”54) e argento nelle W50 per Natali Marcenco, la mia compagna di squadra all’Assindustria Sport Padova. Natali è giunta seconda in 28:21.35 dietro alla portoghese Maria Silva Fernandes, vincitrice in 26’22”02. Fino allo scorso anno anche Natali viaggiava sui tempi della prima, ma vari problemi di salute l’hanno debilitata durante l’inverno e questa medaglia per lei vale quanto l’oro.

La mia semifinale
Lo stadio Olimpia è immerso in un fitto bosco ed è piacevole riscaldarsi all’ombra degli alberi lungo il bellissimo laghetto a 50 metri dallo stadio; lo sterrato è proprio l’ideale. Ritrovo le mie amiche di altri campionati, come la francese Dolores Hachotte e l’inglese Geraldine Finegane.

Durante il riscaldamento incontro il consigliere federale e Pierluigi Migliorini che mi preannuncia l’organizzazione di un convegno sul tema dei master all’inizio di dicembre. Mi presenta quindi Giuseppe Gentile, uno degli atleti che ha segnato la storia del salto triplo.

Le procedure qui non sono molto fiscali. La call room funziona come la normalissima “spunta” di una gara provinciale e l’accesso al campo avviene liberamente. Mi stavo cambiando le scarpe, quando mi sono accorta improvvisamente di essere rimasta da sola e mi sono dovuta precipitare al trotto verso la zona di partenza: nelle altre edizioni a cui ho partecipato questa procedura era molto più controllata e non si correva il rischio di dimenticare qualche atleta.

Ci sono 2 semifinali e, vista la lista delle partenti, l’accesso alla finale dovrebbe per me essere facile. Decido di risparmiare al massimo le energie. Parto decisa, per poi controllare dai 220 metri. L’estone Helle Tuhkla mi affianca e mi supera. Io la seguo nella scia, ma senza forzare. Controllo la seconda posizione fino all’arrivo. Il tempo è altissimo (63”60, contro i 63”06 dell’estone), arrivo sciolta all’arrivo ma mi ritrovo stanchissima. Il mio stagionale di 60”6 in questo momento mi sembra inavvicinabile; il tendine, poi, negli ultimi 60 metri ha incominciato a farsi sentire: che sia solo frutto dell’emozione? Speriamo bene per la finale. La seconda semifinale viene vinta da Dolores Hachotte (61”96), seguita da Geraldine Finegane (62”98).


Nella foto il passaggio ai 300 metri della mia semifinale – di A.Cipriani

Dopo la gara raggiungo il Fidal Point dove Oriano Chelini, il fisioterapista della Fidal, mi attende per un massaggio di scarico. Privatamente, compatibilmente con le esigenze che il suo ruolo gli impone, è disponibile per massaggi ad una modica cifra: non mi sembra vero! E’ bravissimo e scendo dal lettino con un po‘ di ottimismo in più.

Mercoledi mattina correrò la finale. Gli altri finalisti italiani sono Emma Mazzenga (W70), Elisa Zuccari (W45), Sergio Palma (M80), Roberto Vaghi e Tristano Tamaro (M65), Alessandro Manfredi (M45), Enrico Saraceni (M40) e Emilio de Bonis (M35). In bocca al lupo a tutti noi!

fonte: Rosa Marchi

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