EUROPEI DI POZNAN: APPUNTI DI VIAGGIO DI ROSA MARCHI (4)

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Mercoledi 26 luglio
La sveglia suona presto, perché le finali dei 400 metri iniziano alle 9.00. La notte l'ho passata un po' agitata, ma fa parte del copione: impossibile arrivare ad un appuntamento come questo senza essere emozionati, nonostante gareggi ormai da 25 anni e questa sia la mia settima parteciazione internazionale. Preparo il caffè con la moka portata da casa, leggo gli sms e le mail di incoraggiamento e mi preparo per uscire. Giunta allo stadio cerco di rilassarmi lungo il lago ascoltando un po' di musica.

Incontro Dolores, la mia avversaria francese. E' molto simpatica ma parla solo francese, e io non conosco una parola di francese. A gesti mi fa capire che anche la sua pancia è in subbuglio per l'emozione. Mentre mi riscaldo intravedo il passaggio ai 300 metri delle finali precedenti alle mie.
Si inizia con le categorie più anziane: negli M90 si ripropone la sfida dei 100 metri fra il finlandese Liedtke e il novantaquattrenne tedesco Mahlo. Anche questa volta vince il finlandese. Certo che riuscire ancora a correre il giro di pista a quell'età è davvero incredibile!

Non riesco a seguire tutte le gare successive, ma con piacere apprendo della seconda posizione di Sergio Palma tra gli M80 (1'21”62) e della terza posizione di Emma Mazzenga tra le W70 (1'25”19).

Negli M65 Guido Muller impera facendo il vuoto dietro di sé. A 67 anni corre in 57”66, distanziando di 5 secondi il secondo classificato. Nella stessa finale Roberto Vaghi giunge quinto in 65”13 (in batteria aveva però corso in 64”58), mentre Tristano Tamaro, improvvisatosi quattrocentista, giunge settimo in 66”09.

Vedo passare Vincenzo Felicetti, impegnato con gli M55, seguito sulla scia dal britannico Robert Minting. Vincenzo vincerà con autorità nell'ottimo tempo di 54”82 (55”58 il tempo finale del britannico).

E' il momento di andare alla call room. Mi lamento con l'addetto per l'approssimazione con cui si effettua la procedura. Lui si difende dicendo che tanto gli atleti vanno alla partenza per conto loro… Per forza! Il campo è aperto e si può agevolmente entrare scavalcando la bassa ringhiera.
Ci avviamo verso la partenza. In quel momento partono le W45. La nostra Elisa Zuccari è settima in 65”18. Non mi viene subito in mente il suo nome e la incito con un “forza Italia!”. Tra gli M45, il bravo Alessandro Manfredi è anche lui settimo in 55”24.

E' ora il mio turno. Con il quarto tempo di qualificazione mi vedo assegnata la seconda corsia. Mi sento bene e il tendine non si lamenta. In terza corsia c'è l'estone Helle Tuhkla, una donna molto riservata con la quale non sono riuscita a scambiare neanche un sorriso, mentre in quarta c'è la mia amica Dolores. Helle parte più veloce di me; io cerco di fare la mia gara, passando in poco più di 29” ai 200 e tenendo abbastanza nel finale. Solo negli ultimi 50 metri la fatica mi offusca la vista. Mi sembra di essere terza, dietro a Helle e Dolores, ma all'arrivo tracollo. Un piccolo malore che mi rende difficile la respirazione; rimango a terra un po', senza riuscire a riprendermi.
60”99 il mio tempo finale, molto vicino al mio stagionale di 60”6. Vince l'estone con 60”35, seconda Dolores in 60”42. Mi spiace per lei, poteva essere una bella occasione.
Nel frattempo parte la gara degli M40, con un Enrico Saraceni pronto a sfoderare sua prestazione regale. Ancora sdraiata per terra nel tentativo di recuperare energie, intorno a me vedo solo gambe di persone rivolte a seguire sua la gara.
Enrico vince facilmente nel tempo di 49”10 (ma questo lo scoprirò qualche minuto dopo).
Tra gli M35 un grande Emilio De Bonis (il nostro “Emilio” del forum) conquista anche lui il bronzo in 50”49.

Quando mi riprendo scattiamo delle foto di gruppo con gli altri finalisti; peccato che quelli delle categorie “meno giovani” se ne siano già andati.

Nella foto da sx: Manfredi, Felicetti, Marchi, De Bonis e Saraceni

Devo andare sul podio per la premiazione: e ora cosa mi metto? Opto per la maglietta con la scritta “Italia” (comperata sulle bancarelle) che mi ha regalato la mia “sorellina” Barbara Ferrarini, in attesa che la Fidal provveda…(alla predisposizione di tute e vestiario da poter acquistare, come previsto dalle disposizioni approvate dal Consiglio Federale per il 2006).

E mentre ascolto incuriosita l'inno estone, penso che anche questa volta ce l'ho fatta a mettere in “saccoccia” una medaglia.

fonte: Rosa Marchi

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