STOCCOLMA, DN GALAN – IAAF SUPER GRAN PRIX

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Notte di diamanti per risultati e condizioni atmosferiche al DN Galan di Stoccolma svoltosi ieri, martedì 25 luglio.
Sette diamanti da un carato furono donati in una calda notte d'estate del 1912 nello Stadio Olimpico di Stoccolma. I diamanti, il cui valore si aggira intorno ai 10,000 dollari, vengono consegnati ad ogni atleta che batte un record dello stadio dal 1994; in tutto ne sono stati distribuiti 52.

Il DN Galan ha celebrato il suo 40° anniversario con la presenza di stelle leggendarie dell'atletica mondiale come Jonathan Edwards, Renaldo Nehemiah, Sergey Bubka, Wilson Kipketer, Michael Johnson, Lasse Virén, Patrik Sjöberg e Ed Moses (trent'anni dopo la sua vittoria Olimpica a Montreal).

Il sole è stato davvero uno dei protagonisti del meeting; il clima era così caldo che uno degli addetti alla sicurezza, posto a guardia dei diamanti, è collassato proprio durante la gara dei 400, che ha regalato la preziosa gemma allo statunitense Jeremy Wariner. Il campione olimpico e mondiale si è aggiudicato la gara col tempo di 44″02, con un notevole margine di 51 centesimi sul secondo, il congolese Gary Kikaya, e con Brandon Simpson ancora più distante (44″87). Il vincitore, ammalato fino a pochissimi giorni fa, ha detto dopo la gara “Il mio obiettivo oggi era quello di scendere sotto i 44 e portare a casa il diamante. Non posso lamentarmi.”

Il secondo diamante è stato guadagnato da Asafa Powell, che ha cancellato il precedente record dello stadio dei 100, appartenente a Maurice Greene e vecchio di sette anni. Il recordman mondiale ha nuovamente dimostrato di avere una buona partenza ed una volata che non lascia speranze; chiude in 9″86 davanti a Tyson Gay.
“Tutti ciò di cui mi sono preoccupato era correre contro il cronometro, senza badare a nessun altro.”, queste le parole dell'ormai unico rivale dell'americano Gatlin.

Sherone Simpson, compagna d'allenamento di Asafa, ha poi completato il trionfo giamaicano nella velocità. All'inizio della gara dei 200, Sanya Richards sembrava dominare, ma ha dovuto poi fare i conti con la feroce volata della giamaicana che ha chiuso davanti a tutte, eguagliando il tempo che la pone al vertice delle classifiche mondiali 2006 (22″00). Limati due centesimi al precedente record dello stadio appartenente a Irina Privalova dal 1994; due centesimi che valgono un diamante.

Le tanto attese vittorie “di casa” si sono materializzate solamente nei salti, dove la campionessa mondiale Kajsa Bergqvist ha lasciato nell'ombra tutte le altre partecipanti al salto in alto. Dopo l'eliminazione della russa Anna Chicherova e dell'americana Amy Acuff a quota 1,96, Kajsa ha superato 2'02 alla prima prova ed ha chiesto di alzare l'asticella a 2,10. Tre errori per lei (sebbene al terzo tentativo sembrava quasi avercela fatta), ma 2.02 era già abbastanza per portare a casa un nuovo diamante, il secondo per lei, che lo vinse anche nel 2002 saltando 2.00. Nel 2003 fu poi battuto dalla sudafricana Hestrie Cloete, che lo elevò a 2.01.

Il campione olimpico Stefan Holm non è riuscito a ripetere il trionfo della connazionale Bergqvist nella gara maschile. Si è dovuto accontentare di 2.27, stessa altezza del compatriota Linus Thörnblad. I russi hanno invece superato i beniamini di casa. Ivan Ukhov supera 2.30 alla prima prova e, al secondo tentativo, valica la sbarra a 2.32, misura superata anche da Andrei Silnov che però ha avuto bisogno di tre tentativi.

Christian Olsson vanta ancora una sola vittoria al DN Galan. La sua prima sconfitta della stagione dopo il miracoloso rientro dall'infortunio è stata causata dal 17,24 battuto di 15 centimetri dal brasiliano Jadel Gregorio. Il campione del mondo Walter Davis si aggiudica invece la seconda piazza saltando 17,32 all'ultima prova.

Edith Masai, già in possesso del record dello stadio, ha lottato duramente contro il duetto etiopico composto da Meseret Defar e Gelete Burka nei 3000 donne. La russa Olga Komyagina ha condotto Defar e Burka al parziale di 2'46 ai 1000 ed ha occupato la prima posizione fino a metà gara. Ben presto Edith Masai si è avvicinata al duetto di testa, passando ai 2 chilometri in 5'38 e mantenendo quella posizione fino all'ultima curva della gara, dove Meseret Defar è partita in volata, frantumando di 16 secondi il record dello stadio di Edith Masai, e ottenendo anche lei uno dei diamanti. Il suo 8'24″66 corrisponde al miglior crono sui 3000 dal 2002 ed ha trascinato anche Gelete Burka e la 39enne Edith Masai al di sotto del muro degli 8'30.

Paul Kipsiele Koech è riuscito a battere il record dello stadio di Wilson Boit Kipketer nei 3000 siepi con un piccolissimo margine. Gli è bastato correre 8:00.29 in quasi totale solitudine, soprattutto nell'ultimo chilometro, per migliorare di 3 decimi il precedente record, passando in 2'39 ai 1000 e in 5'21 ai 2000. Il pubblico svedese è stato poi elettrizzato dalla strenua lotta di Mustafa Mohamed con un altro keniano, il terzo siepista più veloce di quest'anno, Richard Matelong. L'8'14″67 ottenuto, pone Mohamed al secondo posto delle liste all-time svedesi, preceduto solamente da Anders Gärderud, campione olimpico nel 1976.

Jan Zelezny, tre volte campione olimpico e mondiale, nacque nello stesso anno del DN Galan, il 1966, ed ha voluto celebrare l'anniversario suo e quello del meeting scagliando il giavellotto ad 85,08, miglior misura mai ottenuta da un 40enne. Non abbastanza però, per intimorire l'attuale campione olimpico Andreas Thorkildsen. Il norvegese, con 89,78, supera di 20 centimetri il record dello stadio di Steve Backley, ottenuto nel 1990.
“E' stata una competizione fantastica. All'inizio qualcosa non ha funzionato alla perfezione, ma rivedendo i miei lanci sul maxischermo, sono riuscito a correggere molti errori.” ha affermato.

Bella e coraggiosa gara anche quella della medaglia di bronzo indoor Maryam Yusuf Jamal, che si aggiudica i 1500 in 3'58″96 dopo esser rimasta per gran parte della corsa dietro alla keniana Faith Macharia. Del gruppo di testa faceva parte anche la francese Latifa Essarokh che per la prima volta è scesa sotto i 4 minuti (3:59.61). Anche l'australiana Sara Jamieson si migliora correndo in 4:00.91.

Una piccola controversia ha animato invece la gara maschile. Il campione olimpico e mondiale dei 10000 Kenenisa Bekele, volenteroso nell'aumentare la sua velocità, al suo esordio nei 1500, vince in 3'33″08. Ma negli ultimi 30 metri le sue gambe erano così piene di acido lattico che hanno smesso di andar forte come al solito, tanto da costringere Kenenisa ad una drammatica virata verso le corsie più esterne, consentendo ad Isaac Songok ed Adil Kaouch di avvicinarlo e di dar vita ad un raro finale al fotofinish, con tre atleti al traguardo in meno di 4 decimi.

Tre uomini hanno abbattuto la barriera dei 13 minuti nei 5000. L'ugandese Boniface Kiprop ha visto premiati i suoi sforzi all'ultimo giro vincendo in 12'57″11, davanti al marocchino Abderrahim Goumri (12'57″89) e all'emergente Jonas Cheruiyot (12'59″08).

La grande sorpresa del meeting è stata la sconfitta di Yelena Isinbayeva nell'asta. La polacca Monika Pyrek era molto vicina a superare 4.72 al terzo tentativo, ma 4.62 era già sufficiente per superare la russa detentrice del record mondiale, alla sua seconda sconfitta negli ultimi due anni.

La campionessa del mondo Michelle Perry si è aggiudicata i 100 ostacoli femminili in 12″60, mentre la russa Oksana Udmurtova vince il salto in lungo donne con un buon 6.74.
Infine, nei 200 uomini lo statunitense Wallace Spearmon vince in 20″08, gli 800 vanno a Youssef Saad Kamel col tempo di 1'44″50, e il campione del mondo junior Aries Merritt si aggiudica i 110 con barriere con un ottimo 13″17 (considerata la giovane età).

I risultati completi sono disponibili nella sezione “Risultati Internazionali” di Atleticanet. Nella Foto Jeremy Wariner

fonte: IAAF / foto: Gino Esposito

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