GATLIN, ANCHE TU?

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E’ uscita da poche ore, ed ha già fatto il giro del mondo: la notizia di Justin Gatlin positivo ad un controllo antidoping è un fulmine a ciel sereno per l’atletica, a pochi giorni dall’inizio dei Campionati Europei. Il primatista del mondo si dichiara totalmente innocente, sarà vero?

Justin Gatlin, uno degli atleti più corteggiati al mondo, colui che in questa torrida estate avrebbe dovuto far sognare gli appassionati di atletica, all’insegna delle sfide sul rettilineo dei 100 metri contro Asafa Powell, sembra aver già finito la stagione, e per di più nel peggiore dei modi.

Prima le richieste esose agli organizzatori dei grandi meeting europei, poi l’oculata politica di evitare la sfida con il giamaicano Powell, quindi l’infortunio muscolare alla coscia. Sembrava non potesse evolvere peggio di così la stagione all’aperto dello sprinter americano, ed invece ora esce fuori addirittura un’accusa di doping da parte della commissione americana preposta ai controlli antidoping.

L’episodio si riferisce ai Campionati di staffette in Kansas, a Lawrence, lo scorso 22 aprile, giorno in cui Gatlin era atteso come grande protagonista della manifestazione, assieme al campione di casa Maurice Greene. In quell’occasione Gatlin diede spettacolo con una progressione vincente in ultima frazione di una 4×100 composta anche da Thomas, Martin e Crawford, fermando i cronometri in 38”16.

Le analisi riferite al controllo antidoping di quel pomeriggio oggi parlano di livelli oltre la norma dell’ormone Testosterone. Gatlin si ritiene del tutto estraneo all’accaduto, soprattutto perché dichiara di essersi sempre dimostrato fermamente contrario a qualsiasi somministrazione di farmaci o sostanze che potessero anche lontanamente assimilarsi al doping.

Ora il campione olimpico e mondiale dei 100 metri dovrà far valere le sue ragioni e spiegare quel livello di testosterone che per il momento pesa come un macigno sulla sua immagine. Ricordiamo che Gatlin ebbe già a che fare con il doping nel 2001, anno in cui venne pescato positivo ad un altro controllo antidoping, in occasione dei campionati americani junior, per la presenza di un'anfetamina. In quella circostanza dovette pagare inizialmente con una squalifica, poi repentinamente annullata dalla IAAF dopo che Gatlin riuscì a dimostrare di aver assunto farmaci con la sostanza proibita per 10 anni allo scopo di curare un disordine deficitario dell'attenzione, che gli venne effettivamente riconosciuto. Ma insieme alla riammissione ci fu anche l'avviso che se fosse ricaduto in un caso di doping avrebbe ricevuto la squalifica a vita.
Proprio quel monito lo rese particolarmente attento a qualsiasi farmaco o sostanza da assumere, un minimo errore sarebbe infatti potuto costare la fine della carriera.

Adesso bisognerà capire dove sta la verità, e già si profila un nuovo tormentone come accadde qualche anno fa per Marion Jones.
Intanto per ora il colpo basso lo accusa l’intero movimento atletico in termini di credibilità, proprio alla vigilia dei Campionati Europei di Goteborg. Una brutta notizia, che non ci voleva.

fonte: Redazione

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